Africa Eco Race, Botturi: “Era la gara che sognavo da bambino”

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Dopo essere stato il vincitore dell'edizione 2019 dell'Africa Eco Race, al suo anno d'esordio, Alessandro Botturi parla della sua esperienza. A partire dalla lotta con il rivale Ullevalseter fino ad arrivare al podio del Lago Rosa, ecco le sue parole

Alessandro Botturi non aveva mai preso parte né alla vecchia Dakar né alla nuova Africa Eco Race, ma conferma la propria fama di debuttante da dieci e lode. “Buona la prima” per il pilota di Lumezzane, che sale sul podio del Lac Rose da vincitore, così come nel 2012 alla Dakar aveva esordito con un ottavo posto da leccarsi i baffi. Mentre alle spalle di Alessandro sfilano i finisher dell'Africa Race, il vincitore della gara si ripulisce da un misto di sudore e champagne che ha il sapore della fatica e della gloria: «Sono sudato più adesso di quando ho corso, questa giornata è forse la più faticosa di tutte. Ma festeggiare questa vittoria è bellissimo perché so che in Italia mi seguono e non volevo certo deludere nessuno».

Soddisfare le aspettative non è stato facile per Botturi, ma il pilota di Lumezzane ha affrontato la questione con una maturità che vale quanto il successo. Alessandro ha attaccato quando doveva, ha gestito quando avrebbe voluto incrementare, ha lasciato a Ullevalseter l'onere di fare la gara quando non c'era motivo di farsi prendere dall'impazienza. Il norvegese comunque non ha tradito le attese, e ha guidato al proprio limite fino all'ultimo chilometro dell'undicesima speciale. Se pensiamo che la media della ss11 è stata di 115 km/h, è facile capire che nella sua mente il pilota KTM si è arreso solo a St.Louis.

Botturi conferma che la lotta è stata dura: «Ulle mi ha dato da fare parecchio, l'ho capito subito dopo i primi due giorni in Marocco; ma ci tenevo molto a portarmi a casa il trofeo di primo classificato, non ero certo venuto solo per vedere com'era questa gara».

La decisione di Alessandro è maturata in un misto di amore per la vecchia Dakar e la voglia di togliersi finalmente una soddisfazione. Botturi d'altronde nell'enduro ha vinto tanto (9 titoli italiani assoluti) e un pilota che nasce vincente non riesce a dimenticare la sensazione che solo la lotta per la vittoria sa dare: «Per me questa era la gara che sognavo fin da bambino e volevo vedere l'Africa. Poi a dire il vero io non è che avessi questa nostalgia del primo posto, ma di battagliare sì e alla Dakar ultimamente ho solo raccolto ritiri, anche con brutte cadute. Ero stufo. Fortunatamente qui all'Africa Race sono partito con il piede giusto, ma questo ha anche significato che ogni giorno mi svegliavo e andavo in tenda con la pressione di avere sempre Ullevalseter lì vicino. E dodici giorni sono tanti, non sono uno scherzo. Sono sempre riuscito a rispondergli ogni volta che attaccava, ma verso il finale di una gara così lunga inizi anche a sentire la stanchezza. Tutti i giorni sono speciali da sei-sette ore. Però quando sali sul podio del Lago Rosa vieni ripagato di ogni fatica».

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