29 gennaio 2017

Dall'8 al 62, i piloti Sky-VR46 danno i numeri

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Il cupolino della KALEX Moto2 di Francesco Bagnaia con il numero 42 ben in vista

Il cupolino della KALEX Moto2 di Francesco Bagnaia con il numero 42 ben in vista

Principale elemento distintivo in pista, le ragioni dietro la scelta dei rispettivi numeri di gara da parte di Nicolò Bulega, Andrea Migno, Francesco Bagnaia e Stefano Manzi

In pista, come in TV, il principale elemento distintivo per riconoscere i piloti è il loro numero di gara. Per alcuni è diventato, nel corso degli anni, un "marchio di fabbrica" (il 46 di Valentino Rossi su tutti), ma spesso la scelta del numero da collocare sul cupolino della propria moto si porta dietro una storia particolare. Non fanno eccezione i piloti dello Sky Racing Team VR46, i quali hanno dovuto ingegnarsi nella scelta del proprio numero per la stagione 2017. Non un problema per Andrea Migno e Nicolò Bulega, nuovamente al via rispettivamente con il 16 e l'8, discorso diverso per Francesco Bagnaia e Stefano Manzi, i quali debutteranno in Moto2 con il 42 ed il 62.

Con il 21 già occupato dall'amico Franco Morbidelli, 'Pecco' ha individuato il #42: una scelta non propriamente frutto del caso. "In Moto3 ho corso con il 21 ed è stato un numero importante per me", spiega Francesco Bagnaia. "Ho deciso di conservarlo in qualche modo... raddoppiandolo per la Moto2!".

Scelta in controtendenza invece per Stefano Manzi. Per gran parte della carriera il talentuoso pilota riminese ha corso con il #29, accantonato lo scorso anno nel CEV (e nelle wild card nel Mondiale Moto3) in quanto già detenuto da altri piloti. Per questa ragione è passato al #62, una sorta di #29 "rovesciato", che gli ha portato fortuna tanto da conservarlo anche per il debutto in Moto2 con lo Sky Racing Team VR46. Una decisione oltretutto lungimirante: nell'eventualità di un suo futuro passaggio in MotoGP, il #29 è già occupato da Andrea Iannone...

Per quanto concerne i piloti dello Sky Racing Team VR46 nel Mondiale Moto3, la scelta del numero 8 da parte di Nicolò Bulega è stata frutto dell'indisponibilità del suo distintivo #11 (già occupato da Livio Loi), un po' come già registratosi nel biennio 2014-2015 nel CEV quando corse (e vinse) con il #46 omaggio al suo idolo e mentore Valentino Rossi. L'unico che ha sempre conservato il suo storico numero di gara è Andrea Migno: dalle prime gare di Minimoto fino all'approdo al Motomondiale, il 16 gli ha sempre portato fortuna accompagnandolo nei prestigiosi traguardi conseguiti in carriera.

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