LA FOTOGALLERY. Quando nella notte tra martedì e mercoledì si alzerà la palla a due della regular season, comincerà il primo campionato senza i tre veterani, che hanno detto stop con il basket in questi mesi. Parliamo di 11 titoli Nba, 60 stagioni complessive e oltre 86mila punti segnati: ecco cosa lasciano in eredità Bryant, Garnett e Duncan
E' già tempo di nostalgia per gli appassionati di Nba, che tra qualche giorno vedranno cominciare la prima regular season senza tre nomi che hanno fatto la storia di questo gioco: Kobe Bryant, Tim Duncan e Kevin Garnett, che hanno lasciato la pallacanestro negli ultimi mesi. Ecco cosa lasciano in eredità questi tre fenomeni del parquet -
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Per raccontare Kobe Bryant basterebbe riavvolgere il nastro di pochi mesi. La lettera struggente con cui annuncia l'addio, il tour delle arene americane in cui riceve omaggi e ovazioni, l'ultimo storico match dello Staples contro Utah, in cui segna 60 (sessanta) punti. Un finale scritto dal miglior sceneggiatore di Hollywood -
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Kobe sbarcò appena 18enne nella Nba nel lontano 1996, fresco di diploma alla Lower Merion High School. Il suo obiettivo? Eguagliare il suo idolo di sempre, Michael Jordan -
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Kobe domina la lega insieme ai suoi Lakers, che non mollerà mai in carriera. Il duo formato da Bryant e Shaq a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio diventa il più devastante di sempre: non a caso arrivano tre titoli consecutivi, prima che la 'coppia scoppi' -
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Kobe cambia numero (dall'8 al 24), resta senza Shaq e fatica a tornare quello di un tempo. Ma basta qualche innesto e il ritorno di Phil Jackson in panchina per rimettersi a vincere, come dimostrano i due anelli conquistati nel 2009 e 2010 -
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Qualche cifra di Kobe: 20 stagioni Nba, 33.643 punti (terzo di ogni epoca), 5 titoli, 2 volte capocannoniere, 18 convocazioni all'All Star Game, 81 punti in una singola partita (seconda prestazione di sempre della lega) -
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Completamente diverso da quello di una stella planetaria come Kobe è stato l'addio di Tim Duncan. Schivo, di poche parole e mai sotto i riflettori. Eppure stiamo parlando di uno dei migliori giocatori nella storia di questo gioco -
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Strappato a una sicura carriera di grande successo nel nuoto, Duncan viene scelto dagli Spurs con la prima chiamata al Draft nel 1997 dopo aver frequentato l'università di Wake Forest. Forma con David Robinson, già membro del Dream Team di Barcellona, le cosiddette 'Twin Towers': al secondo anno Nba, ecco il primo anello al dito -
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Duncan raccoglie l'eredità di Robinson e, insieme all'inseparabile amico coach Popovich, cresce un manipolo di giovani promettenti: tra loro, un play francese di nome Tony Parker e un argentino cresciuto cestisticamente in Italia, Manu Ginobili -
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La storia è nota a tutti: Duncan, insieme a Ginobili, Parker e Popovich, domina la Nba. Gli Spurs vincono altri quattro titoli (2003, 2005, 2007 e 2014) e Tim entra nella storia. Per lui 26.496 punti, 3 volte Mvp delle Finals, oltre 15mila rimbalzi, 15 chiamate all'All Star Game e la miglior percentuale di vittorie (70,1%) in Nba e in tutte le leghe sportive americane da parte della sua squadra durante i 19 anni di carriera -
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Nel 2014, Duncan conquista il suo quinto e ultimo titolo della carriera grazie anche a Marco Belinelli, che di lui disse: "Duncan è un vero leader silenzioso, un esempio dentro e fuori dal campo. Fa cose incredibili e mi lascia senza parole" -
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E' di poche settimane fa l'addio di un terzo guru della Nba, Kevin Garnett, che ha detto stop dopo 21 anni di carriera ad altissimi livelli -
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KG è uno dei primi giocatori a fare il grande salto, dal liceo alla Nba senza passare dal college. Ad appena 19 anni, si trova a fronteggiare fenomeni come Michael Jordan, Malone o Shaq. Scelto con la quinta chiamata da Minnesota, trasforma in poco tempo i T'wolves in una franchigia vincente -
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Minnesota non era mai andata oltre le 29 vittorie stagionali prima dell'arrivo di Garnett. Dal 1997 al 2004, i Timberwolves non mancano mai l'appuntamento con i Playoff, sfiorando il titolo della Western Conference proprio nel 2004 -
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Famoso per il suo 'trash talking', Garnett è stato un giocatore eccezionale in entrambe le metà campo: ha chiuso la carriera con 26.071 punti, 14.662 rimbalzi, oltre 2mila stoppate e 15 convocazioni all'All Star Game -
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Il coronamento di una carriera favolosa arriva nel 2008, quando KG diventa uno dei 'big three' (con Allen e Pierce) che riporta il titolo a Boston. Ora spazio ai più giovani, come Towns, Porzingis, Ingram ed Embiid, a cui spetta il non facile compito di sostituire monumenti come Kobe, Duncan e Garnett -
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