La NBA per le partite delle Summer League adotterà la regola del "un solo libero", assegnando un solo tiro libero per tutti i punti in palio a seguito di un fallo, con l’obiettivo di accelerare le partite. Questa regola, già utilizzata in G-League, potrebbe essere adottata anche in NBA in futuro. Verrà sperimentato anche il "pallone connesso", decisivo in Croazia-Portogallo anche nei Mondiali di calcio
Le partite della Summer League potrebbero durare meno rispetto a quando siamo abituati. La NBA ha annunciato che la regola del "un solo libero" sarà utilizzata alle leghe estive che si svolgeranno a Salt Lake City, nel nord della California e a Las Vegas. Rispetto alla regola standard, che vede assegnati uno, due o tre tiri liberi in base al fallo subito, con questa regola viene assegnato un solo tiro libero che vale per tutti i punti in palio. Ad esempio: se un giocatore subisce fallo su un tiro da tre punti, invece di tirare tre tiri liberi diversi ne tirerà uno che vale tre punti. Negli ultimi due minuti del quarto periodo e durante tutto l’eventuale supplementare, però, tornano le regole standard. Si tratta di una novità regolamentare per la Summer League, ma non per la NBA in generale: in G-League infatti è utilizzata sin dalla stagione 2019-20, rendendo più veloci le partite. Non è detto che questa regola arrivi anche nelle partite della NBA, ma in passato alcune novità come il challenge degli allenatori, il reset a 14 secondi dopo il rimbalzo offensivo e il "take foul" erano già stati sperimentati e poi utilizzati anche in NBA.
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Un’altra novità riguarda il "pallone connesso": all’interno di tutti i palloni ci sarà un sensore che rileva tutti i contatti, senza però inficiare il peso, il feeling o la giocabilità della sfera. Ne abbiamo avuto un esempio concreto ai Mondiali di calcio in corso, quando alla Croazia è stato annullato un gol in pieno recupero contro il Portogallo proprio per un tocco rilevato da un sensore all’interno del pallone da gioco, che ha determinato un fuorigioco chiave nell'azione che ha portato al gol di Gvardiol. In NBA funzionerà alla stessa maniera, aiutando gli arbitri a prendere decisioni per determinare ad esempio l’ultimo tocco prima dell’uscita del pallone dal campo.