Serie C, le squadre e i numeri: le tre Under 23 e le piazze storiche ai nastri di partenza
Serie C - Lega ProIntroduzione
I tre gironi e i loro calendari sono stati definiti: tra meno di un mese partirà anche il prossimo campionato di Serie C, una lunga maratona tra stagione regolare e playoff da seguire sui canali di Sky Sport e NOW. Piccole, solide e ambiziose realtà proveranno a stupire nel Girone A, la maggior parte delle squadre retrocesse tenterà l'immediata risalita in un Girone B pieno di insidiosa concorrenza. Piazze storiche e appassionate si daranno battaglia nel Girone C. Uno sguardo a quello che aspetta le 60 squadre iscritte alla stagione 2026/2027 tra clamorose mosse di mercato, club in cerca di riscatto, ritorni romantici, favole di provincia e novità regolamentari
Quello che devi sapere
Cosa aspettarsi dalla nuova Serie C?
Spettacolo, emozioni, grandi trionfi e sconfitte cocenti. Non potrebbe essere altrimenti in un campionato in cui sono coinvolte 60 squadre. Divise in tre gironi da 20, ma pronte a incrociare le loro traiettorie attraverso una cavalcata playoff lunga un mese, quasi fosse il Mondiale della provincia italiana. Da Trento a Catania, dalle piccole ma ormai consolidate realtà del Nord che non vogliono smettere di sognare fino alle piazze più calde e grandi del Sud che puntano a risalire in alto. Senza trascurare le squadre Under 23 dei club di Serie A, ancora Juve, Atalanta e Inter, laboratori per plasmare i possibili campioni del domani. I motivi di interesse non mancano. Proviamo ad analizzarli, partendo dalla conformazione dei tre raggruppamenti, ordinati seguendo puri criteri geografici
Le 20 squadre del Girone A
- Albinoleffe
- Alcione Milano
- Arzignano Valchiampo
- Carpi
- Cittadella
- Desenzano
- Dolomiti Bellunesi
- Folgore Caratese
- Giana Erminio
- Juventus Next Gen
- Lecco
- Lumezzane
- Novara
- Ospitaletto Franciacorta
- Pergolettese
- Pro Vercelli
- Renate
- Trento
- Treviso
- Union Brescia
Monopolio lombardo
La Lombardia è la regione più rappresentata dell'intero campionato. Occupa più del 50% del Girone A con 11 squadre, a cui vanno aggiunte l'Atalanta e l'Inter Under 23. Le uniche eccezioni alla distribuzione geografica: ognuna deve giocare in un girone diverso e quello del Nord quest'anno era destinato alla Juve Next Gen. Di queste 11 squadre, soltanto 2 rappresentano dei capoluoghi di provincia, il Lecco e l'Union Brescia. Un dato sorprendente che testimonia l'esistenza di tante realtà piccole, ma sane e competitive. Da Albinoleffe, Giana Erminio e Renate, ormai notissime ad addetti ai lavori e non solo, fino alla neopromossa Folgore Caratese.
Si difende il Veneto con 4 rappresentanti, tra cui si segnala il ritorno del Treviso nel professionismo. Il Trentino mette la bandierina con l'ambiziosa squadra del suo capoluogo, solo club storici per il Piemonte tra la baby Juve, la scudettata Pro Vercelli e il Novara che fu di Silvio Piola. Assente la Valle d'Aosta (unica regione a non avere squadre tra i professionisti), oltre al Friuli Venezia Giulia rimasto orfano della Triestina. C'è una squadra anche dall'Emilia Romagna (il neopromosso Carpi), più rappresentata nel Girone B. Lo stesso in cui si trovano anche le squadre della Liguria, ormai un'abitudine delle ultime stagioni.
Le 20 squadre del Girone B
- Atalanta Under 23
- Campobasso
- Forlì
- Grosseto
- Gubbio
- Guidonia Montecelio
- Latina
- Livorno
- Ostiamare
- Perugia
- Pescara
- Pianese
- Pineto
- Ravenna
- Reggiana
- Sambenedettese
- Spezia
- Torres
- Vado
- Vis Pesaro
Retrocesse alla riscossa, la 1^ Coppa Italia e 3.000 abitanti
Spezia, Pescara e Reggiana. Tre delle quattro retrocesse dalla Serie B sono capitate nello stesso raggruppamento, lo stesso che lo scorso anno ha donato più promozioni: l'Arezzo dominatore del campionato e l'Ascoli vincitore dei playoff. Era rimasto deluso il Ravenna, deciso a riprovare con convinzione il salto in Serie B con l'entusiasmo della mossa Ronaldinho.
A differenza del Girone A, non ci sono monopoli regionali. Lazio, Emilia Romagna e Toscana hanno un massimo di tre rappresentanti ciascuna. Già nominate Reggiana e Ravenna per la seconda, non si può non menzionare per la prima la presenza del neopromosso Ostiamare del presidente Daniele De Rossi. La Toscana presenta il ritorno a Livorno di Cristiano Lucarelli, nuovo allenatore amaranto dopo essere stato una bandiera da calciatore, e il sequel dell'incredibile storia della Pianese di Piancastagnaio, comune di 3mila abitanti nel Senese.
