MotoGP, GP Valencia: qualifiche nel segno di Marquez, Dovizioso rincorre

MotoGp

Giovanni Zamagni

Marc Marquez GP Valencia 2017 (Getty)

Marquez (nonostante una scivolata) chiude le qualifiche davanti a Zarco con la Yamaha 2016 e alla Suzuki di Iannone. Sesto Pirro, wild card Ducati, settimo Rossi. Solo nono Dovizioso: la lotta per il Mondiale è durissima, ma non è finita fino alla bandiera a scacchi

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Diciamo che è andata come peggio non si poteva: Marquez in pole (scontata, la 73esima della carriera, ottava della stagione) e velocissimo nel passo, Dovizioso nono e con grande difficoltà a far scorrere la sua Ducati. Perché vinca il titolo, Andrea deve arrivare primo e sperare che Marc non faccia meglio di 12esimo: ma se un errore di Marquez ci può sempre stare – lo spagnolo è caduto anche oggi, la 27esima stagionale -, il successo del pilota della Ducati appare alquanto improbabile. E’ vero che non è la prima volta che Andrea scatta così indietro, ma a differenza di altri GP, qui non sembra avere le carte da giocare per imprimere il suo ritmo alla gara. Anche ipotizzando un problema per Marquez, ci sono almeno quattro piloti che in questo momento sono più efficaci di lui: Zarco, Pedrosa, Lorenzo, forse anche Iannone. Oltre a Marquez, naturalmente. Tutti piloti che partono davanti a lui.

Il solito Marquez

Insomma, è ancora più dura rispetto a quanto già lo fosse alla vigilia, con Marquez che, fino adesso, ha fatto quello che ha voluto, dominando sul passo tutti i turni e facendo subito un tempone, 1’29”897, al primo tentativo. In quel momento, Marc aveva 563 millesimi di vantaggio sul più immediato inseguitore; come dire, che avrebbe potuto tranquillamente accontentarsi. Ma non è da lui, soprattutto in qualifica e con la seconda gomma è partito all’attacco per migliorarsi ulteriormente: già alla curva uno è entrato troppo forte, ma si è salvato, ma alla quattro, la prima a destra dopo le tre a sinistra, è finito a terra, tradito dall’anteriore. Correndo nella sabbia verso la moto, Marquez, istintivamente, stava per dare un calcetto alla Michelin, ma si è trattenuto: chiara, comunque, la colpa della scivolata, perlomeno per il pilota della Honda.

Anche Lorenzo a terra

A completare la prima fila Johann Zarco – miglior pilota Yamaha sullo schieramento per la seconda volta consecutiva -, molto fiducioso di potersi giocare la vittoria (ha un ottimo passo) e un Iannone che su questa pista si esalta sempre. Lui dice che la MotoGP è sempre più simile alla F.1, dove il pilota fa poca differenza, ma la sua prestazione di oggi dice, al contrario, che il pilota può ancora dire la sua. Perlomeno per un giro. Quarto Jorge Lorenzo, partito per queste qualifiche con l’obiettivo minimo di conquistare la prima fila, fallita per pochi millesimi (61) anche a causa di una caduta alla curva 13 mentre viaggiava su tempi vicini a quelli di Marquez. Un’occasione sprecata, quindi, ma Jorge ha un buon passo, anche se non eccezionale come quello dei piloti Honda. Ci si aspettava di più anche da Dani Pedrosa, quinto ma molto costante, mentre, ancora una volta, è stato grande Michele Pirro, ottimo sesto.

Yamaha, che fatica

Settimo Valentino Rossi, che per come sono andate le libere, può anche essere contento: nelle FP3 è entrato nei 10 all’ultimo giro e per pochi millesimi, mentre il suo compagno di squadra, qui imbattibile nei test di novembre, ha fallito l’ingresso diretto in Q2 e non ha passato la Q1, chiudendo le qualifiche al 13esimo posto, incapace di controllare una moto che fatica a fermarsi in staccata, è poco fluida in curva e sembra bloccarsi sull’asfalto in accelerazione. Un mezzo disastro: ecco perché si può dire che Valentino ha salvato il salvabile. All’ottavo posto Aleix Espargaro, al ritorno dopo l’infortunio alla mano sinistra, all’11esimo Pol Espargaro, che però domani dovrà scattare dalla pit lane, perché la KTM ha utilizzato il decimo motore e, come da regolamento, è stato penalizzato. Male Danilo Petrucci (15esimo), male Cal Crutchlow (16esimo).

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