Alcaraz, Lopez apre al ritorno di Ferrero: "Un'opzione. E su Monte-Carlo…"
l'intervistaPrimo bilancio stagionale per Carlos Alcaraz attraverso le parole del suo head coach Samuel Lopez : “Il 2026 finora è positivo, dobbiamo accettare la possibilità della sconfitta. Carlos deve imparare a controllare certi impulsi, come contro Korda a Miami, e deve migliorare il servizio”. Sulla possibilità di un ritorno di Ferrero, Lopez non chiude le porte: “Non sarebbe così improbabile, è stato con noi 7/8 anni”. E un retroscena sulla presenza a Monte-Carlo: “Se avessimo vinto a Miami, lo avremmo saltato”
Samuel Lopez, 55 anni, da 2 nello staff tecnico di Carlos Alcaraz e da 3 mesi esatti responsabile tecnico, o head coach, dopo la fine della collaborazione con Juan Carlos Ferrero. E’ suo il primo bilancio di questo 2026 del numero 1 del mondo, dai successi storici (il Career Grand Slam a Melbourne) a sconfitte impreviste e “mal digerite” (a Indian Wells e Miami). ”La valutazione complessiva è positiva, soprattutto considerando come sono iniziate le cose, con nuove situazioni all'interno del team. Carlos ha avuto un ottimo inizio di stagione, ha giocato al meglio delle sue possibilità. Se qualcuno ci avesse offerto questi risultati all'inizio della stagione, li avremmo accettati senza esitazione. Bisogna anche accettare il fatto che perdere è possibile”.
Approfondimento
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Lo sfogo contro Korda
A Miami, contro Korda, Alcaraz si è lasciato andare a sfoghi caratteriali che non sono passati inosservati. Lopez è comprensivo ma fermo: “Questo atteggiamento non è sorprendente. Carlos ha 22 anni e deve capire che questo tipo di commenti ha un grande impatto, soprattutto al di fuori del team. Lui deve cercare di controllare quegli impulsi, soprattutto nei confronti dell'avversario. Non può mostrare queste debolezze. Detto questo, è anche un modo per esprimersi e scaricare la tensione e la stanchezza accumulata”. Qualcuno ha parlato di eccessiva pressione per un obbligo di vittoria, su cui Lopez riflette: “In ogni torneo Carlos ha l'obbligo di vincere, ma sappiamo che è impossibile. È una questione di maturità che deve comprendere, e penso che la stia comprendendo sempre di più. Non c'è nessun numero 1 al mondo a cui piaccia perdere, il problema è il modo in cui succede".
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Su cosa lavorare
Alcaraz ha margini di miglioramento sui “particolari”. Secondo Lopez il servizio, soprattutto: “Il tennis si sta sviluppando intorno al tema del servizio. Carlos lo ha migliorato, ma deve continuare non tanto sulla potenza, ma per quanto riguarda la precisione e le percentuali. Ogni volta va meglio, però se nelle altre statistiche è primo o secondo, in quella del servizio è abbastanza dietro e dobbiamo salire, senza avere il servizio di Isner, però sì dobbiamo migliorare”.
Torna Ferrero?
Sulla voce, ricorrente, di un possibile ritorno nel team di Ferrero, Lopez non chiude le porte: “Il rapporto è buono. Non so cosa potrebbe succedere in futuro, ma non sarebbe così improbabile. È un'opzione che c'è, magari tra un po'... perché no? Ha lavorato con Carlos per 7-8 anni e quel legame durerà per sempre”.
Next stop Monte-Carlo
Prossimo appuntamento a Monte-Carlo, che apre la serie sulla terra rossa. Lopez conferma la presenza di Carlos: “La nostra mentalità è quella di giocare l'intero ciclo. Cercheremo di gestire i tornei sulla terra rossa al meglio. Nel mezzo c'è Barcellona, dove Carlos è sempre particolarmente motivato a giocare, proprio come a Madrid. L'idea è di giocare tutto, ma se Miami fosse andata meglio, avremmo probabilmente saltato Montecarlo. Ora Montecarlo servirà da torneo di rodaggio, ma si sa che a volte la macchina raggiunge la velocità ottimale molto rapidamente. L'obiettivo è quello di affrontare l'intero calendario e arrivare al Roland Garros nelle migliori condizioni possibili forma".