San Antonio Spurs-New York Knicks, le pagelle di gara 5 e delle NBA Finals
I New York Knicks sono campioni NBA per la stagione 2025-26 al termine di una cavalcata playoff che è già leggenda dello sport della Grande Mela. A 53 anni di distanza dall'ultima volta, Jalen Brunson e compagni sono riusciti a riportare il titolo a New York al termine di una gara-5 vinta ancora una volta in rimonta, approfittando dell'inesperienza di Victor Wembanyama e di tutti gli Spurs. Le pagelle di gara-5 tengono in conto anche il resto della serie e non solo i 48 minuti del Frost Bank Center
SAN ANTONIO SPURS
- Per la quinta volta su cinque si fanno rimontare un vantaggio in doppia cifra, questa volta sprecandone 16 nel primo tempo e poi di nuovo 15 nel terzo quarto. Nel quarto periodo segnano solo 18 punti con 7/22 al tiro e 2/6 ai liberi, dimostrando tutta la loro inesperienza a questi livelli. Ci torneranno, perché hanno tanto talento e la gioventù è dalla loro parte, ma non hanno giocato al loro meglio nel momento più importante
DE'AARON FOX
- Voto: 3
- Dopo il disastro del secondo tempo di gara-4 ci si sarebbe potuti aspettare una reazione d’orgoglio, invece se possibile fa anche peggio chiudendo con 7 punti, 3/15 al tiro di cui 1/8 da tre punti e zero tiri liberi in quasi 37 minuti. Era stato preso per ottemperare ai limiti di gioventù dei compagni, ma ha finito per essere il peggiore lungo tutto l’arco della serie
STEPHON CASTLE
- Voto: 4
- Disastroso per tutta gara-5 in cui sbaglia ogni scelta e commette errori che a questo livello non sono accettabili, chiudendo con 1/10 al tiro e non riuscendo minimamente a fermare Brunson nella metà campo difensiva. Anche nel resto della serie ha fatto enorme fatica, tirando sotto il 38% dal campo: urge un’estate di lavoro
JULIAN CHAMPAGNIE
- Voto: 5.5
- Si prende 8 triple e ne segna la metà, cattura 7 rimbalzi, ma commette anche 4 palle perse che comunque pesano. In tutta la serie, un po’ come l’intera San Antonio, parte bene e poi si spegne alla distanza senza riuscire a lasciare mai davvero il segno
DEVIN VASSELL
- Voto: 6
- L’unico membro del quintetto che strappa la sufficienza: commette pochi errori rispetto agli altri, si sbatte su chiunque in difesa e segna tiri importanti nel quarto periodo, che chiude come miglior realizzatore dei suoi a quota 5. Se gli Spurs hanno perso questa serie non è per colpa sua
VICTOR WEMBANYAMA
- Voto: 4.5
- Da quello che entrando in questa serie veniva considerato il miglior giocatore del mondo ci si aspetterebbe di più. Il suo minutaggio viene gestito (sotto i 38 minuti) per farlo arrivare fresco nel finale, ma segna solo 3 punti nel quarto periodo e chiude con 7/19. In più commette un’enorme ingenuità finendo sotto Brunson che gli sarebbe potuto costare gara-6 in caso di flagrant: ci sono tante cose su cui lavorare, ma questa sconfitta se affrontata nella maniera giusta può aiutarlo molto nel resto della carriera
KELDON JOHNSON
- Voto: 4
- La sua gara-5 non è nemmeno così malvagia e il suo plus-minus è di gran lunga il migliore della squadra (+17 in 16 minuti), ma in generale dal sesto uomo dell’anno è legittimo aspettarsi più impatto uscendo dalla panchina — e invece risponde segnando meno di 5 punti a partita
DYLAN HARPER
- Voto: 7.5
- Nettamente il migliore dei suoi e non solamente per i 25 punti segnati in gara-5. Chiude come secondo marcatore di squadra a 18 di media per suggellare una prima stagione in NBA sempre in crescendo: il futuro è nettamente suo, così come prima o poi bisognerà fargli posto in quintetto perché è andato nettamente meglio sia di Castle che di Fox
CARTER BRYANT
- Voto: 5.5
- Due rimbalzi e una palla persa in meno di 6 minuti: non era la sua partita e neanche la sua serie, ma già dal prossimo anno ci si deve aspettare una crescita
LUKE KORNET
- Voto: 5
- È in condizioni precarie per via di un’influenza e si vede perché fatica a tenere il campo, ma riesce comunque a regalare 10 minuti di riposo a Wembanyama. I Knicks sono un avversario troppo forte per poterselo permettere più di così in campo
MITCH JOHNSON
- Voto: 4.5
- È difficile capire dove finiscano i suoi demeriti e dove inizino quelli dei suoi giocatori. Sicuramente non li mette nelle condizioni ideali nel finale di partita, e deve prendersi le sue responsabilità se in tutte e cinque le partite i Knicks sono riusciti a rimontare.
