Formula 1, GP Messico. L'analisi tecnica della gara

Formula 1

Cristiano Sponton

Grande gestione di Hamilton, che sfrutta gli errori di strategia degli avversari, Ferrari su tutti. Chance sprecata della Red Bull

GP USA, LA CRONACA DELLA GARA

Decima vittoria stagionale per Lewis Hamilton che, grazie a questo inaspettato successo, si è portato a soli quattro punti dal suo sesto titolo piloti. L’ottima giornata della Mercedes è stata completata dal terzo posto di Bottas con una W10 completamente ricostruita dopo il botto delle qualifiche.

E la Ferrari? Sicuramente è stata la delusione della corsa perché, dal team di Maranello, scattato dalla prima e seconda posizione, era lecito aspettarsi di più. Invece si è dovuto accontentare della seconda piazza con Vettel e della quarta di Leclerc.

Bella la gara di Alex Albon quinto con la Red Bull che è riuscito a precedere Max Verstappen autore di un pessimo fine settimana. Prima la pole regalata alla Ferrari per non aver rispettato le bandiere gialle e, in gara, è stato autore di un contatto con Bottas che gli ha provocato una foratura.  Il pilota olandese, dall’ultimo posto, è riuscito a rimontare concludendo la sua corsa al sesto posto.  

Sergio Perez, idolo di casa, è riuscito a vincere il GP degli altri. Con la sua Racing Point è giunto alla bandiera a scacchi al settimo posto dopo un lungo duello con la Renault di Daniel Ricciardo. Punti importanti anche per la Toro Rosso con Gasly, nono e Kvyat, decimo.

Dopo delle ottime qualifiche è stata disastrosa la gara per la McLaren. Sainz è riuscito a raccogliere solo un 13° posto mentre, Norris è stato costretto al ritiro per un errato fissaggio della gomma anteriore sinistra durante il pit stop

Mercedes ha rischiato ad anticipare la prima sosta di Hamilton?

Per la Mercedes, quello del Messico, era una tappa piuttosto temuta. Nelle ultime due edizioni, Hamilton e Bottas avevano sofferto tantissimo su questa tipologia di tracciato che, come ben sappiamo, è collocato a 2.330 s.l.m. Durante le prove libere, gli ingegneri anglo-tedeschi, era perfettamente a conoscenza di avere pochissime possibilità di lottare con Red Bull e Ferrari in qualifica e per questo si sono concentrati molto su un setup rivolto esclusivamente per la gara.

Una gara che potevano cercare di vincere solo facendo una scelta azzardata a livello strategico e così hanno fatto riuscendo a portare a casa il massimo bottino possibile. Hamilton è stato richiamato ai box al giro 23 per montare un set di gomme hard che, Mercedes, aveva provato durante le libere sulla vettura di Bottas. Il compito per Hamilton non era così semplice perché doveva farle durare per ben 48 giri sapendo che, nel finale, Vettel avrebbe potuto metterlo sotto pressione con degli pneumatici più freschi. Gli anglo-tedeschi non erano completamente tranquilli di riuscire ad arrivare alla bandiera a scacchi senza un’altra sosta, infatti, con Bottas, hanno preferito allungare la prima parte di gara per essere sicuri di concludere la corsa con un singolo pit stop.

La vita per il cinque volte campione del mondo non è stata così semplice anche perché, durante il primo giro, aveva subito un danneggiamento piuttosto importante sul fondo, lato destro, che gli ha fatto perdere sicuramente diversi punti di carico.  Per questo motivo vanno dati i meriti a Lewis che è riuscito a girare su un ritmo molto costante e, solo nel finale, per proteggersi da Vettel, ha spremuto al limite gli pneumatici.

Il team principal Toto Wolff ha spiegato a fine gara i motivi che li hanno spinti a rischiare questa strategia con Hamilton: "Dovevamo fare qualcosa di diverso per vincere ma non eravamo convinti che funzionasse. Siamo stati spinti a provarci analizzando le prestazioni di Ricciardo e Verstappen che, dopo parecchi giri, stavano ancora ottenendo degli ottimi tempi con le hard. Hamilton, durante la gara, non era convinto che la scelta fosse quella giusta. Il nostro capo stratega James Vowles era l'unico a essere convinto che funzionasse ed ha fatto un ottimo lavoro con tutti i suoi collaboratori”.

Giusta la strategia Ferrari?

