Aprilia, Rivola: "È stato un bel segnale aver fatto bene in Austria"
apriliaWeekend austriaco positivo per Aprilia, che ha chiuso la gara lunga di Spielberg con il 2° posto di Martin e il 3° di Bezzecchi. L'amministratore delegato di Aprilia Racing ha commentato a Sky Sport il fine settimana
Il dato oggettivo risiede nel fatto che su una pista dove gli avversari hanno sempre fatto la differenza, voi siete stati davvero molto efficienti, poi al di là del risultato in tutte le sessioni. Questo ti dà ottimismo e soddisfazione? Se sì, quanto?
"Sai che io sono un ottimista di natura, per cui ottimismo sempre, soddisfazione sì. La moto è cresciuta tanto fin dalla prima volta che l'abbiamo messa in pista a inizio anno, per cui non voglio dire che non è una sorpresa. Sicuramente aver fatto bene in una pista come questa è un bellissimo segnale, poi magari anche la carcassa è la stessa degli scorsi anni, però sappiamo che la sposiamo bene, insomma. Per cui, tutto sommato bene. Devo dire che sarà un Mondiale bellissimo perché Marquez è sempre Marquez, poi c'è Pedro. Attenzione perché Pedro è lì. Arriva motivatissimo, ha preso fiducia, quando uno vince una gara poi prende ancora più fiducia, quindi per me è un Mondiale veramente bello".
Visto l'andamento di questa stagione, e visto che c'era un momento in cui avevate 100 punti circa di vantaggio, tu e i tuoi ora ci andate più con i piedi di piombo? Cioè, state un pochino col freno a mano dell'entusiasmo tirato, oppure no?
"La prima regola è guardare avanti e non indietro. Siamo meno abituati degli altri a stare in cima, quindi questo non ce lo dobbiamo dimenticare, non dobbiamo montarci la testa per un bel risultato. Sappiamo che finché non lo portiamo a casa non abbiamo fatto niente. Gli altri l'hanno già fatto, tocca a noi ed è bene rimanere coi piedi molto per terra. La moto c'è sicuramente, i piloti sono fortissimi, gli avversari altrettanto, ce la giocheremo".
Adesso si entra in una fase calda dove sono in tre a giocarsela, ma soprattutto è Martin ad essere forse il cavallo di punta. Tu vieni da un mondo, quello della Formula 1, dove i giochi di squadra non erano proprio un'eresia. È possibile arrivare a un punto tale per cui si dovrebbe, o si potrebbe, favorire uno dei due piloti e chiedere all'altro magari di farsi un attimino da parte?
"Non credo. Nel senso che finché i piloti hanno la matematica dalla loro parte è giusto dare loro la possibilità di giocarsela. E spero che i miei abbiano entrambi la matematica dalla loro parte fino all'ultima gara, quindi non credo".
Evoluzioni, sviluppi sulle moto, aerodinamica, un sacco di novità, di sviluppi. Ma poi i tempi sul giro in gara vengono migliorati a fatica o addirittura a volte non vengono migliorati. Secondo te, a cosa è dovuto questo fatto?
"Sono tanti fattori. È interessante vedere che la gara più veloce qui è del 2024 di Pecco. L'anno scorso e quest'anno un po' meno nonostante le moto vadano più forti. Le condizioni... adesso si corre a settembre. Sinceramente non te lo so dire. Di sicuro da un anno all'altro l'Aprilia va sempre più forte, quest'anno abbastanza rispetto all'ultimo anno, quindi il lavoro fatto dal nostro gruppo tecnico è stato eccellente. E con il gruppo tecnico tutta l'azienda, perché ogni mossa ha un effetto a catena su tutta l'azienda che è importante. La cosa bella di Aprilia è che anche qui qualcosina abbiamo portato, insomma, abbiamo una discreta fame".
Volevo chiederti invece una cosa su Jorge Martin. Al di là della bellissima trance agonistica che ha fatto vedere in qualche occasione tipo ieri, poi è costante, solido, freddo, strutturato, mi verrebbe da dire. Volevo capire se questa percezione che abbiamo noi, anche voi la vivete. Tu che ci parli tutti i giorni, se puoi aggiungere qualcosa in più.
"Credo che sia la storia che lo dice. Jorge ha due grossi vantaggi su Marco: uno che ha già vinto un Mondiale e un altro che l'ha già perso. Che è il vantaggio che ha ancora di più Marquez, moltiplicato per 10, 20, 30. Per cui il cervello dei giovani piloti registra: aver perso un Mondiale in un certo modo, per poi averlo vinto, è un insegnamento che sull'esperienza fai più che sulla teoria".
La prima posizione in classifica di Jorge quanto incide sul fatto di non operarsi?
"No, non credo. Credo che Jorge al momento voglia rimanere concentrato, costante, non prendere rischi e credo che il rischio minore sia quello di non operarsi rispetto a operarsi, dal momento che oggi non ha avuto problemi".
Soltanto qualcosina nel finale ha avvertito, ma poca roba.
"Sì, però diciamo ci sta. Domenica a Misano non stava benissimo la mattina, per cui forse c'è una serie di fattori in più, però non so. Speriamo che vada tutto bene".