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Coronavirus, Consiglio Lega Serie A: "Ripartire nel rispetto delle norme"

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Alessandro Alciato

Oggi assemblea di Lega (che intanto ha riunito il Consiglio) e incontro Uefa-Federazioni. L'Aic fa sapere: "Calciatori in campo quando si potrà, ma senza corsie preferenziali sui controlli". Tavana, rappresentante della Serie A, si dimette dal comitato scientifico della federcalcio

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C'è una settimana intensa da seguire e da raccontare. Quella dell’Assemblea di Lega e della riunione fra la Uefa e le 55 federazioni, che andranno in scena nelle prossime ore. Quella di un mercoledì che proporrà la call fra la Uefa, i club e le leghe europee e poi il faccia a faccia fra il ministro dello sport Spadafora e le componenti del calcio italiano, per parlare del nuovo protocollo per riprendere gli allenamenti. Quella del Comitato Esecutivo Uefa organizzato per giovedì. Una settimana iniziata con un lunedì non banale, in cui ha parlato proprio Spadafora: "Mercoledì avrò un incontro sul protocollo. Oggi non do la certezza né della ripresa degli allenamenti il 4 maggio, né del campionato. Valuterò con molta attenzione la ripresa degli allenamenti, perché il mio auspicio è di riprendere, ma questo non vuol dire che le società possano riprendere il campionato’

Consiglio Lega A: "Intenzione unanime di concludere la stagione"

Un lunedì in cui, in attesa dell’Assemblea, si è riunito il Consiglio di Lega. A questo proposito vanno registrate due cose. La prima: la diffusione di una nota stampa, quindi di una versione ufficiale, in cui si legge fra le altre cose "il Consiglio ha confermato all’unanimità l’intenzione di portare a termine la stagione 2019/20, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza". La seconda: un intervento non ufficializzato di Campoccia, dell’Udinese, appoggiato da altri sette club, in cui si chiede comunque alla Federcalcio chiarezza sulla proroga dei contratti in scadenza al 30 giugno, e alla stessa Figc e alla Lega si pongono delle condizioni per poter riprendere gli allenamenti, fra cui calendari certi e un protocollo sanitario definitivo.

Le dimissioni del dottor Tavana

Un lunedì in cui il dottor Tavana, cioè il rappresentante della Serie A, si è dimesso dal comitato medico scientifico della Federcalcio, cioè dal gruppo che ha stilato il protocollo. Un protocollo che molti medici delle squadre hanno definito inapplicabile. Questo uno dei motivi, l’altro è personale.

Aic: "Ritorno in campo senza privilegi"

Un lunedì in cui ha parlato di protocollo anche l’Associazione Italiana Calciatori, che ha riunito il proprio direttivo. Nel comunicato ha chiuso la giornata, ecco il passaggio fondamentale: "La volontà di tutti gli atleti e le atlete è di poter tornare a svolgere il proprio lavoro, così come tante altre categorie professionali, senza apparire privilegiati o usufruire di corsie preferenziali sui controlli medico sanitari". Un lunedì, che è stato solo l’inizio.