NBA, risultati della notte: Toronto interrompe la striscia Lakers, Gallinari ko coi Bucks
I Toronto Raptors senza Lowry e Ibaka battono i Lakers e interrompono la loro striscia di sette successi consecutivi. Milwaukee passa a OKC con 35 punti di Antetokounmpo, Gallinari ne mette 14 e il canestro del pareggio a 32 secondi dalla fine, ma chiude con 4/17 dal campo. Successi interni per Philadelphia su Charlotte, Phoenix su Brooklyn e Portland su Atlanta all’overtime. Pesante sconfitta interna di New York con Cleveland, Indiana vince la terza in fila a Orlando
LOS ANGELES LAKERS-TORONTO RAPTORS 104-113 | Si interrompe a sette la striscia di vittorie dei Lakers, sorpresi in casa dai campioni in carica dei Toronto Raptors. Questa volta i gialloviola non hanno cambiato marcia nella ripresa ma, al contrario, sono stati travolti dagli avversari, perdendo il secondo tempo 61-44 dopo aver chiuso il primo in vantaggio di 8 lunghezze. Nonostante le difficoltà sui due lati del campo, i Lakers hanno avuto per tre volte tra le mani il tiro per riportarsi a contatto nei minuti finali della sfida, ma gli errori di Kyle Kuzma ed Anthony Davis non hanno completato la rimonta
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Per i Raptors si tratta di una “statement win”, una vittoria che manda un messaggio al resto della lega: senza poter contare su Kyle Lowry e Serge Ibaka, i campioni in carica sono stati trascinati dalle doppie doppie di Pascal Siakam (24 e 11 rimbalzi) e Fred VanVleet (23+10 assist), conquistando la terza vittoria in fila nonché la sesta nelle ultime sette. Determinante anche l’apporto dalla panchina di Chris Boucher (massimo in carriera pareggiato da 15 punti) e di Terence Davis (13), membri chiave di un quintetto con quattro riserve più Siakam che ha ribaltato la partita
Per LeBron James bisogna segnalare l’85^ tripla doppia in carriera, chiusa però al termine di una serata sottotono in attacco (15 punti con 5/15 al tiro) pur raccogliendo 13 rimbalzi e distribuendo 15 assist. Anthony Davis si è fatto carico dell’attacco chiudendo con 27 punti, 8 rimbalzi e 4 stoppate e Kuzma ne ha aggiunti 15 di cui 13 nel solo ultimo quarto, ma per una volta il supporting cast ha mancato l’appuntamento con Danny Green da 0/5 al tiro per 0 punti contro la squadra con cui ha vinto il titolo lo scorso anno
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OKLAHOMA CITY THUNDER-MILWAUKEE BUCKS 119-121 | Dopo un primo tempo da 11 punti, Giannis Antetokounmpo era talmente frustrato con se stesso da strappare in due la sua maglietta e poi distruggere con un calcio un cartellone pubblicitario con i logo dei Thunder rientrando negli spogliatoi. Dopo essersi pentito di averlo fatto, però, è tornato in campo e ha riservato lo stesso trattamento agli avversari, realizzando 24 punti nella ripresa e chiudendo a quota 35 con 16 rimbalzi, 3 assist e 13/19 al tiro. “Mi spiace per il cartellone, ovviamente non ci sono scuse. Proverò a pagarlo o a restituirne uno quando verranno a trovarci a Milwaukee” ha detto l’MVP dopo la partita
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I Thunder avrebbero sacrificato volentieri tutti i cartelloni pubblicitari dell’arena per avere lo stesso Antetokounmpo del primo tempo, chiuso dai padroni di casa avanti di 6 lunghezze. Poi nella ripresa non c’è stato più nulla da fare, nonostante Danilo Gallinari abbia rimesso un po’ a posto le cifre dopo un primo tempo da 2 punti con 1/9 al tiro, chiudendo comunque con 14, 7 assist e 4/17 dal campo tra cui la tripla del pareggio sul 114-114 a 32.2 secondi dal termine, poi vanificata da un canestro di Brook Lopez
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Per OKC ci sono altri sei giocatori in doppia cifra insieme a Gallinari, guidati dai 25 dalla panchina di Dennis Schröder e i 22 con 6 rimbalzi e 6 assist di Shai Gilgeous-Alexander, ma non sono bastati contro lo strapotere di Antetokounmpo e i 25 punti con 9 assist aggiunti da Eric Bledsoe. Per i Thunder si tratta della terza sconfitta stagionale in casa sulle disputate, mentre per i Bucks è la quinta vittoria nelle ultime sei
