WRC, Tour de Corse 2018: Seb piange, Seb ride

Motori

Lucio Rizzica

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Dopo il Tour de Corse 2018 i due “Seb” vivono emozioni opposte: uno, Loeb, non avrebbe mai immaginato che il suo rientro alle corse sarebbe stato così difficile; l’altro, Ogier, è il dominatore di questo WRC, con tre vittorie su 4 rally ed insieme alla sua M-Sport sta sbaragliando qualsiasi tipo di concorrenza. Prossimo appuntamento in Argentina

Seb piange...

Di sicuro non era così che lo aveva immaginato, Sébastien Loeb, il suo rientro nel WRC. Non così difficile, non così avaro di soddisfazioni, non così costellato di errori che quasi gli fanno rimpiangere di essersi tuffato in questa avventura, anche se solo per tre tappe. Ma un cambio di gomma praticamente inutile in Messico e un errore al via in Corsica non sono pepite che possano appartenere al tesoro di Loeb. Sono due pietre di pirite, l’oro degli stolti, la dispersione di anni di sacrifici e di costruzione di una immagine da cannibale che rischia di naufragare in tre disfatte. Le prime due fanno già capire che Loeb è e resterà un gran manico ma con la testa non è più nel WRC, o meglio in questo WRC della seconda stagione con le Plus, dell’esasperazione tecnologica, dell’alta specializzazione che non lascia più spazio all’improvvisazione estemporanea. Neppure se ci si chiama Loeb, se si è scritta la storia di questo sport, se si hanno nove titoli mondiali consecutivi in bacheca.

Loeb-Elena sono finiti troppo presto fuori gara, tenere il passo di Ogier ma in Rally 2 può avere molto significato più per i fotografi e per il pubblico che lo hanno immortalato e applaudito durante la corsa che per il pilota e per la Citroen. Aveva scelto tre tappe molto favorevoli Loeb per il suo grande rientro. Una ingenuità lo ha punito in Messico, un errore lo ha tolto di scena In Corsica, ora toccherà aspettare il Rally di Catalogna in ottobre per cercare almeno una risposta orgogliosa e non tornare fuori dal circo con un rientro da dimenticare che un po’ ne offusca il ricordo da vincente.

Seb ride...

Tre vittorie in quattro rally sono invece la dimostrazione, sul fronte di Sébastien Ogier, che la M-Sport è cresciuta come squadra e come apporti dalla Ford, la casa madre. Ma che quella che ai più era sembrata, due stagioni fa, una follìa di Malcom Wilson, si è invece rivelata non solo la mossa vincente ma anche e soprattutto la ciliegina sulla torta che mancava a un team esperto e ricco di tradizione per diventare un top team e non essere più costretto a inseguire ma addirittura trasformarsi in battistrada. Ogier domina ancor di più dopo il Tour de Corse.

Dopo un mondiale vinto con un team quasi completamente privato all’ultima curva contro Neuville e la Hyundai, quest’anno Ogier è entrato in forma troppo presto per i suoi avversari. Rivincere in Corsica a dieci anni dalla conquista sulle stesse strade del titolo junior, è quasi un presagio funesto per tutti gli altri. Si sta aprendo una nuova era Ogier, quella del connubio con Ford e Wilson, quella che quest’anno potrebbe portarlo realmente in scia al leggendario Loeb se arrivasse a fine stagione il sesto titolo iridato consecutivo. Un segnale importante dei progressi di Ogier (e degli affanni dei suoi avversari) è questa doppia vittoria in due rally consecutivi, centrata per la prima volta dopo l’ultimo bis, ottobre 2016 al volante di una allora spaziale Volkswagen. Ogier sarà pure stato diplomatico ma è di sicuro onesto quando dice di rispettare ancora moltissimo Loeb, davvero veloce in Corsica nonostante la sua prematura uscita. Diventare migliore di un Loeb pasticcione ma ancora molto competitivo potrebbe essere quello stimolo capace di spingere Ogier a riconsiderare l’ipotesi di un ritiro anticipato dai Rally…

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