E poi il Molise del Campobasso americano, la Sardegna della Torres, le Marche della Sambenedettese, una delle piazze più passionali dell'intero campionato, l'Umbria del Perugia, l'Abruzzo del Pineto e la Liguria del Vado, club neopromosso e vincitore della prima Coppa Italia nel 1922.
Le 20 squadre del Girone C
- Altamura
- Audace Cerignola
- Bari
- Barletta
- Casarano
- Casertana
- Catania
- Cavese
- Cosenza
- Crotone
- Foggia
- Giugliano
- Inter Under 23
- Monopoli
- Picerno
- Potenza
- Salernitana
- Savoia
- Scafatese
- Sorrento
Il blocco campano-pugliese
7 squadre dalla Campania e 7 dalla Puglia. Un girone che vive di due blocchi ma capace, a differenza di quello del Nord, di fare spazio a tutti. Alla Sicilia del solo Catania, alla Basilicata di Potenza e Picierno e alla Calabria di Crotone e Cosenza.
Piazze affascinanti e tifoserie caldissime sono pronte a spingere le proprie squadre verso la Serie B. Oltre a quelle già nominate, non si possono escludere la Salernitana di mister Serse Cosmi, confermato dopo il buon impatto avuto la scorsa stagione da subentrato, e il retrocesso Bari, pronto a ripartire da un allenatore esperto di promozioni, seppur a secco di panchine da tre anni, come Massimo Rastelli. C'è anche il ritorno del Foggia, riammesso dopo la retrocessione al posto della Ternana, fallita lo scorso maggio.
Le squadre che puntano alla Serie B
Difficile dirlo ora, a mercato ancora in corso. L'Union Brescia di mister Eugenio Corini ha mancato l'assalto alla Serie B all'ultima partita, perdendo nettamente il ritorno della finale playoff sul campo dell'Ascoli. Tiago Casasola e Rizzo Pinna i colpi di mercato con cui sognare il riscatto.
Di Ronaldinho al Ravenna si è già detto molto, ma chissà cosa succederà. La mossa del presidente Ignazio Cipriani porta riflettori e curiosità sulla squadra, affidata ancora in panchina ad Andrea Mandorlini. Il brasiliano sarà una sorta di ambassador e ha acquistato delle quote societarie, ma è stato tesserato anche come giocatore. A 46 anni già compiuti potrà davvero esserci l'occasione per un ritorno in campo? Seguirlo è l'unico modo per scoprirlo.
Lo scorso anno ha lottato a lungo, prima di mollare il colpo di fronte al ritmo del Benevento prima e dell'Ascoli poi. Il Catania ci vuole riprovare con un altro allenatore, da Mimmo Toscano a Emilio Longo, arrivato dal Crotone. Liguori dal Foggia e Pagliai dall'Ascoli sono colpi che indicano ambizione, ottimi conoscitori della categoria. La Salernitana di Facundo Lescano, lo scorso anno in B con l'Avellino, darà filo da torcere. Non si possono sottovalutare ovviamente le varie retrocesse. Da nessuna parte tira aria di smobilitazione o ridimensionamento.
Le terze squadre di Roma e Milano
Club storici dal grande passato e nuove società in rappresentanza di piccoli territori. In comune hanno i sogni, gli stessi di realtà che crescono sotto l'ombra delle metropoli e dei club più importanti d'Italia, pronte però a prendersi il loro spazio. A Milano l'Alcione si prepara alla terza stagione di fila tra i professionisti. Progetti e ambizione non mancano alla società bluarancio, un tempo "soltanto" un vivaio prestigioso, ora una squadra che sogna i derby con Inter e Milan. Intanto si accontenta di quelli con le Under 23: lo scorso anno ha affrontato i nerazzurri. In futuro, chissà.
Arrivato in soccorso nel 2025, Daniele De Rossi ha impiegato poco tempo a incidere come presidente e proprietario dell'Ostiamare. Il trionfo in Serie D dello scorso anno ha permesso al club di diventare la terza squadra della capitale. Dove c'erano una volta Lodigiani e Cisco Roma, ora ci sono i biancoviola. Ora l'avventura nel professionismo e in futuro chissà, magari i derby contro Roma e Lazio da giocare con il mare sullo sfondo.
Le novità regolamentari
La formula del campionato e dei playoff non cambia. La grande novità è rappresentata dall'introduzione effettiva del Salary Cap, lo scorso anno presente solo in via sperimentale. Per evitare collassi finanziari, che spesso hanno portato a fallimenti anche a stagioni in corso (l'ultimo esempio è stato quello del Rimini), ogni club non potrà spendere per il monte ingaggi più del 50% del valore della propria produzione ottenuta da sponsor, mercato, ricavi da stadio, diritti televisivi, merchandising e altro ancora. Dagli stipendi, per cui sono stati fissati dei tetti massimi, sono esclusi i premi per i risultati sportivi raggiunti, ma non i bonus individuali.
Prosegue la sperimentazione del Football Video Support, il corrispettivo del Var per la Serie C. Sull'onda di quanto è stato deciso sia a livello mondiale che italiano, si potrà utilizzare anche per le seconde ammonizioni che portano a espulsione. Si sta lavorando per migliorare la qualità tecnologica, garantendo per esempio su tutti i campi la presenza della telecamera ai 16 metri, la migliore per decidere sui fuorigioco.