NEW YORK KNICKS
- Chiudono con un record di 16-3 per una delle cavalcate playoff più incredibili di sempre, che li posizionano molto in alto tra le squadre più dominanti della storia NBA. Lo fanno giocando una grande pallacanestro in entrambe le metà campo, ma soprattutto non crollando mai in nessuna circostanza indipendentemente da tutto. E da oggi in poi sono leggenda per la città di New York
JALEN BRUNSON
- Voto: 10
- Non si può giocare a pallacanestro meglio di come lui abbia fatto in gara-5. Per larghi tratti della partita segna più di tutti i suoi compagni messi assieme, e nel quarto periodo sale ulteriormente di livello mettendone 15 dei suoi 45 finali. Solamente Michael Jordan nel 1998 aveva segnato 45 punti in trasferta per vincere il titolo NBA: se non è leggenda questa, cosa lo è?
MIKAL BRIDGES
- Voto: 8
- Nelle due gare a New York non si è visto, ma nelle tre a San Antonio è stato uno dei migliori della squadra e ha più che legittimato le cinque prime scelte spese per andare a prenderlo da Brooklyn. Rimane solido anche quando il tiro non entra e non fiata anche quando viene messo fuori dal campo: vendicato il titolo perso nel 2021 con Phoenix
JOSH HART
- Voto: 8
- Doppia doppia d’ordinanza anche in gara-5, ed è sempre al posto giusto nel momento giusto quando c’è bisogno di lui. Sbaglia un tiro libero pesante ma Mitchell Robinson è lì per prendere il rimbalzo offensivo, così come il suo clamoroso errore nel finale di gara-4 è stato cancellato dal tap-in di OG Anunoby: i compagni di squadra servono a tirarti su quando sbagli
OG ANUNOBY
- Voto: 9
- MVP della serie dopo le prime quattro partite e già autore di uno dei canestri più memorabili nella storia dei playoff, non è altrettanto efficace in gara-5 ma non importa, anche perché ci mette anche 3 recuperi e una stoppata insieme a 8 rimbalzi nella metà campo difensiva. Nel 2019 ha dovuto osservare il titolo dei suoi Raptors dalla panchina; ora il secondo anello della sua carriera porta la sua firma indelebile
KARL-ANTHONY TOWNS
- Voto: 8.5
- MPV delle prime due partite, poi i classici problemi di falli sono tornati a far pagare il conto. Eppure è evidente che con lui in campo i Knicks siano un’altra squadra, e se consideriamo come ha difeso per tutta la serie su Wembanyama, si merita un mezzo voto in più rispetto a Hart e Bridges. Bellissima la dedica alla mamma dopo il titolo: ampiamente meritato
JOSE ALVARADO
- Voto: 7
- Neanche uno 0/5 in 11 minuti in gara-5 possono cancellare il suo contributo nel quarto periodo di gara-4, il momento in cui è definitivamente girata la serie in favore dei Knicks. Newyorkese doc, sangue boricua, tifoso dei Knicks e ora campione NBA: non ci può essere finale migliore di questo
MILES MCBRIDE
- Voto: 5
- Neanche in gara-5 riesce a sbloccarsi, chiudendo la serie da peggior realizzatore dei suoi pur avendo 13.3 minuti di media in campo. Ma poco importa: il suo lo ha fatto nella serie contro Philadelphia quando non ha fatto pesare l’assenza per infortunio di Anunoby, permettendogli di recuperare con tutta calma ed essere nelle condizioni migliori possibili
LANDRY SHAMET
- Voto: 7
- Non è on fire come nella serie con i Cavs o l’inizio delle Finals, ma in difesa si danna l’anima per non farsi battere e segna 5 punti in 2:39 del quarto periodo prima di tornare negli spogliatoi per un infortunio, fortunatamente senza conseguenze. Meno di due anni fa veniva scelto al Draft della G-League, ora è campione NBA: che storia pazzesca
JORDAN CLARKSON
- Voto: 6
- Il suo segno nella serie arriva in gara-3 con 10 punti nell’unica sconfitta dei Knicks, ma anche nel pochissimo spazio a disposizione prova sempre a dare il suo contributo e limita anche le follie che lo hanno contraddistinto in passato
MITCHELL ROBINSON
- Voto: 7
- Per larghi tratti della serie non riesce a essere efficace, ma mette lo zampino qua e là quando serve difendere forte contro Wemby. In gara-5 i problemi di falli di Towns lo costringono a rimanere in campo per quasi 20 minuti e lui cattura 10 rimbalzi, tra cui uno assolutamente cruciale a 26 secondi dalla fine per permettere ai Knicks di mantenere il possesso sul +3
MIKE BROWN
- Voto: 10
- Dopo aver ereditato la panchina da Tom Thibodeau aveva una pressione enorme sia dall’esterno che dall’interno, visto che il proprietario James Dolan aveva dichiarato pubblicamente che il risultato minimo erano le Finals. In questi playoff ha cancellato 20 anni di cattiverie su di lui, dimostrando di essere un grandissimo allenatore e vincendo un titolo che è già leggenda