Razzismo, Stoichkov: "Bulgaria andrebbe esclusa da Coppe europee"

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Il Pallone d'Oro 1994 durissimo con alcuni suoi connazionali: "Questa gente va buttata fuori dagli stadi. E se serve, si escluda la Bulgaria come fatto con l'Inghilterra dopo l'Heysel". E torna sulle sue lacrime in diretta tv: "Sono un bulgaro che ha fatto del calcio la propria vita: mi sento umiliato da queste persone"

Le sue lacrime in diretta televisiva, lunedì sera, hanno sorpreso tutti. Hristo Stoichkov, Pallone d'Oro 1994 e autentica leggenda del calcio bulgaro, non ci sta ad accettare l'immagine che la sua nazione sta dando in questi giorni e passa al contrattacco: "Basta, questa gente deve essere buttata fuori dagli stadi. E in più bisogna perseguirli: il razzismo è da considerare un crimine in ogni parte del mondo. Il calcio deve andare avanti e non possiamo permettere a queste persone di vincere". E se questo non bastasse, Stoichkov ha una soluzione durissima per il calcio bulgaro: "Se può servire a qualcosa, si escluda la Bulgaria dalle Coppe Europee come fatto con l'Inghilterra negli anni '80 dopo i fatti dell'Heysel".

 

"Nulla a che fare con i nazisti. Bisogna intervenire duramente"

Hristo Stoichkov è tornato sulla gara tra Bulgaria e Inghilterra, interrotta in due occasioni per cori razzisti rivolti ai giocatori inglesi di colore: "Quello che è accaduto a Sofia è qualcosa di incredibile, appena l'ho visto mi sono messo le mani nei capelli. La Bulgaria non è questa, bisogna reagire. Tutto questo è intollerabile, noi non abbiamo nulla a che fare con razzisti e nazisti. Anche nelle gare contro Kosovo e Repubblica Ceca c'erano stati episodi simili, ma non così eclatanti. Serve intervenire con durezza, proibire lo stadio a vita per queste persone e indagare seriamente su cosa si nasconde alle spalle di questo fenomeno".

 

"In prima linea nella lotta contro il razzismo"

Stoichkov ha voluto, però, difendere il proprio paese e fare una distinzione netta tra il popolo bulgaro e questi tifosi: "Sono convinto che la stragrande maggioranza della gente presente a Sofia non sia razzista, ma questa minoranza che ha fatto quei cori va combattuta altrimenti in breve tempo diventerà una maggioranza. Il razzismo va estirpato come una pianta malata e bisogna attaccarlo alle radici. Le mie lacrime sono quelle di un uomo bulgaro che ha fatto del calcio la propria vita: mi sono sentito ferito e umiliato da queste persone. Dove c'è razzismo non può esserci sport e io sono in prima linea nel combatterlo".

 

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