La Ferrari, questa settimana, non è stata impeccabile con la strategia di gara. Con due macchine in prima e seconda posizione nella prima parte di corsa sono riusciti ad arrivare alla bandiera a scacchi in seconda e quarta. Questo significa che qualcosa non ha funzionato anche perché il ritmo e la gestione gomme della SF90 sono stati buoni. Le due Ferrari, nei primi giri, non sono riuscite a scavare un gap importante nei confronti di Albon e Verstappen. L’impressione è stata che, il pilota monegasco, fosse in completa gestione delle gomme per cercare di allungare il più possibile il primo stint. Il primo errore fatto dal muretto in Rosso è stato quello di andare a coprire il pit stop anticipato della Red Bull di Albon lasciando Vettel solo in pista a lottare contro le due Mercedes. Albon, seppur veloce, non sembrava avere un ritmo tale da poter andare a vincere la corsa ed è per questo che sarebbe stato più corretto rimanere in pista per marcare a uomo il rivale più pericoloso che, in questo caso, era la Mercedes di Hamilton.

Leclerc, al pit stop, ha montato le gomme medie e questo ha costretto il pilota monegasco ad impostare la corsa su doppio pit stop. Sarebbe stato molto meglio giocare a carte coperte montando le hard e solo nel finale, se ci fosse stato un crollo prestazionale, giocarsi la carta soft o medie.

Con Vettel, invece, si è cercata la sosta unica ma, in Ferrari, non hanno coperto il pit stop di Hamilton preferendo allungare il più possibile il primo stint per giocarsi la possibilità di avere gomme più fresche nel finale di gara. Una scelta che non ha pagato proprio perché, le hard, non hanno avuto nessun tipo di problema. Ma perché Ferrari non ha risposto immediatamente al pit di Hamilton per cercare di mantenere la posizione sul pilota inglese? In Ferrari sono convinti, analizzando i loro dati, che non ci fosse nessuna possibilità di uscire davanti ad Hamilton mentre, in Mercedes, dicono che se Vettel si fosse fermato al giro successivo avere un margine di mezzo secondo per uscire davanti al loro pilota. Anche con gomme più fresche, Vettel non è riuscito a mettere pressione ad Hamilton che ha difeso piuttosto facilmente la sua prima posizione.

Perché le gomme sono durate più a lungo del previsto?

Del degrado gomme ne avevamo parlato nell’analisi delle qualifiche e, questo fattore, si è dimostrato determinante in gara. Alla vigilia si pensava che il degrado fosse piuttosto elevato a causa del graining che si veniva a formare sugli pneumatici specialmente quelli anteriori. Invece, in gara la situazione è stata diametralmente opposto. Infatti, le gomme sono durate tantissimi giri e nessuno ha avuto problemi di graining. Questo ha sorpreso alcuni team che, vedendo i dati delle prove libere, non si aspettavano che gli pneumatici potessero durare per così tanti giri.

Il circuito Hermanos Rodriguez viene utilizzato molto poco durante l’anno ed è per questo che, al venerdì, i piloti trovano sempre una pista molto sporca e scivolosa. La situazione, solitamente, va a migliorare sessione dopo sessione ma non è stato il caso di questa edizione visto che, durante la notte, è sempre piovuto togliendo lo strato di gomma che si era depositato sull’asfalto.

Domenica c’è stato un fattore che è risultato determinante sugli pneumatici ed è stato l’innalzamento della temperatura. Venerdì i piloti hanno girato con circa 30°C sull’asfalto, mentre, ieri, il termometro ha toccato anche i 44°C. Questo ha fatto sì che non ci fosse nessuna formazione di graining e gli pneumatici, specialmente quelli a mescola media e hard, hanno lavorato nella giusta finestra di funzionamento ed hanno avuto una vita lunghissima permettendo ai piloti di effettuare tantissimi giri con lo stesso set di gomme. Pensate che, Verstappen, con le hard è riuscito a completare la bellezza di 66 giri.

La Red Bull era il team da battere?

E’ stato un fine settimana nero per la Red Bull. La RB15, a livello prestazionale, era la vettura da battere su questo tracciato. Verstappen ha letteralmente buttato la pole position nella giornata di sabato quando ha ignorato le bandiere gialle esposte dai commissari per l’incidente di Bottas. Partito dalla quarta posizione, il pilota olandese, ha duellato nelle prime curve con Hamilton ed entrambi sono finiti fuori pista. Successivamente, il pilota olandese, in un duello con Bottas ha forato la posteriore destra e questo lo estromesso dalla lotta per la vittoria.

Verstappen ha dimostrato nel suo recupero fino al sesto posto quanto fosse forte il suo ritmo. Forza della Red Bull che si è vista anche nelle performance di Albon che, come per la Ferrari di Leclerc, è stato danneggiato dalla strategia a doppia sosta scelta dal team di Milton Keynes. Horner, dopo la bandiera a scacchi ha ammesso che la doppia sosta è stata un errore ma, dai dati in possesso, non si aspettavano un’usura degli pneumatici così bassa. Anche Red Bull, così come Ferrari, è stata tratta in inganno dalle prove libere che hanno mandato in confusione diversi team.

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