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PHILADELPHIA 76ERS-CHARLOTTE HORNETS 114-106 | Ancora senza Ben Simmons e reduci da tre sconfitte consecutive, i Sixers ritrovano vittoria e sorriso grazie a una gara decisa nel terzo quarto, quando i padroni di casa dominano gli Hornets 35-23. Decisivi il rientrante Joel Embiid (prima partita dopo la squalifica per la rissa con Towns) che sfiora la doppia doppia (18+9 rimbalzi) e un ottimo Furkan Korkmaz autore di 17 punti dalla panchina. Il migliore per Charlotte — senza Nicolas Batum, per un problema al dito — è Cody Zeller a quota 24 punti
PHOENIX SUNS-BROOKLYN NETS 138-112 | Qualcosa è definitivamente cambiato a Phoenix. E non solamente nei risultati, che ovviamente rubano l’occhio, ma nel modo in cui questi risultati arrivano. I 37 assist realizzati dalla squadra di coach Monty Williams nella vittoria contro Brooklyn sarebbero stati impensabili negli ultimi anni, invece adesso appaiono come logica conseguenza per i giocatori presenti in campo. A partire da un Ricky Rubio al suo massimo stagionale per punti (22) e 12 assist, armando la mano di un Devin Booker da 27 con 10/14 dal campo e 4/5 da tre con 9 assist
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Si interrompe così la striscia di quattro successi consecutivi dei Nets sul campo dei Suns, con Spencer Dinwiddie che ha chiuso a quota 18 e Kyrie Irving con 15 ma con 7/16 al tiro (“Non ho tirato neanche un libero, questo la dice lunga sulla mia mancanza di aggressività” ha detto dopo la gara). Dopo essere andati sotto anche di 20 lunghezze in un inizio di partita shock, Brooklyn si è ripresa sul finire del primo quarto andando al primo riposo sotto di 7 lunghezze, ma è poi nuovamente crollata nel secondo quarto e definitivamente uscita dalla partita nella ripresa
NEW YORK KNICKS-CLEVELAND CAVALIERS 87-108 | Per la prima volta in stagione i Cavs vincono due partite in fila e lo fanno grazie ai 31 punti di Collin Sexton con 10/16 al tiro e 5 triple a segno e ai 17 a testa di Kevin Love e Jordan Clarkson. Lo fanno — verrebbe da dire — anche grazie ai New York Knicks sempre più disastrosi di questo inizio di stagione: 21 palle perse per i bluarancio (che regalano 27 punti agli ospiti) contro le sole 14 di Cleveland, che tiene New York al 36% al tiro. Il migliore (tra i peggiori) è Julius Randle, con 20 punti e 16 rimbalzi
ORLANDO MAGIC-INDIANA PACERS 102-109 | La stagione dei Pacers sembrava destinata a un veloce oblio dopo una partenza a rilento da 0-3, ma quella di coach McMillan non è squadra che si da facilmente per vinta. A Orlando è infatti arrivata la sesta vittoria nelle ultime sette gare, tutte contro squadre della Eastern Conference, contro le quali Domantas Sabonis fa quello che vuole. Liberato della presenza di Myles Turner ancora infortunato, il lituano ha guidato la rimonta dei suoi chiudendo con 21 punti, 16 rimbalzi e 7 assist, seguito dai 19 a testa di Malcolm Brogdon e T.J. Warren
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I Magic non sono riusciti a difendere i 9 punti di vantaggio con cui erano andati all’intervallo dopo il miglior primo tempo offensivo dell’anno (55% al tiro), perdendo la settima partita su dieci nonostante i 22 punti di Evan Fournier e la doppia doppia da 18+17 di Nikola Vucevic. A scavare il solco definitivo è stata poi la panchina di Indiana, guidata da un TJ McConnell in grande spolvero (12 punti e 8 assist) e Doug McDermott (18 punti)
PORTLAND TRAIL BLAZERS-ATLANTA HAWKS 124-113 OT | Partita combattutissima e intensissima a Portland, dove Blazers e Hawks si danno battaglia per 53 minuti con 19 parità e 14 avvicendamenti nella guida del punteggio. A spuntarla sono i padroni di casa, che finalmente vincono la prima partita tra le mura amiche grazie ai 30 punti di Damian Lillard e altri tre giocatori a quota 20 (McCollum 23, Whiteside 21+12 e Simons 20) a cui si aggiungono i 13 di Kent Bazemore decisivo con due triple nell’overtime
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I Blazers sono riusciti a scrollarsi di dosso gli Hawks solamente in un supplementare vinto 17-6, ma i ragazzi di coach Lloyd Pierce hanno dato battaglia fino all’ultimo trascinati dai 35 punti con 10 assist di Trae Young e il miglior Jabari Parker stagionale (27+11), a cui si aggiungono i 15 di Kevin Huerter che per due volte ha trovato il canestro della parità nell’ultimo minuto dei regolamentari. Non abbastanza però per impedire la terza sconfitta in fila nonché la sesta nelle ultime sette
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