F2, Feature Race da pazzi a Miami: vince Minì, ma potrebbe non essere finita
La Feature Race della Formula 2 a Miami si è chiusa con il successo di Minì, seguito da Beganovic e Camara (ordine di arrivo da confermare dopo le decisioni della Direzione Gara). A rubare l'attenzione, però, è stata la pioggia, che ha dato vita ad una gara pazza, con quattro interruzioni per la Safety Car e tanti piloti costretti al ritiro. Ecco cos'è successo nella Feature Race di Miami in F2. A cura di Lucio Rizzica
A cura di Lucio Rizzica
- Archiviata la Sprint Race a Miami, la Formula 2 entra in pista per disputare una Feature Race anticipata di tre ore rispetto al programma originario, nel tentativo -da parte degli organizzatori- di scongiurare incroci pericolosi con una precipitazione sull’area che si annuncia da qualche giorno come decisamente insidiosa in quanto a forti piogge, vento e tempeste di folgori.
- Un risultato -a prescindere- utilissimo anche per via della prestazione incolore di Camara (Invicta) solo decimo e fuori dai punti e della seconda piazza di Van Hoepen (Trident), autore di un feroce quanto inutile duello per la vittoria di gara uno, ora primo degli inseguitori con nove punti di ritardo e schierato in quinta fila al via della gara lunga accanto proprio al bulgaro.
- In prima fila invece scalpita l’autore della pole position Kush Maini (ART) -ieri tradito al via da un improvvido stallo- e quel Camara campione uscente della Formula 3 in cerca di rivincite immediate. Alle loro spalle i piloti Rodin Stenshorne e Dunne e in seconda fila l’italiano Minì, solo settimo in gara Sprint e alla ricerca del passo perduto sulla sua MP
- Alle loro spalle i piloti Rodin Stenshorne e Dunne e in seconda fila l’italiano Minì, solo settimo in gara Sprint e alla ricerca del passo perduto sulla sua MP. Prima del via ha già problemi Bilinski (Dams) che è costretto a rientrare in pit lane. E immediato stop&go per Stenshorne per avere infranto le procedure di partenza.
- Allo spegnimento dei semafori è subito bagarre in curva uno per la conquista della leadership della corsa e a spuntarla è Maini davanti a Stenshorne e Minì, mentre Inthraphuvasak tampona Tsolov e il bulgaro è già fuori gara. 10” di penalità per Inthraphuvasak. Stenshorne non puo’ scontare la penalità perché entra la Safety Car.
- Tutte le macchine transitano attraverso la pit lane, ma non i primi due Maini e Camara che tirano dritto. Si riparte al quarto giro con il gruppo ricostituito e Maini leader.
- Stenshorne subito a scontare la penalità, Goethe a muro dove compromette la posteriore sinistra e si ritira. Minì è quinto. Virtual Safety Car
- Alla ripresa Beganovic scavalca Minì, Leon sorpassa Dunne. Proprio Dunne, dopo un gran recupero ai danni di Minì è costretto al ritiro. Anche Villagomez ha problemi e rientra in pit lane. Safety Car. Camara ai box, anche Maini, Beganovic e Minì per cambiare gomme.
- Safety Car ending a 23 minuti dal termine. Gara passata a cronometro e Durksen leader. A venti minuti dalla fine Varrone tocca Stenshorne che poi tampona Van Hoepen. Altra Safety Car. Durksen ai box, seguito da Herta e Bennett. In testa passa Camara, gravato però da una investigazione (insieme a Maini) per quel NON rientro ai box già segnalato in avvio di corsa,.
- A dodici minuti dalla fine Minì sorpassa Leon e sale in terza posizione proprio mentre Shields esce di traiettoria: Virtual Safety Car e poi Safety Car
- Bennett ne approfitta per giocare la carta delle gomme slick, ma poi rinuncia per mancanza di aderenza (come Marco Andretti a Detroit nella Indy del 2019). Varrone 10” di penalità.
- Si riparte a sei minuti dal termine della corsa. Con Camara che perde la prima posizione a beneficio di Beganovic e Minì, che dopo una bellissima battaglia vede il siciliano passare per primo sotto la bandiera a scacchi di Miami. Si sblocca Gabriele Minì e lo fa con una bellissima dedica ad Alex Zanardi, scomparso la sera del 1° maggio scorso. Ora la Direzione Corse potrebbe sconvolgere l’esito finale della gara, esprimendosi su tutte le decisioni rimaste in sospeso.
- Quindi ordine d’arrivo ‘sub judice’, e anche classifica di conseguenza vincolata alle sentenze dei ‘commissari’. Al momento Tsolov (Campos) rimarrebbe leader 35, davanti a Minì (MP) e Camara (Invicta) a 34 e Van Hopen (Trident), 33. Fra due settimane appuntamento in Canada.