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11 marzo 2019

MotoGP, GP Qatar 2019: vittoria, forse. Il risultato di Dovizioso resta congelato

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Dovizioso vince in pista la gara e il corpo a corpo con Marquez, ma poi la Ducati incassa un reclamo contro l'appendice aerodinamica posteriore. La decisione finale nei prossimi giorni. Peccato perchè il mondiale è partito con una gara straordinaria, che aveva parzialmente ritrovato anche Rossi e ha certamente trovato la Suzuki

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Era stato tutto molto bello, molto poco prevedibile, molto Dovi e molto Ducati. Fino al reclamo a tarda sera quella del Qatar era stata una gran bella gara, di quelle basate sulla strategia per portare le gomme intere al traguardo. Quando i big, quelli esperti tipo Dovizioso, si mettono davanti a rallentare appositamente il ritmo, saltano fuori i giovani come Alex Rins o come Johan Mir a forzare l'andatura felicemente scriteriati, ma come è giusto che sia alla loro età.

Ridimensionati quelli, la classifica finale non mentirà riproponendo un finale a due di quelli che già conosciamo. Dovizioso contro Marquez. La Honda ha fatto un passo avanti enorme sul motore che ora va come quello Ducati e non è banale. E' così e il tema si ripresenterà nella stagione. I sorpassi fondamentali sono due: uno quando Dovi incespica al penultimo giro e Marquez lo passa, l'altro quando all'ultima curva Marquez attacca di nuovo in maniera durissima, ma Dovizioso, con lucidità imbarazzante, incrocia la traiettoria e va a vincere. Sul podio con Dovi e Marquez ci va un onestissimo Crutchlow che la Honda ce l'ha proprio come Marquez. Poi arriva il reclamo contro l'appendice aerodinamica della Ducati. Quattro squadre ne contestano la funzione e la liceità.

Aprilia, Suzuki, Ktm e Honda si schierano: quell'appendice secondo loro genera del carico aerodinamico verso il basso, funzione vietata dal regolamento. La Ducati si oppone dichiarando che la sua soluzione era già stata presentata alla Fim e validata dalla direzione tecnica del campionato come strumento per convogliare aria fresca sulla gomma posteriore impedendone il surriscaldamento. In primo grado, con lo steward panel, il reclamo è respinto. La direzione tecnica non sconfessa se stessa. Ma gli avversari della Ducati non ci stanno e passano al contrattacco con un ricorso successivo al "panel of Appeal" presente in circuito che, in mancanza della documentazione sufficiente, nella notte ha rinviato la decisione alla Corte d'appello della Fim a Ginevra che dovrà decidere nei prossimi giorni. E' un braccio di ferro politico durissimo. Si cerca di aprire una cricca nella capacità di Dall'Igna di interpretare i regolamenti fino al limite. Ducati peraltro sapeva che utilizzando quell'appendice saerebbe andata incontro alle proteste degli avversari, ma si è fidata delle procedure seguite e si è fatta forte delle proprie convinzioni e della propria buonafede. La battaglia, tipica per la F1 da cui proviene Massimo Rivola al debutto da Team Principal Aprilia e AD di Aprilia Racing, è una bomba per un ambiente che si è abituato a sussurrare in privato, sempre,  ma ad agire in pubblico mai.

Aspettando di capire come andrà a finire diciamo che la Suzuki con Rins quarto e Mir ottavo si è candidata ufficialmente a terza forza; è anche meglio della Yamaha che trova nel solito Rossi, quinto, il proprio risultato migliore. E' consolatorio per Rossi ma fino ad un certo punto perchè significa che la moto ancora non c'è, come dimostra Vinales che fino al sabato sembrava Superman e poi si è perso in una gara resa anonima dal consumo della gomma posteriore che credeva di aver sconfitto. Il realismo di Rossi continua a prevalere sulle sensazioni un po' altalenanti di Vinales. Tra i delusi ci sono anche Danilo Petrucci sesto con l'altra Ducati, equipaggiata con entrambe le gomme morbide in un tentativo di contropiede, e Jorge Lorenzo tredicesimo, ma maledettamente dolorante e contuso dopo le due cadute in prova.

Gli highlights della gara

L'ordine di arrivo

1 Andrea DOVIZIOSO 42'36.902
2 Marc MARQUEZ +0.023
3 Cal CRUTCHLOW +0.320
4 Alex RINS +0.457
5 Valentino ROSSI +0.600
6 Danilo PETRUCCI +2.320
7 Maverick VINALES +2.481
8 Joan MIR +5.088
9 Takaaki NAKAGAMI +7.406
10 Aleix ESPARGARO' +9.636
11 Franco MORBIDELLI +9.647
12 Pol ESPARGARO' +12.774
13 Jorge LORENZO +14.307
14 Andrea IANNONE +14.349
15 Johann ZARCO +15.093
16 Fabio QUARTARARO +15.905
17 Miguel OLIVEIRA +16.377
18 Karel ABRAHAM +22.972
19 Tito RABAT +23.039
20 Hafizh SYAHRIN +43.242

Non classificati
Bradley SMITH 2 Giri
Jack MILLER 10 Giri
Francesco BAGNAIA 13 Giri

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