MotoGP Americas: da Roberts a Marquez, quarant’anni di corse in USA

MotoGp

Michele Merlino

John Kocinski vince la prima gara della Cagiva a Laguna Seca nel 1993 (foto Twitter)
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Ad Austin va in scena il terzo appuntamento del motomondiale 2018. Sarà la 31esima volta che si disputa un GP sul suolo americano. Dopo la mitica Daytona in Florida, la spettacolare Laguna Seca in California e Indianapolis, da sei anni la pista prescelta è il Cota - Circuit Of The Americas - di Austin. Storia, numeri e statistiche del motomondiale in USA

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USA terra di conquista per Honda

Le ultime 14 gare MotoGP corse negli Stati Uniti sono state vinte tutte dalla Honda: la sequenza è iniziata ad Indianapolis nel 2010 con Pedrosa. Sono seguite tre vittorie di Stoner (Laguna Seca 2011 e 2012; Indianapolis 2011), la vittoria di Pedrosa ad Indy nel 2012 e le 9 vittorie consecutive di Marquez a partire da Austin 2013 in poi (5 volte qui, 3 ad Indy ed una a Laguna Seca). Come se non bastasse le ultime 10 pole della top-class nelle gare disputate in USA sono state tutte conquistate dalla casa di Tokio. La sequenza è iniziata con Pedrosa ad Indy 2012 (quindi Marquez ad Austin 2013; Bradl a Laguna Seca 2013 e 7 pole di Marquez ad Indy ed Austin a partire dal 2013).
La Honda ha vinto più della metà delle gare della top-class corse negli USA: 17 su 31. Segue la Yamaha con 9 successi.

La ricorrenza: la Cagiva e Kocinski dopo la MV e Mike “The Bike” Hailwood

Sono passati quasi 25 anni da quel 12 settembre 1993 quando a Laguna Seca John Kocinski su Cagiva conquistava una delle tre vittorie del marchio italiano nella top-class (le altre sono l’Hungaroring 1992 ed Eastern Creek 1994, tutti circuiti scomparsi dal calendario del motomondiale). E’ l’ultima vittoria di una moto italiana su suolo americano nella top-class. In precedenza Mike Hailwood aveva vinto con la MV Agusta a Daytona nel 1964 e 1965.

Gli americani in top class, grandi piloti, veri duri

I piloti americani, che hanno segnato un’epoca a cavallo tra la seconda metà degli anni ’70 e la prima metà degli anni 90’ (basi pensare a gente del calibro di Kenny “the king” Roberts, Freddie “the fast” Spencer, Eddie Lawson, Wayne Rainey…) hanno vinto in totale 15 mondiali, l’ultimo con lo sfortunato Nicky Hayden nel 2006, salendo ben 154 volte sul gradino piu’ alto del podio nella top-class. L’ultimo a vincere fu Ben Spies, ad Assen 2011: fu la sua unica vittoria in MotoGP. Hayden è stato anche l’ultimo pilota statunitense ad aver preso parte ad una gara MotoGP: Phillip Island 2016. Quest’anno si ricordano i 40 anni dal primo mondiale statunitense in 500 con Kenny Roberts e la Yamaha

Le ultime edizioni ed il dominio di Marquez

Marc Marquez è imbattuto ad Austin: 5 pole, 5 vittorie, 4 giri veloci, 2 gare condotte dall’inizio alla fine (2014 e 2016). È l’unico pilota ad essere salito sempre sul podio ad Austin (...e sempre come vincitore). Come se non bastasse è partito in pole nelle sue ultime 7 gare corse negli USA: la sequenza è iniziata ad Indy nel 2013 (10 pole in totale negli USA, considerando tutte le classi).

2017 - Il poleman Marquez resta in scia a Pedrosa per otto giri, quindi lo passa e fa il vuoto (4 secondi di vantaggio prima del rallentamento finale). Nel finale Rossi passa Pedrosa per la seconda posizione: mossa che gli vale la leadership mondiale a danno del suo compagno di team Vinales.

2016 - Marquez domina dalla pole (6 secondi di vantaggio all’arrivo), dietro a lui è festival di cadute: il primo è Rossi, quindi Pedrosa falcia Dovizioso. L’eliminazione di questi tre lascia a Lorenzo una facile seconda posizione davanti a Iannone.

2015 - Dovizioso prende il comando alla prima curva, ed il poleman Marquez si piazza dietro a lui. Dopo cinque giri lo spagnolo passa la Ducati e fa il vuoto. Costruisce un vantaggio di oltre 5 secondi, prima di rallentare per il finale. Dovizioso conserva la seconda posizione e Rossi è terzo.

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