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Marc Marquez sarà rivisto post FP1: "Piede ok, per la spalla serve tempo"

MotoGp

Il ducatista ha ricevuto il semaforo verde dai medici dopo il controllo al circuito, ma dovrà essere rivisto al termine delle FP1 di venerdì mattina: "Il piede non mi preoccupa, non è un problema per andare in moto. Per la spalla serve tempo", le sue parole. Marquez è al rientro dopo la doppia operazione a spalla e piede e il forfait a Barcellona

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"Fit to review". Marc Marquez ha avuto l'ultimo ok medico per scendere in pista al Mugello, a soli 18 giorni dalla doppia operazione (a spalla destra e piede destro) successiva alla brutta caduta di Le Mans. Il ducatista, che aveva saltato l'ultimo weekend di Barcellona e i test del Montmeló, sarà rivisto dopo le prove libere 1 di venerdì mattina. "Devo capire bene la situazione sulla moto, ma se sono qui vuol dire che va abbastanza bene", le prime parole del campione del mondo in carica all'uscita dal centro medico.

L'intervista di Marc Marquez a Sky Sport

La domanda è semplicissima: come stai?

"Sto bene, se sono qui... mi sento pian piano meglio. Ci vuole un po' di tempo, almeno spero, per stare ancora ancora meglio. Ma bene. Il piede non è un problema, quello è a posto. È rotto ma non è un problema per per andare in moto. La spalla sta cambiando un po' il feeling piano piano. Il nervo sta lavorando bene, il muscolo inizia a lavorare un po' meglio, ma ci vuole ci vuole tempo. Quanto? Non si sa. Con i dottori pensiamo che sia il momento giusto. È presto, ma è il momento giusto per tornare in moto con la mentalità giusta e continuare a lavorare per il futuro".

 

Immagino che dopo le FP1 dovrai fare un altro controllo e capirete meglio qual è la situazione, è questa la strada?

"Sì, se sono qui è perché ho la mentalità di correre tutto il weekend logicamente. Ma devo valutare ogni volta e soprattutto i dottori vogliono valutare dopo le FP1, ma secondo me sarò a posto. Devo valutare la la fatica durante tutto il weekend. Vediamo, devo gestire anche questo. Iniziare un po' più calmo e andare andare in crescendo".

 

Faccio un passo indietro a Barcellona. Tu come hai vissuto tutto quello che è successo in quel gran premio che per noi è stato incredibile?

"È stata una domenica dove siamo stati tutti molto fortunati. Sono rimasto molto male per Alex, durante tutta la domenica non solo nel momento dell'incidente. La mia famiglia era lì, ma anche l'organizzazione era in contatto con me e mi dicevano come stava Alex in ogni momento. Ma è stata tutta la domenica perché a volte, con quelle botte, il dolore arriva dopo. O se c'è qualcosa allo stomaco, in testa, si manifesta dopo. Anche la caduta di Zarco è stata bruttissima. È stato un giorno in cui la MotoGP e tutti i tifosi hanno capito il rischio che corriamo. Ma è così. Alla fine si deve accettare... è stata una domenica che ha messo tutti in allerta ma non è successo niente di molto grave".

"Fare 44 partenze non è il modo migliore per limitare i rischi"

Marc Marquez successivamente è intervenuto nel media scrum: "Operazione? Il piano era togliere solo un chiodo, ma dopo aver inciso hanno capito che anche l'altro era danneggiato più di quanto si aspettassero. Sono stati bravissimi perché non hanno toccato i muscoli". Sull'incidente di Alex: "Vedendo le immagini ero paralizzato davanti alla tv. Sappiamo i rischi che corriamo, ma quando una cosa del genere accade a un tuo familiare, l'impatto è più grande. La prima settimana dopo l'incidente è stata dura: ero andato a prenderlo in aeroporto lunedì e lo avevo portato a casa. Dopo due ore la sua fidanzata mi ha chiamato e mi ha detto di andare lì perché stava malissimo. E' tornato in ospedale ed è stato lì per altri due giorni, ora sta recuperando". Sui rischi che si corrono: "Ci saranno sempre, ma è vero che fare 44 partenze con queste moto non è il modo migliore per limitarli. Per lo spettacolo è positivo, ma i piloti si prendono rischi più grandi. Normalmente le situazioni più pericolose sono nei primi giri. Con 44 partenze è impossibile controllare i rischi". Sulle sue condizioni: "Mi piacerebbe dire che sono pronto per la rimonta, ma non sono nel momento per pensarci. La rimonta che devo affrontare è quella per il mio futuro, per sentire di poter guidare una MotoGP al massimo". 

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