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05 dicembre 2016

Dalla Porta brinda alla sua prima festa mondiale

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Lorenzo Dalla Porta nel parco chiuso dopo Gara2 del CEV Moto3 a Valencia 2016 (Foto Facebook)

Due settimane dopo aver vinto l’ultima gara del CEV, il campionato junior Moto3, il pratese ha festeggiato il primo successo a Prato, la sua città

Un sabato di dicembre, in un locale a due passi da Piazza San Marco a Prato, Lorenzo Dalla Porta è arrivato indossando una camicia e una giacca elegante, così come fanno i veri campioni alle serate di gala. Amici, parenti e voci celebri del motorsport come i commentatori del CEV per Sky Sport MotoGP, Paolo Beltramo ed Edoardo Vercellesi, hanno brindato al titolo del pratese.

Lori, come lo chiamano gli amici, è il secondo pilota toscano a vincere un mondiale nel campionato velocità, il primo è stato Alessandro Gramigni nel 1992 in 125cc. Una festa era il minimo che si potesse fare per celebrare un pilota che a 19 anni ha lavorato con tanta dedizione e pazienza per conquistare questo titolo e per aggiudicarsi una moto ufficiale nel campionato mondiale Moto3 per il 2017.

 

A Valencia, all’ultimo appuntamento della stagione, Dalla Porta ha realizzato un sogno iniziato da bambino, esattamente quando nonna Nicoletta gli regalò la prima moto. “Corro col 48 perché è il suo anno di nascita – ci spiega – Quando ero piccolino mi diceva di andare piano ma adesso ha smesso e non me lo dice più” racconta divertito. Una nonna così speciale per il neo campione che chiedendogli perché abbia scelto proprio il suo anno di nascita risponde senza pensarci troppo: “Perché la nonna è la nonna”.

Prima della gara, il delirio – Il 20 novembre, data dell’ultimo appuntamento col CEV, il toscano arrivava a Valencia con un vantaggio di 14 punti in classifica generale da Marcos Ramirez, un pilota spagnolo pronto a prendersi il vantaggio e vincere il titolo davanti al suo pubblico. Al via di Gara1 Dalla Porta partiva dalla prima fila, insieme al suo principale rivale. Tutto era ormai pronto per l’inizio della gara di Moto3. Il rombo dei motori scandiva il tempo, mentre gli occhi dei piloti erano fissi sul semaforo in attesa che diventasse verde. Poi, il colpo di scena. Un odore di bruciato e del fumo nero escono dalla moto di Dalla Porta, così è costretto a tornare al box e il via viene posticipato. La sua gara, ma soprattutto il titolo, sono a rischio.

Cos’hai pensato quando la moto si è rotta? - “Ero nervoso perché pensavo di non poter ripartire. Ho temuto di non farcela. Sono rientrato al box e il team ha fatto un lavoro fantastico perché sono riusciti a sistemare la moto. Però dovevo partire dal fondo e non sarebbe stato facile risalire. Poi, come se non bastasse, dopo pochi giri mi hanno fatto cadere. Sono ripartito e alla fine sono riuscito a chiudere col tredicesimo posto. Pensavo che ormai fosse finita, ma nella mia testa dovevo trovare un minimo di motivazione, visto che mancava ancora una gara…”.

Mentre racconta la sua Gara1, si percepisce ancora lo sconforto e la rabbia che ha provato rientrando al box quando era già pronto in griglia e l’amarezza di chi cade per un errore altrui. Però, della sua voce non traspare la rassegnazione, anzi, piuttosto si sente quella sfumatura di determinazione che appartiene a chi vuole ad ogni costo tornare a casa col titolo.

“Prima della partenza di Gara2 la tensione era tanta – continua a raccontare – per fortuna ho avuto l’appoggio di mio babbo e del team, mi hanno aiutato tantissimo e alla fine sono partito molto carico per Gara2”. Il suo compagno di squadra è stato cruciale nel secondo appuntamento della giornata ma, ci spiega Lorenzo, non c’erano accordi: “Io ho fatto la mia corsa e lui ha fatto la sua, tutto senza ordini di scuderia. Lui voleva vincere e, anche se non mi fossi giocato il titolo, avrebbe fatto le stesse cose che ha fatto”. Infondo, anche Raul Fernandez voleva dare al team un motivo per festeggiare conquistando la sua prima vittoria nel CEV.

Quando hai capito che avevi vinto il titolo? - “A due giri dalla fine. Ho spinto al massimo per tutta la gara ma solo quando mancavano due giri ho visto che Ramirez, il mio avversario nella corsa al Mondiale, era caduto. Da quel momento mi sono rilassato accontentandomi del secondo posto perché mi sarebbe bastato comunque per vincere il titolo”.

Hai tagliato il traguardo da campione e hai pensato… - “Che il babbo e il team avevano ragione a dirmi c’è ancora una gara, puoi farcela”.

 

Mentre Dalla Porta seguiva il compagno di squadra, le telecamere del circuito inquadravano suo padre Massimiliano che era emozionato, commosso e incredulo nel vedere che il figlio stava riuscendo in quell’impresa che lui e gli uomini della squadra gli avevano detto essere davvero possibile. Forse, senza nemmeno rendersene conto, Massimiliano aveva trovato le parole giuste per trasmettere al figlio quella sicurezza e quella positività indispensabili per riscattarsi da Gara1.

C’è nella tua testa un’immagine simbolo di questa vittoria? - “Quando sono arrivato al parco chiuso dove mi aspettavano mio padre e il team. È stato bellissimo mio babbo non aveva le parole, era emozionatissimo, non ci poteva ancora crederci”.

Da chi hai ricevuto i complimenti più belli? - “A dire il vero mi hanno scritto tantissime persone ed è difficile scegliere. Il messaggio che mi hanno trasmesso però è stato uno: ho corso con la testa e ci ho messo un gran cuore, anche mio padre me l’ha detto quando ha realizzato quello che sono riuscito a fare”.

L’emozione ha “fregato” così tanto Massimiliano che, una volta arrivato al parco chiuso, dopo aver abbracciato il nuovo campione si è reso conto di aver dimenticato qualcosa: “Lori non ti ho preso niente da bere”.

Hai finito la gara stanco, disidratato ma felice. Però hai avuto poco tempo per festeggiare perché sei subito tornato in pista per i test 2017.

“Si, infatti, non ho avuto molto tempo per i festeggiamenti subito dopo la gara. Comunque ho fatto dei buoni test a Valencia con la Mahindra di Moto3 con cui affronterò la prossima stagione. Sono contento perché avrò una gran bella moto a disposizione”.

Nel 2016 hai corso circa metà campionato con lo Sky Racing Team nel mondiale e hai vinto il titolo CEV. Sta per chiudersi un anno ricco di esperienze e di sorprese. Quali momenti trascorsi in pista ricorderai ripensando a quest'annata? - “Ho imparato tanto dall'esperienza vissuta con lo Sky Racing Team VR 46 e sono cresciuto molto professionalmente. Per quanto riguarda il mondiale la gara che mi ricorderò con più affetto sarà il GP della Malesia, anche se è finita male perché sono caduto insieme ad altri piloti a causa di una chiazza d'olio sulla pista. È stato comunque bello perché prima di cadere ero nel gruppo di testa ed è veramente molto molto bello essere in testa in una gara nel mondiale. Del CEV, bhè di emozioni ne ho vissute tante. Ho avuto paura dopo Gara1 di Valencia perché sapevo che sarebbe stato difficile rimontare, il ricordo più bello? È arrivato qualche ora più tardi, al termine di Gara2, quando ho vinto il titolo".