Sinner, la caccia al primo Slam del 2026 riparte da Wimbledon
TennisLa "missione Wimbledon" di Sinner è ripartita con un giro sul Centrale, lì dove un anno fa è diventato il primo italiano a trionfare a Church Road. Ora l'erba dell'All England Club lo richiama ancora con un nuovo obiettivo: difendere il titolo, inseguire il quinto Slam e provare a scrivere un altro capitolo storico
L'attimo di una fotografia per rivivere ricordi invecchiati di 12 mesi e per scrivere un nuovo capitolo di un libro il cui finale può e deve essere riaggiornato. Il ritorno di Jannik Sinner sul Centrale di Wimbledon è discreto, quasi timido, come chi ancora quasi non ci crede di aver realizzato il proprio sogno un anno fa. Un respiro per "sentire" l'erba, perfettamente verde e tosata e uno sguardo - o forse più di uno - al tabellone, dove ancora si legge il risultato con cui ha sconfitto in finale Carlos Alcaraz: 4-6, 6-4, 6-4, 6-4 per diventare, alle ore 20.23 del 13 luglio 2025, il primo italiano a trionfare a Church Road nel singolare maschile.
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Si riparte da qui, in un 2026 che, fino a questo momento, per Sinner, è stata glorioso dappertutto, tranne che negli Slam. Storici i cinque Masters 1000 su cinque vinti in stagione, su due superfici e cinque condizioni di gioco diverse: Indian Wells, Miami, Monte-Carlo, Madrid e soprattutto Roma, 50 anni dopo Adriano Panatta, per completare il Career Golden Masters. Da dimenticare, invece, il malore accusato al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, a causa del quale il numero 1 al mondo ha sprecato due set di vantaggio e soprattutto la possibilità di vincere - per il momento - l'ultimo Major che gli manca.
Il trionfo e il disastro, incarnati in una stagione che si avvia, velocissima, verso lo spartiacque atteso da tutti. I primi scambi sull'erba di Wimbledon, lontano dai colleghi, sono una dichiarazione di intenti, quasi una promessa. L'obiettivo è di quelli che reinterpretano la storia: vincere a Church Road per il secondo anno di fila, per salire a quota cinque Slam in carriera e soprattutto per piantare di nuovo il tricolore sul Centrale. La caccia è già cominciata.