Dopo dodici round su quattro continenti, la cancellazione del Rally dell'Arabia Saudita ha promosso il Rally Italia Sardegna a finale di stagione: per la prima volta Alghero farà da teatro al verdetto iridato
Doveva essere il penultimo appuntamento del WRC 2026 ed invece ne rappresenterà l'epilogo. FIA e WRC Promoter hanno infatti confermato che il Rally dell'Arabia Saudita, previsto dal 12 al 15 novembre, non farà parte del Mondiale 2026, e così il Rally Italia Sardegna diventa il giudice finale della stagione. Per la prima volta l'appuntamento sardo chiuderà il campionato, e lo fa in un momento davvero unico e imperdibile per tre motivi principali: vivremo per la prima volta la sfida alla corona iridata tra tre piloti che non hanno mai vinto il titolo. Sarà l’ultima volta che potremo vedere le attuali Rally1 in azione. Potrebbe essere l’ultima del WRC in Sardegna visto il possibile passaggio dell’appuntamento italiano del mondiale a Roma nel 2027.
Tre piloti, una corona: la matematica del verdetto
Elfyn Evans, Sami Pajari e Oliver Solberg pronti a farci vivere una sfida quasi irripetibile: tre piloti, tutti Toyota, che si giocano una corona che nessuno dei tre ha mai sollevato: non era mai successo. Senza considerare che, per la prima volta dal 1986, già alla vigilia il rally è certo di incoronare un campione esordiente. Con 35 punti ancora in palio, Evans arriva in Sardegna con un margine che potrebbe sembrare rassicurante per chi poco conosce le insidie degli sterrati sardi: 17 punti su Pajari e 21 su Solberg. Nei Mondiali andati alla volata conclusiva il leader ha trasformato il vantaggio in titolo ben 13 volte su 21 ma i fantasmi di ben cinque medaglie da vice-campione pesano nel curriculum e nella testa di Evans. A Pajari, e soprattutto a Solberg, serve invece la rimonta, e quella dello svedese varrebbe un primato assoluto, visto che il più ampio svantaggio mai ribaltato in un finale di WRC resta di 14 punti (1987 e 2020). La variabile decisiva, come spesso capita nelle gare su sterrato, sarà la posizione in strada abbinata alle previsioni meteo per venerdì. Da leader, Evans aprirà la strada: su fondo asciutto è quasi una condanna, ma se arrivasse la pioggia d'autunno, l'effetto spazzino si annullerebbe e il vantaggio potrebbe persino rovesciarsi.
L'addio di un'era (e forse di un'isola)
Ci sono altri due motivi per cui questa Sardegna sa di storia. Su queste strade si spengono i motori dell'era Rally1, le vetture nate ibride nel 2022 e poi convertite in termiche dal 2025, alimentate da carburante 100% fossil-free, che hanno rappresentato la categoria più veloce che abbia mai percorso le strade del WRC. Un ciclo che la Toyota ha dominato con cinque titoli costruttori e 47 vittorie, e che proprio ad Alghero va in archivio. E a salutare potrebbe essere anche l'isola stessa: nel Mondiale dal 2004 e giunta alla 23ª edizione, la Sardegna potrebbe cedere il round italiano a Roma dal 2027 — un passaggio non ancora ufficializzato dalla FIA, ma nell'aria. Se così fosse, non esisterebbe commiato più degno, perché a decidere tutto sarà la power stage di Sassari–Argentiera: un campione del mondo inedito incoronato da sua maestà Ogier sulla costa sarda nell'ultimo ruggito di un'epoca. Difficile immaginare un sipario più bello.
Il Rally d’Italia Sardegna LIVE su Sky Sport
Giovedì 01/10
- STAGE 1: 16:00-17:00
Sabato 03/10
- STAGE 2: 08:00-09:00
- STAGE 3: 14:30-15:30
Domenica 04/10
- STAGE 4: 10:00-11:00
- STAGE 5 (Power Stage): 14:00-15:30