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NBA, linea giovane Warriors? Draymond Green non sembra a favore: "Di solito non funziona"

PAROLE
©Getty

Draymond Green ha parlato con la stampa per la prima volta ed è sembrato molto scettico sulla direzione scelta dalla franchigia, mettendo molti giovani inesperti al fianco dei veterani come lui, Curry, Thompson e Iguodala. "Storicamente il mix tra giovani e ‘vecchi’ non ha mai funzionato, ma dovremo fare del nostro meglio per riuscirci visto che il piano è questo — indipendentemente da quello che penso io"

L’assenza di Draymond Green dai primi due giorni di training camp è stata giustificata per "motivi personali" dai Golden State Warriors, con lo stesso All-Star che ha dichiarato di avere “alcune cose da sistemare prima di tornare qui” (anche se domenica era a Los Angeles a guardare la partita dei Rams di NFL). Ora però è tornato, e come sempre a inizio stagione si è sottoposto alla chiacchierata di rito con la stampa. E ovviamente non ha mancato di esprimere la sua opinione sulla direzione in cui sta andando la franchigia. Quando gli è stato chiesto di dire la sua sul piano della franchigia di sviluppare il talento giovane in rosa, Green è sembrato piuttosto scettico: "Quello è il piano, perciò indipendentemente da quello che io posso pensarne o da quello che pensa qualcun altro, questa è la decisione che è stata presa e la posizione in cui ci troviamo, e dobbiamo fare il possibile affinché abbia successo". Green ha passato l’estate con Team USA sostanzialmente a fare recruiting presso i suoi compagni di squadra (come detto anche espressamente da Zach LaVine), oltre a vincere un oro olimpico a Tokyo, e in una celebre intervista con Kevin Durant aveva incolpato il GM Bob Myers e l’allenatore Steve Kerr per come era stato gestito il loro famoso battibecco nella stagione 2018-19. Sintomo che qualcosa comunque non sta funzionando tra le varie parti, anche se Green — a diretta domanda — ha detto che quell’intervista “non ha cambiato niente nel mio rapporto con Bob o Steve rispetto a prima. Non ho accusato nessuno: ho detto solo la mia parte della storia e fatto chiarezza in profondità su quello che è successo”.

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Green non si è limitato a dirsi scettico sul mix di giovani e veterani, ma ha anche spiegato la motivazione: "Storicamente non lo abbiamo mai visto funzionare, questo mix di giocatori più giovani e quelli non voglio dire vecchi, ma più vecchi — a parte Andre [Iguodala], che è vecchio come la m…" ha aggiunto. "Una combinazione tra esperienza e quasi nessuna esperienza storicamente non me la ricordo funzionare, proprio da tifoso della NBA in generale. Ma questa è la situazione in cui ci troviamo, perciò dobbiamo fare il possibile affinché questa situazione funzioni". Attualmente nel roster, in attesa degli ultimi tagli dal training camp, ci sono sei giocatori con almeno 8 stagioni di NBA alle spalle (Curry, Green, Thompson, Iguodala, Porter e Bradley) e sei con meno di tre (Wiseman, Kuminga, Moody, Poole, Mulder e Toscano-Anderson), con una serie di giocatori nel mezzo di questi due gruppi come Nemanja Bjelica, Damion Lee e soprattutto Andrew Wiggins. Proprio a riguardo della decisione del canadese di non vaccinarsi, mettendo a rischio la sua presenza per le partite casalinghe di questa stagione, Green ha detto: “Non sono nella posizione di dire a nessuno quello che deve o non deve fare. E da leader di questa squadra non gli dirò quello di cui abbiamo bisogno. Farà quello che si sentirà. Non è affare mio impicciarmi delle scelte individuali delle persone: come lui non viene a chiedere a me nulla sul mio corpo, lo stesso farò io”.

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