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Indycar, Newgarden torna al successo in una pazza St. Louis 500

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Matteo Pittaccio

Matteo Pittaccio

Foto Penske Entertainment - James Black

Pioggia, incidenti e grandi duelli nei 260 giri di St. Louis. Alla fine, Newgarden vince e conquista il sesto successo nell’ovale di Madison, battendo Ericsson nella volata finale. Colpo a vuoto per Palou, a secco nella pit road e solo 17°

F1, GP MONACO: HIGHLIGHTS

Josef Newgarden ha vinto una rocambolesca Bommarito 500 a St. Louis durata più di tre ore tra pioggia e conseguenti bandiere rosse. Il 34° trionfo del pilota Penske, che così ha eguagliato il due volte vincitore della Indy500 e bi-Campione Al Unser Jr., è anche il sesto nel World Wide Technology Raceway, ottenuto battendo un velocissimo Marcus Ericsson in un finale deciso dai decimi di secondo. Newgarden, scattato dall’ottava casella, è sempre stato della partita, facendo capire di potersi giocare il gradino più alto del podio in ogni fase della gara, dimostrando inoltre di non subire troppo i postumi dell’infortunio alla gamba sinistra sofferto nella Indy500. Primeggiando nel botta e risposta con Ericsson negli ultimi 20 giri, Newgarden ha così artigliato la seconda vittoria stagionale, saltando dall’ottavo al sesto posto nella classifica piloti. Terzo Christian Rasmussen, a cui il podio fa benissimo per staccarsi dal 24° posto nella classifica piloti, peraltro a pochi giorni dal rinnovo pluriennale con Ed Carpenter Racing. Rimontando dalla 19esima casella, il danese ha avuto la meglio sull’ottimo Rinus VeeKay, mentre Scott McLaughlin ha chiuso quinto dopo aver effettuato un pit stop extra in compagnia di Power, Armstrong, Lundgaard e O’Ward nella caution chiamata a 30 giri dalla fine per il ritiro di Caio Collet (motore Chevrolet ko), settimo in quel momento. Con gomme nuove McLaughlin ha passato tutti fino a Kirkwood, sesto e seguito da Malukas. Ottavo Power, mentre Armstrong e Lundgaard hanno completato la top 10, spedendo O’Ward ad un mero 11° posto.

Palou, che sfortuna: resta senza carburante

Gara da dimenticare per Chip Ganassi Racing. Alex Palou e Scott Dixon sono rimasti beffati dal carburante dopo aver raggiunto l’obiettivo dei 60 giri in vista dell’ultimo stint; nessuno come loro. Dixon, però, ha dovuto scontare un pit stop di emergenza con la pit road chiusa, dovendo per regolamento ripartire dal fondo e arrivando 12°. Ma ancora peggio è andata al leader della classifica Palou, riuscito a fermarsi insieme agli altri nell’ultimo pit stop ma rimasto senza carburante a pochi metri dalla piazzola, perdendo così addirittura due giri e accontentandosi del 17° posto. Ancora una volta St. Louis si è dimostrata poco amica di Palou, mai a podio, sebbene lo spagnolo sia partito dalla Pole comandando i primi giri. Da segnalare anche il contatto a inizio gara con Nolan Siegel in curva uno, nel quale il pilota Arrow McLaren ha avuto la peggio sbattendo fortemente contro le barriere, senza però riportare conseguenze. Fuori per incidente anche Graham Rahal, a muro in curva quattro, episodio dopo il quale uno scroscio di acqua ha fermato la corsa per 40 minuti. Dennis Hauger, invece, ha alzato bandiera bianca nel primo giro, ritirandosi dopo pochi metri.

La classifica

Di seguito la Top 5 della classifica piloti dopo il nono round della IndyCar 2026. Prossimo appuntamento il 21 giugno in occasione del Gran Premio di Road America.

  1. Alex Palou – 342 punti
  2. Kyle Kirkwood – 293 punti (-49)
  3. David Malukas – 274 punti (-68)
  4. Christian Lundgaard – 246 (-96)
  5. Patricio O'Ward - 239 (-103)

L'ordine d'arrivo a St. Louis

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