Red Bull in F1 e Ktm in MotoGP, storie parallele

Moto GP

Antonio Boselli

La casa austriaca sembra decisa a ripetere il progetto vincente: dalla Formula 1 alla MotoGP con la Factory Racing

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La Red Bull ha deciso, dopo aver vinto in F1 vuole ripetersi anche in MotoGp. Il percorso, fino ad ora, appare molto simile: nelle quattro ruote il gran capo della Red Bull Dietrich Mateschitz decise di investire nel 2005 rilevando la scuderia Jaguar. All’inizio di questa avventura, nel paddock si sprecavano i sorrisi e le battutine per un team che sembrava più investire nell’hospitality, nelle ombrelline e nei party post gran premio. In realtà a Milton Keynes, sede del team in Inghilterra, si stava preparando una rivoluzione silenziosa, rinnovando le infrastrutture della factory e soprattutto facendo mercato dei migliori ingegneri, tra cui Adrian Newey strappato alla McLaren. La svolta è avvenuta nel 2009 quando, con un cambio regolamentare epocale, la squadra inglese di licenza austriaca, ha costruito una macchina che nei suoi fondamentali è risultata vincente. È così arrivato un dominio a partire dal 2010 durato per quattro stagioni grazie al team, diventato un riferimento per le simulazioni e la correlazione tra galleria del vento e pista, e Sebastian Vettel prodotto del vivaio. Proprio il Red Bull Junior program gestito da Helmut Marko, ex pilota austriaco ed eminenza grigia, ha sfornato i migliori talenti degli ultimi anni a partire da Vettel per arrivare a Verstappen. Questo è il secondo pilastro dell’avventura della Red Bull in F1, ovvero creare una filiera per allevare giovani talenti da far crescere, avvalendosi anche della Toro Rosso, ovvero la Minardi acquistata per diventare il junior team. Passando alle due ruote il percorso, è simile, dal punto di vista tecnico la Red Bull ha scelto l’alleanza strategica con la Ktm, team austriaco in grande espansione. Nel 2017 il ritorno in Motogp con una moto che ancora deve crescere tanto dal punto di vista delle performance. Ma come successo per la F1, non c’è fretta di vincere subito anche perché a così altro livello, tra moto e auto, arrivare al top è molto difficile e per nulla scontato. Gli investimenti però sono imponenti, Johann Zarco è un tassello importante per la crescita della squadra ma non solo, la Ktm fornirà altre due moto ufficiali al team francese Tech3. Saranno così schierate quattro moto ufficiali per velocizzare i tempi dello sviluppo. Il team ufficiale schiererà Zarco e Pol Espargaro, il team Tech 3 potrà contare su Miguel Oliveira e su un altro pilota, che nelle intenzioni di Hervè Poncharal, boss del team francese, potrebbe essere Syahrin. Ma non è finita qui, come dimostra l’accordo tra Tech3 e la Ktm che fornirà anche le Moto2, si vuole ricreare la filiera dei giovani piloti che inizieranno dalla Red Bull Rookies Cup, categoria propedeutica alla Moto3, per proseguire nel team Red Bull in Moto3, poi in Moto2 e infine, per i più bravi, in MotoGp. Un piano lungo, difficile e costoso ma che le due case austriache, Red Bull e Ktm, vogliono vincere e considerando i precedenti non è detto che non ci riescano.

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