L'allenatore nerazzurro alla vigilia del derby d'Italia: "Con Spalletti la Juve ora ha un'identità. Barella e Calha a disposizione. Tema arbitri? Se ne parla troppo, sbagliare è umano. A Thuram dirò di sorridere col fratellino". Infine una battuta olimpica: "Brignone storia bellissima, c'è tanto da imparare". Inter-Juventus è live sabato alle 20.45 su Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K, Sky Sport 251 e in streaming su NOW
Termina qui la conferenza di Chivu.
La vittoria sarebbe una mazzata finale per la corsa scudetto?
"Il campionato è ancora lungo. In questo momento della stagione una vittoria o una sconfitta non fa tanta differenza, se non a livello mentale. La corsa è lunga".
Dirà qualcosa di particolare a Thuram?
"Di ridere col suo fratellino, visto che si vogliono bene. C'è la rivalità, ovvio, ma sono fratelli, non si può pretendere di far finta di niente. Thuram è un ragazzo solare, lo voglio così. Magari deve aggiungere un po' di cattiveria sotto porta, e a volte gli chiedo di essere più egoista. È un buono, un altruista con la A maiuscola. Hanno una famiglia bellissima, mi metto nei panni di papà e mamma che vedranno due figli contro in Inter-Juve. E' una storia bella, ci sono dietro dei valori, un modello come Lilian. Auguro a entrambi di raggiungere i traguardi del padre".
Come si prepara Inter-Juve?
"La scelta è trasmettere il messaggio che tutte le partite sono uguali. Poi chiedo di essere la nostra versione migliore, sempre, di non guardare la classifica e pensare partita per partita. Domani c'è la Juve, ma anche in partite contro squadre meno importanti non puoi peccare di presunzione; avere equilibrio e forza mentale è importantissimo".
Lei è amante dello sci, la parabola della Brignone da infortunio a oro olimpico è un esempio anche trasversale su altri sport?
"E' un esempio per tutti. Per i bambini, per tutto il calcio: sono storie che commuovono. Noi sportivi dobbiamo trasmettere dei valori, troppo spesso si giudica questo sport in base ai risultati. È giusto, ma fino a un certo punto. La storia della Brignone è bellissima. Mi sarebbe piaciuto vedere anche Lindsday Vonn fare qualcosa di grande, o almeno finire la discesa, per dare un esempio. Purtroppo è andata male ma sono cose che ci fanno imparare".
Dopo il ko 4-3 dell'andata pensava di essere primo in classifica?
"Qui all'Inter non hai tempo di pensare, se non alla prossima partita. Al tempo serviva mettere in fila un po' di risultati, quindi l'avevamo vissuta partita per partita. È merito dei ragazzi: hanno capito al volo le nostre richieste, ci hanno messo dentro la cultura del lavoro e tanto orgoglio".
Da calciatore è stato allenato da Spalletti, lo vede cambiato?
"Sì, è migliorato. Era bravo al tempo e lo è ancora di più adesso. Ha un'identità chiara, ha le idee, ho sempre passato tanto tempo con lui. Ha tanto da dire e da fare. È un esempio e un modello per un giovane allenatore come me".
Da giocatore sentiva più la rivalità con il Milan o con la Juve?
"Ho grande rispetto per tutte, comprese le rivali. La bilancia è sempre stata quella: una partita normale, senza sentire il peso di un derby o della Juve. È quello il segreto, giocare uguale contro Milan, Juve o Ascoli, con tutto il rispetto".
Gli arbitri sentono la pressione delle squadre che si lamentano di più?
"Non guardo e non vedo fantasmi, mi preoccupo solo di quello che fanno i miei giocatori. Sono stato scelto per trovare soluzioni e non per lamentarmi".
Si parla tanto di arbitri e Var, Spalletti ha detto che dovrebbero diventare professionisti. Qual è la sua opinione?
"E' una storia vecchia, si parla sempre delle stesse cose, con o senza Var. Inizierò a parlare di questo argomento quando sentirò un allenatore dire che un arbitro ha sbagliato in suo favore. Sbagliare è umano, è normale. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri, se l'Italia non va da anni al Mondiale la colpa non è degli arbitri. Dobbiamo accettare di dover migliorare in tanto altro. E chiaramente anche loro lavorano per migliorarsi".
Quanto conterà l'approccio iniziale?
"E' importante, come sempre, soprattutto contro una squadra dominante e ibrida come la Juve. Noi dobbiamo essere pronti e accettare che il dominio del gioco passi anche da una parte all'altra".
Come stanno Barella e Calhanoglu?
"Si allenano da un paio di giorni, non hanno avuto problemi e sono a disposizione".
Spalletti non parlerà in conferenza stampa, parlerà Locatelli. Cosa ne pensa?
"Ho detto di mandare Lautaro, ma non hanno voluto (ride, ndr). So che per un allenaotre è difficile parlare ogni tre giorni, a volte non cambia molto quello che si ha da dire tra una partita e l'altra. Diciamo che condivido la scelta, anche io non sarei venuto (sorride, ndr)".
Quanto vale il derby d'Italia?
"L'unica differenza con le altre partite è che ti dà qualche stimolo in più, ma la vera sfida è sempre trovare la stessa motivazione contro chiunque. Sicuramente è una grande partita riconosciuta a livello mondiale".
La Juve è diversa rispetto all'andata, ma anche l'Inter è cresciuta molto. È l'occasione per misurare il livello della squadra?
"Dall'arrivo di Spalletti la Juve è migliorata, gli ha dato un'identità. Anche individualmente sono cresciuti, mettono in difficoltà chiunque. Noi? Continuiamo a sperare che le nostre prestazioni siano di livello, mettendoci sempre voglia e determinazione".
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Vai al contenutoGiornata di vigilia del derby d'Italia: a presentare la sfida tra Inter e Juventus (in programma sabato alle 20.45) in conferenza stampa l'allenatore nerazzurro, Cristian Chivu, da seguire in diretta sul nostro liveblog dalle 14.
