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NBA, Rodman: 48 ore di vacanza a Las Vegas con Carmen Electra, ma Jordan bussa alla porta

NBA

Tra i momenti più esilaranti nelle nuove puntate di "The Last Dance" sicuramente la richiesta di Dennis Rodman - a stagione in corso - di prendersi 48 ore di vacanza per andare a Las Vegas. Phil Jackson gli concede il break, ma Jordan è preoccupato: e aveva ragione a esserlo...

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Tra i mille highlight della stagione 1997-98 dei Chicago Bulls alcuni riguardano, necessariamente, Dennis Rodman. E a far parlare più di tutti è stato il racconto di come “The Worm” — dopo il rientro in squadra di Scottie Pippen dall’infortunio (e dalla richiesta di essere ceduto) — andò dal front office dei Bulls chiedendo il permesso di una breve vacanza, nel mezzo della stagione. “Arrivo all’allenamento e Phil Jackson mi dice che Dennis voleva dirmi una cosa. Di solito, quando Dennis vuole dirmi qualcosa, non è niente che io abbia voglia di sentire”, racconta ancora al limite dell’allibito MJ nei nuovi episodi di “The Last Dance” (in Italia su Netflix e disponibile a un prezzo vantaggioso per gli abbonati Sky che sottoscrivono l’offerta Intrattenimento Plus su Sky Q). “Mi dice che gli serve una vacanza. Guardo Phil [Jackson] e gli dico: ‘Cosa significa? Se qui c’è qualcuno che ha bisogno di una vacanza, quello sono io!’. Ma Dennis è convinto: ‘Ho bisogno di andare a Vegas’, dice”. Jordan fa notare a Jackson come “se lo lasciamo andare a Las Vegas va a finire che non lo vediamo più, di sicuro lui non torna indietro”, e el parole del n°23 si rivelano profetiche. Il permesso accordato da Phil Jackson a Rodman è per 48 ore ma trascorsi i due giorni concordati del n°91 dei Bulls a Chicago non c’è traccia. “Dobbiamo andare a tirarlo fuori dal letto — e non starò a dire chi c’è nel suo letto e tutto il resto”, l’approccio di Jordan, che effettivamente sale sul primo aereo e si presenta alla porta della stanza d’hotel di Dennis Rodman per riportarlo in squadra.

Il racconto di Carmen Electra

A raccontare il resto ci pensa Carmen Electra, al tempo uno dei volti di spicco di MTV che nel novembre 1998 finirà per sposare Dennis Rodman in un matrimonio durato la bellezza di nove giorni. “Qualcuno bussò alla porta — racconta alle telecamere di Jason Hehir — e quel qualcuno è Michael Jordan. Io mi nascosi, non volevo che mi vedesse in quel modo per cui mi nascosi sotto a delle coperte dietro il divano della nostra stanza. Sentii Michael dire a Dennis: ‘Andiamo, dobbiamo tornare ad allenarci’”. Se quell’anno Jordan — come al solito — guidò i Bulls tra i marcatori (28.7 di media su 82 partite, tutte giocate senza mai saltarne neppure una), Rodman si confermò il miglior rimbalzista, a 15 di media ogni sera. Per lui 80 gare in campo sulle 82 di stagione: le uniche saltate — il 21 gennaio contro Charlotte e il 23 contro New Jersey (entrambe vinte dai Bulls) — quelle della sua famosa vacanza a Las Vegas. Finché Jordan non si è presentato alla porta.

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