Simone Vagnozzi parla a Sky Sport del momento che sta vivendo Jannik Sinner: "Migliora in ogni torneo e su ogni superficie, è un esempio positivo per tutto il tennis italiano. Fermarsi dopo Monte-Carlo sarebbe stato peggio, prima di Roma ha avuto tre giorni di riposo e ha giocato a golf e calcetto. Vuole fare bene al Foro Italico, arriva con delle aspettative. Bisogna pensare come gli...scalatori"
Cinque Masters 1000 consecutivi, una forma straordinaria e una costante voglia di migliorarsi. Dietro i successi di Jannik Sinner c’è tutto questo, raccontato da chi lo vive ogni giorno da vicino: il suo coach Simone Vagnozzi. "La cavalcata da Indian Wells era difficile da aspettarsi, non c'era mai riuscito nessuno" racconta l'allenatore ascolano a Sky Sport, ospite di Elena Pero e Paolo Bertolucci in cabina di commento sul Centrale del Foro Italico. Risultati frutto della costante crescita di Jannik, esemplare nella sua applicazione: "La cosa positiva è che ogni torneo, ogni mese e ogni superficie migliora - spiega Vagnozzi - Noi allenatori non possiamo controllare il risultato, ma possiamo pensare a migliorarlo come giocatore. Penso che Jannik dia un esempio positivo a tutto il tennis italiano e i ragazzi che guardano questo sport. Parla sempre di miglioramento e lavoro, mai di risultati. Sta portando tanti ragazzi italiani a crederci".
"Tre giorni di riposo prima di Roma tra golf e...calcetto"
Miglioramento che passa anche dalla programmazione, con un calendario in costante evoluzione mese dopo mese. Il "nodo" principale delle ultime settimane per Sinner era la partecipazione al Masters 1000 di Madrid prima degli Internazionali d'Italia. Una scelta fatta insieme al suo team: "Dopo Monte-Carlo c'erano dei dubbi, ma abbiamo pensato che fermarsi con questa fiducia sarebbe stato peggio - ammette Vagnozzi - Sarebbero passati 26 giorni tra Monte-Carlo e Roma, troppi. A Madrid è arrivato un po' stanco, ha recuperato strada facendo. Con Jodar è stata la sua prestazione migliore. Durante l'anno facciamo un calendario di massima, poi dobbiamo valutare le condizioni fisiche e mentali. Jannik ci dà dei feedback che noi analizziamo e poi cerchiamo di prendere la decisione migliore". Tra le decisioni prese, anche i tre giorni di riposo prima di iniziare la preparazione agli Internazionali d'Italia: "In questo momento per Jannik avere un giorno di riposo tra una partita e un'altra è un vantaggio. Prima di Roma ha avuto tre giorni di riposo totali: ha giocato a golf e abbiamo fatto una partita di calcetto. Si è sempre mosso".
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"Jannik vuole far bene a Roma"
Adesso l'obiettivo è Roma, l'unico Masters 1000 che manca nella bacheca di Sinner. Una responsabilità doppia per il n. 1 al mondo che vuole far bene davanti al pubblico di casa: "Jannik è sempre concentrato, ma non si perde nulla - spiega Vagnozzi - Si vedeva con Ofner che era più teso del solito, ci tiene a fare bene a Roma. Quando arrivi con delle aspettative come adesso hai bisogno di qualche game per entrare a pieno regime". Dopo l'esordio con Ofner, Sinner tornerà in campo lunedì con Popyrin: "Oggi ci siamo allenati con Francesco Maestrelli che serve bene e tira forte da fondo per riproporre le condizioni che ci attendono in partita. Nel giorno del match, invece, cerchiamo un giocatore continuo che dia ritmo, qui abbiamo trovato un ottimo sparring come Alessandro Ingarao. Per l'80% l'allenamento è sempre lo stesso, poi il 20% cambia in base all'avversario".
"Pensiamo come gli scalatori"
Successi da costruire una partita alla volta. Un mantra per Sinner, seguendo la metafora dello scalatore: "Parliamo spesso di questo con il dottor Riccardo Ceccarelli - conclude Vagnozzi - Uno scalatore, quando inizia a scalare una montagna, se guarda in vetta ha poche chance di arrivarci. Bisogna pensare una partita alla volta, punto per punto. Può capitare di perdere, ma non deve essere una tragedia. L'importante è fare il 100%: non puoi giocare tutti i giorni al meglio, devi fare un po' meglio dell'avversario che hai di fronte".