NBA, Sam Presti difende SGA: "Gioca contro sei persone: cinque avversari e i social media"
NBANella sua conferenza stampa di fine stagione, il capo della dirigenza degli Oklahoma City Thunder Sam Presti ha difeso a spada tratta Shai Gilgeous-Alexander dalle accuse di "flopping" che lo hanno accompagnato nel corso dei playoff: "Gioca contro cinque avversari e contro i social media, ma nessuno li gestisce meglio di lui". E Presti si è anche schierato dalla parte di Chet Holmgren
Sam Presti non è uno che parla durante la stagione, limitando le sue uscite pubbliche a una sola conferenza stampa al termine dell’anno. Quando parla, però, lo fa veramente a lungo, come è successo pochi giorni fa in una conferenza stampa fiume durata oltre 100 minuti. Tra i tanti argomenti toccati, c’è stato anche quello delle critiche a Shai Gilgeous-Alexander e le accuse di "flopping" che lo hanno accompagnato nell’ultimo anno. "So che non vuole che ne parli, ma lo farò lo stesso" ha cominciato Presti. "Shai gioca contro sei persone: ha davanti a sé cinque difensori e il sesto sono i social media. È la realtà dei fatti. Non è né il primo né l’ultimo giocatore che la macchina ha deciso di mettere nel mirino, ma nessuno la gestisce con più eleganza di lui".
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Presti ha anche sottolineato come SGA vada in controtendenza rispetto a tutto quello che di sbagliato si ritiene ci sia in NBA: "Dicono che i giocatori non difendono, lui invece gioca entrambe le metà campo. È nella stessa squadra con quattro o cinque giocatori da migliori quintetti All-Defensive, ma non si parla abbastanza di come difende. Poi si dice che i giocatori non fanno altro che lamentarsi e cercare di intimidire gli arbitri; lui ha preso tre tecnici in tutta la stagione e nessuno per proteste. Load management? Lui gioca tutte le partite, quelle che ha saltato quest’anno è stato per un infortunio ai muscoli obliqui, e siamo stati noi a dovergli dire di rimanere fuori. Dicono che si tiri solamente da tre; lui ha riportato il mid range in auge e lo ha reso una forma d’arte. Dicono anche che i giocatori di oggi non si rendono disponibili ai fan: lui firma 400 autografi prima di ogni partita, compresi i playoff".
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Presti ha anche citato delle statistiche a favore di SGA per quanto riguardo le accuse di cercare i contatti per ricevere fischi a favore: "Ha subito 415 falli quest’anno e solamente 11 volte è stato chiamato il challenge dagli avversari. Di quelle 11 occasioni, solo 4 volte la chiamata è stata cambiata. Stiamo parlando del 2.5% di tutti i falli. In più quel dato lo mette allo stesso livello di Joel Embiid per l’ottavo posto per falli subiti, davanti a lui ci sono Jaylen Brown e Victor Wembanyama. Ma sentendo quello che si dice in giro si direbbe che sia primo, secondo, terzo, quarto e quinto. Prendeva un sacco di falli anche prima che diventassimo forti, solo che ora molte persone in più si sono accorti di noi".
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Tra i giocatori di cui si è parlato c’è stato anche Chet Holmgren, che secondo alcuni poteva essere messo sul mercato dopo la pessima serie di playoff contro i San Antonio Spurs. A sentire Sam Presti, però, il numero 7 rimarrà ancora a lungo in Oklahoma: "Stiamo parlando di un ragazzo che si motiva da solo: non ha bisogno che le persone lo mettano in dubbio o che Internet lo spinga a migliorare. Non ha bisogno di nessun altro perché so come è fatto. Perciò non sono per niente preoccupato. In più non dimentichiamo che ci ha portati a vincere in tante maniere diverse: quest’anno è stato All-Star, secondo nel premio di Difensore dell’Anno e terzo quintetto All-NBA. E se siamo arrivati in finale di conference senza sconfitta è principalmente per il suo impatto nella serie coi Lakers".