NBA, risultati della notte: Embiid torna e batte Towns, Melli doppia cifra da titolare
Joel Embiid torna in campo dopo 10 partite di assenza e con 24 punti spinge i Sixers al successo, nonostante i 39 del suo rivale Karl-Anthony Towns. Melli parte titolare e segna 10 punti con 8 rimbalzi nel successo di Dallas a Washington, Indiana passa a San Antonio dopo un supplementare. Milwaukee vince senza Antetokounmpo, Miami supera Cleveland. Larghissime vittorie con oltre 40 punti di scarto per Utah (+46), New York (+44) e Portland (+48): è la prima volta che succede nella stessa notte
PHILADELPHIA 76ERS-MINNESOTA TIMBERWOLVES 122-113 | L’ultima volta che Joel Embiid era sceso in campo risaliva al 12 marzo, ben 10 partite fa; l’ultima volta che ha affrontato Karl-Anthony Towns al 30 ottobre, ma addirittura del 2019. In quella occasione vennero entrambi espulsi dopo una clamorosa rissa in campo seguita da insulti sui social, mentre stavolta hanno fatto parlare solo il loro talento — con un duello risolto in favore del candidato MVP, accolto dai cori del suo pubblico di casa
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Embiid ha chiuso con 24 punti grazie soprattutto ai liberi (12/17), seguito dai 14+8+6 di Ben Simmons e soprattutto i 32 di Tobias Harris, che nel finale di gara ha rispedito al mittente tutti i tentativi di rimonta dei T’Wolves, comunque combattivi nel rientrare da -17 nel terzo quarto per far sudare la vittoria agli avversari. “Abbiamo vinto, ma non mi ha entusiasmato come abbiamo giocato. È stata una di quelle partite disordinate e brutte. Abbiamo avuto tante opportunità di chiuderla ma ci siamo rifiutati di farlo” la dura analisi di coach Doc Rivers
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Se non ci sono riusciti è anche però per merito di Karl-Anthony Towns, che ha vinto il duello individuale con Embiid (mai in ritmo con 6/14 al tiro e un vistoso tutore al ginocchio) firmando 39 punti e 14 rimbalzi. I due più belli sono arrivati nel secondo quarto, quando il domenicano ha schiacciato in testa al rivale in maniera sensazionale, seguita poi da una stoppata su Matisse Thybulle. Embiid ha anche commesso un paio di falli piuttosto duri sull’avversario, che però non ha avuto alcuna reazione per tutta la gara
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WASHINGTON WIZARDS-DALLAS MAVERICKS 87-109 | Quarto successo in fila per i Mavericks, che controllano a piacimento il secondo tempo facendo segnare solo 40 punti ai padroni di casa sempre privi di Bradley Beal, che si è scaldato ma non è sceso in campo. Russell Westbrook ha provato a tenere in piedi i suoi con 26 punti e 14 rimbalzi, ma il 20% con cui hanno tirato gli Wizards li ha condannati all’undicesimo ko nelle ultime 14 partite
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Le assenze di Kristaps Porzingis e Maxi Kleber aprono invece le porte del quintetto a Nicolò Melli, che ne approfitta alla grande chiudendo con 10 punti e 8 rimbalzi in 28 minuti senza sbagliare nulla (4/4 al tiro con una tripla e un libero) e il miglior plus-minus di squadra (+22). In un quintetto tutto in doppia cifra sono i 26 punti con 8 rimbalzi e 6 assist di Luka Doncic a brillare (nonostante l’1/8 da tre), seguito dai 19 dalla panchina di Jalen Brunson
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SAN ANTONIO SPURS-INDIANA PACERS 133-139 OT | I Pacers interrompono una striscia di tre sconfitte in fila vincendo una partita importante a San Antonio nonostante le assenze pesanti di Sabonis, Brogdon e Lamb. Merito soprattutto di Caris LeVert, autore di 26 punti insieme ai 18 a testa firmati da Aaron Holiday, Myles Turner e TJ McConnell, realizzando il massimo stagionale con 139: “Non si possono prendere 139 punti, fine della storia” l’amaro commento di coach Popovich
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L’allenatore degli Spurs ha visto la sua squadra rimontare 5 punti per forzare il supplementare, anche se DeMar DeRozan (il migliore dei suoi con 25 punti) avrebbe potuto evitarlo segnando il canestro decisivo nei regolamentari. Oltre ai punti del veterano di cono i 20 a testa di Dejounte Murray e Keldon Johnson, ma non sono serviti per evitare il settimo ko nelle ultime nove gare disputate
SACRAMENTO KINGS-MILWAUKEE BUCKS 128-129 | Terzo successo sulla costa Ovest in fila per i Bucks, che risparmiano il back-to-back a Giannis Antetokounmpo (alle prese con un ginocchio dolorante dopo i 47 rifilati a Portland) ma portano a casa la vittoria guidando praticamente per tutta la partita. I Kings sono riusciti a pareggiare a quota 119 a due minuti dalla fine con una tripla di Terence Davis (al suo massimo stagionale con 27 punti, gli stessi di De’Aaron Fox) ma non sono riusciti a fermare gli avversari in difesa, specialmente Jrue Holiday
