Romano Fenati story: gioie e dolori della carriera

MotoGp

Paolo Lorenzi

Quella di Romano Fenati è una storia di grandi promesse, successi e delusioni, ma anche di comportamenti spesso al limite: ripercorriamo i momenti principali della sua carriera

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L'EDITORIALE DI GUIDO MEDA

Un attimo di follia, un gesto inconsulto, la penalità che si trasforma in un incubo. La pazza domenica di Romano Fenati sembra un vero e proprio calcio a una carriera che prometteva molto già agli esordi col team Italia nel 2012. E che poteva concretizzarsi dopo l'approdo nel 2014 al team Sky VR46. La prima vittoria della stagione, in Argentina, sotto lo sguardo vigile di Valentino Rossi, seguito da altri tre successi, l'ultimo in Spagna ad Aragona. Fenati sembra una scommessa già vinta. Ma alle vittorie si accompagnano le intemperanze in pista, sintomo di un carattere indomabile, difficile da gestire.

Nel 2016 gli screzi col team si concludono con il suo licenziamento durante il Gran Premio d'Austria. Fenati cerca il rilancio nel 2017 con il team Ongetta. La sua carriera riprende, Romano pare aver ritrovato l'equilibrio: arrivano le vittorie in Argentina e a San Marino, dove un anno dopo, nel frattempo approdato alla classe Moto2, l'ascolano con un inqualificabile gesto di reazione nei confronti di Stefano Manzi piomba nella crisi più nera della sua storia sportiva.

Il resto è cronaca di oggi: le due giornate di squalifica, il licenziamento del team Marinelli, la porta chiusa dal team MV dove avrebbe dovuto trasferirsi nel 2019. Infine le scuse, tardive, ma forse sincere, perché solo da qui si può ripartire.

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