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08 giugno 2019

NBA Finals: Toronto Raptors, è festa grande dei tifosi in trasferta alla Oracle Arena

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Una scena inedita, mai vista prima in un'arena NBA: diverse centinaia di supporter canadesi hanno cantato e celebrato il successo Raptors per oltre 30 minuti dopo la sirena finale; una vittoria unica nel suo genere per merito del calore dei tifosi

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“Jurrasic Park in the West”: la definizione migliore l’ha data Kyle Lowry, che lo spettacolo però se l’è perso dopo essere rientrato di corsa negli spogliatoi dopo il suono della sirena finale. Mentre lui e i suoi compagni si gustavano con entusiasmo misurato un successo fondamentale che avvicina i Raptors al titolo (in molti hanno sottolineato l'equilibrio di un gruppo che non si è fatto prendere dall'euforia), sugli spalti della Oracle Arena andava in scena una spettacolo mai visto prima in NBA. Nella Lega dei LeBron James e degli Steph Curry infatti, non esiste culturalmente la logica della tifoseria in trasferta: spesso le arene sono piene di appassionati che sostengono la squadra ospite – basta chiedere a chi si ritrova ad affrontare Lakers o Celtics in posti in cui per un paio d’ore sembra di essere in trasferta a guardare i colori delle maglie sugli spalti – ma il tutto resta sempre molto distante dall’idea di supporter che è così radicata nel mondo sportivo europeo. Per questo hanno fatto non poco effetto e scatenato un bel po’ di curiosità le immagini delle centinaia di tifosi canadesi, tutti assiepati nello stesso settore della Oracle Arena, che non avevano intenzione di andarsene subito a casa come fatto dai tifosi degli Warriors, ma sono rimasti dentro a lungo a cantare. “Oh, Canada”, l’inno della nazione a nord degli Stati Uniti, è stato il motivetto ripetuto con più frequenza, oltre ai cori in generale per i Raptors e per i loro beniamini. Uno spettacolo di colori, un tripudio di emozioni e di gioia per chi un’impresa del genere non la dimenticherà in fretta. “Non ho letteralmente mai visto una scena di questo tipo in vita mia”, hanno sottolineato i diversi giornalisti che hanno imbracciato i loro smartphone, filmando l’ennesima grande rappresentazione fisica di un affetto e di un sostegno che va ben oltre la norma: Toronto è la squadra del Canada, di un popolo che ha imparato ad amare la pallacanestro grazie ai Raptors e che adesso sogna di completare un percorso che avrebbe dell’incredibile. Una sola vittoria di distanza dal titolo NBA: un sogno, da celebrare anche sugli spalti della Oracle Arena.

Una nazione in festa: caroselli in giro per il Canada

Le immagini che arrivano e rimbalzano su internet da ogni punto del Canada sono impressionati: caroselli di auto, parchi pieni di tifosi colorati, maxi-schermi gremiti di appassionati pronti a esultare dopo ogni canestro di Kawhi Leonard. Un entusiasmo contagioso, come dimostrato anche dalle scene della Oracle Arena – che adesso rischia di chiudere definitivamente i battenti qualora i Raptors dovessero vincere anche in gara-5. Un’ultima partita in cui a prendersi la scena sono stati gli ospiti, belli rumorosi già nel quarto periodo in cui il destino di Golden State appariva segnato in maniera irrimediabile. Gli ultimi minuti nella storia di un’arena che ha fatto la storia degli Warriors e non solo potrebbero dunque essere stati caratterizzati dal tripudio di un popolo che dopo aver speso diverse migliaia di dollari pur di esserci, ha deciso di restare dentro il più a lungo possibile a godersi la festa. Uno spettacolo ipnotico anche per chi spesso ha dimostrato di saper controllare le proprie emozioni come Masai Ujiri, il GM dei Raptors rimasto a bordocampo a pochi metri di distanza dai tantissimi tifosi canadesi a godersi in silenzio un momento dal sapore unico. Una sensazione incredibile, per sua stessa ammissione, degno coronamento di una serata che entra di diritto non solo nella storia di Toronto, ma dell’intera Lega.

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