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Senza Antetokounmpo, è stato l’ex New Orleans a caricarsi la squadra sulle spalle firmando il suo season-high da 33 punti insieme a 7 rimbalzi e 11 assist, a cui si aggiungono i 26 di un Brook Lopez “vintage” (11/13 al tiro) e la partita di grande completezza di Donte DiVincenzo (12 punti, 14 rimbalzi e 7 assist), sopperendo alla serata difficile di Khris Middleton (16 punti ma con 4/16 al tiro). Per i Bucks si tratta della decima vittoria consecutiva contro Sacramento
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MIAMI HEAT-CLEVELAND CAVALIERS 115-101 | Nessun problema per gli Heat, che prendono il controllo delle operazioni a metà secondo quarto e conquistano la quarta vittoria consecutiva senza mai rischiare, portandosi alla pari di Charlotte per il quarto posto in classifica a Est. Sono sette i giocatori in doppia cifra per coach Spoelstra guidati dai 18 a testa di Bam Adebayo e Duncan Robinson, tenendo sotto controllo le palle perse e tirando bene dal campo (53.4%)
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Certo, l’avversario non era esattamente dei peggiori, visto che Cleveland è arrivata alla sua quinta sconfitta consecutiva — nonché l’undicesima nelle ultime 14 gare disputate. Collin Sexton ha guidato i suoi con 26 punti, Taurean Prince ne ha messi 19 dalla panchina e Isac Okoro 17, mentre Kevin Love è rimasto in campo per 23 minuti chiudendo con 10 punti e 10 rimbalzi, ma con 3/9 al tiro
UTAH JAZZ-ORLANDO MAGIC 137-91 | Nella storia della NBA non era mai capitato di assistere a tre vittorie di oltre 40 punti nella stessa sera, così come non era mai capitato che una squadra segnasse 18 triple in un solo tempo come fatto dai Jazz. La sfida con Orlando serve giusto per aggiornare i record di franchigia: 22esima vittoria casalinga consecutiva, la nona complessiva in questo scorcio di stagione, con 22 punti per Donovan Mitchell e nessun giocatore sopra i 24 minuti di utilizzo
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I Jazz non hanno avuto bisogno neanche di Mike Conley per avere ragione dei derelitti Magic, che hanno segnato solo 2 delle 23 triple tentate. “Non eravamo pronti per tutto questo: sono partiti forte e non avevamo risposte” la considerazione di coach Clifford, che se non altro ha 19 punti con 12 rimbalzi da Wendell Carter Jr. e 16 da Chuma Okeke. Di fatto, Orlando aveva più giocatori in lista infortunati (9) che attivi (8, con Terrence Ross alle prese con una caviglia dolorante)
DETROIT PISTONS-NEW YORK KNICKS 81-125 | La seconda vittoria larghissima della notte porta la firma dei Knicks, che approfittano di una partenza disastrosa degli avversari (zero canestri nei primi 5 minuti di partita) per cominciare la gara con un parziale di 16-1, senza più voltarsi indietro. Per New York una serata da 17/36 dalla lunga distanza con 29 punti di Julius Randle, seguito dai 22 di Reggie Bullock per tornare alla vittoria dopo tre ko in fila
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Era dal 1996 che i Knicks non vincevano con uno scarto così ampio, complice anche la serataccia di Detroit. Oltre ai 16 punti di Jerami Grant e i 14 di Hamidou Diallo, se non altro la buona notizia è il ritorno in campo del rookie Killian Hayes dopo 41 partite di assenza per un infortunio all’anca: il francese ha però chiuso senza punti mettendo giusto 5 rimbalzi e 3 assist sul suo tabellino. “La colpa è mia, dobbiamo decidere che squadra vogliamo essere” ha detto coach Casey
PORTLAND TRAIL BLAZERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 133-85 | I Thunder reggono a malapena un quarto e mezzo, prima di crollare definitivamente in un terzo quarto da soli 13 punti segnati contro i 39 degli avversari. I Blazers infatti hanno otto giocatori in doppia cifra guidati dai 20 di CJ McCollum, ma soprattutto toccano il +52 di vantaggio — un record per la squadra al Moda Center, che manda sopra quota 10 ben cinque riserve su sei
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Solamente Moses Brown tra i titolari dei Thunder va invece in doppia cifra, in una serata da 35% dal campo e 23.5% da tre punti. Senza Shai Gilgeous-Alexander e Lu Dort, i Thunder hanno sostanzialmente in campo una squadra di G-League capitata per caso in NBA, in cui giusto Kenrich Williams riesce a segnare 18 punti e Tony Bradley ne aggiunge 14
Questa la situazione nelle due classifiche dopo le partite della notte. Ricordiamo che le squadre dalla settima alla decima posizione si giocheranno l'accesso ai playoff con un torneo play-in da disputare tra il 18 e il 21 maggio
Per trovare una partita decisa davvero all'ultimo secondo questa notte bisogna guardare al torneo NCAA, dove la semifinale tra Gonzaga e UCLA si è risolta in un buzzer beater leggendario di Jalen Suggs che ha esaltato anche LeBron James sui social
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