Il problema al ginocchio destro non è grave, la decisione di non partecipare agli US Open ha consentito di programmare un progetto di riabilitazione per il ritorno in campo con tempi meno serrati e senza rischi. Soffre di una un’infiammazione tendinea extra-articolare (la meno pericolosa). Terapie al J Medical: obiettivo Pechino e Shangai, ma sempre senza forzare.
Una decisione sofferta, ma molto saggia. La scelta da parte di Jannik Sinner di non partecipare agli US Open ha consentito di programmare un progetto di riabilitazione e ritorno in campo con tempi meno serrati, che non devono essere correlati a una situazione più impegnativa, come sarebbe stata la partecipazione a uno Slam. Il numero uno del mondo sta terminando la settimana di terapie al J Medical di Torino, iniziata lunedì scorso. In queste ore valuterà se proseguirle anche la prossima settimana e dunque quando ricominciare ad allenarsi sul campo.
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Che cosa ha Sinner?
Jannik soffre di un problema al ginocchio destro. Si tratta di un’infiammazione tendinea extra-articolare, dunque la tipologia meno grave. Ad esempio, se questo tipo di problema fosse sorto durante un impegno importante (come uno Slam) con tutta probabilità avrebbe comunque portato a termine il torneo stesso. Ma non è il caso di oggi. Questo tipo di patologia va curata soprattutto con terapie e riposo (o comunque con un allenamento mirato e adeguato, in relazione al decorso dell’infiammazione) per evitare che diventi col passare del tempo più fastidioso e pericoloso.
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Perché ha deciso di non partecipare agli US Open?
La decisione di non partire per gli Stati Uniti per l’ultimo Slam del 2026 è legata alla necessità di riprogrammare i tempi di recupero senza forza e ridurre al minimo il margine di rischio. Provare a giocare non sarebbe stato impossibile, ma sicuramente poco raccomandabile pensando al resto della stagione e (soprattutto) in ottica futura. In questo senso Sinner è sempre stato molto determinato e maturo nel suo atteggiamento conservativo, rivolto al lungo e non al breve termine. Inoltre non va dimenticato che Sinner arrivava da un periodo di riposo post vittoria bis a Wimbledon: dunque giocare a New York con poco allenamento nelle gambe e questo fastidio al ginocchio avrebbe influito non solo sul decorso della tendinopatia, ma inevitabilmente anche sulla sua competitività agli US Open.
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I tempi di recupero
La data del rientro nel circuito non è ancora nota. In questi giorni si sta valutando, come detto, come proseguire il lavoro al J Medical e quando riprendere gli allenamenti, che via via saranno sempre più intensi di pari passo con il miglioramento delle sue condizioni. Se le terapie di questi giorni - e soprattutto il riposo - daranno i risultati sperati, come risulta stia accadendo anche in virtù della decisione di fermarsi, è ipotizzabile un rientro per le trasferte di Pechino e Shanghai, a partire da fine settembre. A oggi è questa l’ipotesi primaria sul tavolo. Altrimenti si andrà oltre, considerando che il vero obiettivo della stagione sono le Finals di Torino. Sempre senza forzare.
In sintesi, nulla di grave, ma è stato giusto fermarsi. E pensare a recuperare al meglio perché, come dice Jannik, nonostante il rammarico per non aver potuto giocare gli US Open, è necessario pensare prima alla salute perché il traguardo è molto più lontano di New York.