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13 ottobre 2017

Tra scaramanzia e fede, i gesti segreti dei piloti del Motomondiale

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Cospargere il casco di sale, usare sempre la stessa biancheria intima, indossare camicia e cravatta sotto la tuta protettiva. Sono tanti i gesti scaramantici usati dai piloti del Motomondiale, soprattutto in giornate "particolari" del calendario come venerdì 13. Siamo andati a studiarli nel paddock: ecco cosa c'è dietro ogni gesto dei piloti

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Correre in moto a 350 km/h  richiede tecnica e coraggio. Tanto coraggio. Ogni curva, ogni settore,  viene studiato e analizzato nei minimi dettagli. Eppure, a volte, i piloti sentono bisogno anche di qualcos’altro prima di salire in sella.  Tanti campioni ricorrono a gesti scaramantici per esorcizzare il pericolo prima di scendere in pista. Tutto si fonda sull’inconscia paura di farsi male, con cui ogni pilota convive quotidianamente (senza mai ammetterlo). Proprio per questo spesso la scaramanzia si fonde con il credo religioso del pilota, in un mix di sacro e profano che si aggiunge alla tuta per proteggere i piloti in pista. Una sorta di armatura invisibile. Non possiamo sapere se questi gesti aiutano davvero, ma il pensiero dei piloti sarà sicuramente questo: “In fondo, perché non farlo?”.

Ecco una lista dei gesti scaramantici più curiosi dei piloti del Motomondiale (del presente del passato)

- Per molti piloti è quasi una regola: non poggiare mai il casco per terra (neanche all’interno del box). È un oggetto sacro

- All’interno del box Rossi si tocca in sequenza le spalle, le mani e le gambe. Valentino continua il suo rituale di preparazione dedicandosi poi all’equipaggiamento: indossa casco, tuta, guanti e stivali seguendo sempre la stessa sequenza. Questo “rituale di vestizione” è osservato anche da altri piloti (Alex Rins, ad esempio, mette sempre prima lo stivale destro e poi il sinistro, prima il guanto destro e poi il sinistro, eccetera…)

- Max Biaggi ha indossato sempre la stessa biancheria intima per tutta la carriera

- Hiroshi Aoyama, ex pilota giapponese della Ktm (oggi collaudatore Honda per la MotoGP), benediceva il box e la moto tutte le mattine, poi cospargeva di sale grosso la moto e il casco

- Jorge Lorenzo si fa intervistare sempre inquadrando il lato sinistro del suo volto. All’inizio era un puro vezzo estetico, adesso è diventato un gesto scaramantico

- Danilo Petrucci, dal venerdì di Libere alla domenica di gara, utilizza sempre le stesse calze

- Valentino Rossi, prima di partire per un GP, prepara sempre la valigia alla stessa maniera. In modo particolare, dedica molta cura alla sistemazione dei suoi famosi calzini. Li sistema in valigia in un determinato modo, ed alcuni calzini sono “più importanti degli altri”. Li osserva, nota le minime differenze e stabilisce quali saranno i calzini delle prove, quelli delle qualifiche e quelli della gara. All’apparenza quei calzini sembrano tutti uguali, ma Vale vede la differenza tra un paio e l’altro. Una precisione che serve a Rossi anche per mettere ordine nella testa del campione. Nel box, così come a casa sua, Valentino adora sistemare gli oggetti in modo preciso, quasi maniacale. Il segreto della sua concentrazione è anche questo

- Routine immancabili anche in casa Ducati: Lorenzo e Dovizioso, quando sono in griglia, dopo aver allineato la moto in pista con i meccanici, lasciano sempre la moto per andare in bagno

- Prima di entrare definitivamente in pista, Valentino si accuccia sempre alla destra della moto. È uno dei gesti più famosi del campione della Yamaha. Rossi si concentra in religioso silenzio al fianco del suo bolide. Lo stesso pilota ha spiegato che questo gesto gli serve per cercare un dialogo con la sua moto, per trovare fiducia nella sua compagna prima di dare battaglia in pista

- Loris Capirossi sale sempre sulla moto dal lato destro

- Andrea Iannone si fa sempre il segno della croce prima di salire in sella, mentre Yonny Hernández fa un segno della croce sopra il serbatoio della moto

- Nella 1981 Marco Lucchinelli è diventato campione del mondo: in quella stagione, sotto la tuta protettiva, indossava sempre camicia e cravatta

- Valentino Rossi, nella corsia box, si tocca il “basso ventre”, prima davanti e poi dietro. Un gesto immancabile, prima di dare gas in pista. Lo stesso Valentino spiega così il gesto: “Ormai è solo una cosa di superstizione. Prima le tute erano più strette e mi tiravano soprattutto nella zona delle gambe. Adesso invece lo faccio solo per concentrarmi meglio”

- La scaramanzia non riguarda solo i gesti, ma anche i simboli. Tra i più famosi, c’è sicuramente la tartaruga di Valentino Rossi. Un animale famoso nel mondo delle corse, dato che una tartaruga modellata in oro fu regalata da D’Annunzio a Nuvolari, con tanto di dedica “All’uomo più veloce, l’animale più lento”. Rossi è rimasto affascinato da questo episodio, al punto da “adottare” la tartaruga come suo piccolo porta fortuna. Valentino, oltre ad aver tatuato la tartaruga sul corpo, la inserisce nelle tute e nei caschi

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