MotoGP, Dall'Igna: "Ducati valuta reclamo contro le ali Honda"

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In attesa della decisione sulla vittoria di Dovizioso in Qatar, il Dg Ducati Gigi Dall'Igna mira alla Honda, che con altre tre case aveva presentato reclamo per uno spoiler presunto irregolare

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Per la prima volta nell'era moderna della MotoGP il risultato di una gara, la vittoria di Dovizioso in Qatar, non è ancora confermata, bisognerà aspettare la corte d’appello della FIM. Proprio perché è la prima volta in cui il risultato viene congelato, sei rimasto sorpreso?

Dall'Igna: "Sono rimasto abbastanza sorpreso soprattutto dal comportamento della Honda che, oltre ad essere protagonista del Motomondiale è anche uno dei padri fondatori della MotoGP moderna insieme a Ducati e Yamaha. Fino a oggi, tutte le dispute di natura tecnica erano state risolte o all'interno dell’Associazione Costruttori o comunque discutendo con il direttore tecnico. Abbiamo sempre trovato una risposta a tutti i quesiti che i vari costruttori ponevano di volta in volta. Il fatto che Honda abbia messo in discussione le scelte del direttore tecnico, mette noi nella condizione di porci il problema se fare un reclamo nei loro confronti. Le ali della Honda per noi sono onestamente pericolose. Non solo, per come sono fatte e con una base tanto esile potrebbero essere soggette a deformazioni importanti per i carichi che subiscono e quindi magari svolgere la funzione di appendici mobili (vietate dal regolamento ndr). Non avevamo mai preso in considerazione l'ipotesi di un reclamo in questo senso, ma se qualcuno, in particolare la Honda, ha messo in discussione l'operato di Danny Aldridge, ci mette in condizione di pensare ad un eventuale reclamo nelle prossime gare".

Sì, perché il rischio è anche questo: mettendo in dubbio come è successo in Qatar il parere del direttore tecnico si rischiano discussioni infinite, in un sistema che invece fino a qui aveva funzionato…

"Il rischio è che ci sia un ricorso a ogni gara. Perché questa situazione sta scardinando completamente quelle che sono state le regole nel campionato MotoGP dal suo inizio fino a oggi".

C'erano altri tre team con Honda, e sembra che l'appello fosse stato preparato prima ancora che ci fosse il rigetto del primo grado. C'è stato un inasprimento delle posizioni che non vi aspettavate?

"Onestamente non ce lo aspettavamo, di sicuro. Perché fino a oggi tutti i vari problemi di natura regolamentare erano stati discussi all'interno dell'MSMA, magari con qualche malumore da parte di qualcuno (anche nostro, in alcune circostanze). Ma avevamo sempre trovato, all'interno di quelle che noi riteniamo le sedi opportune, un chiarimento e una revisione eventuale del regolamento tecnico. Quindi credo che non ci fosse nessun bisogno di arrivare a questi estremi, di arrivare a un reclamo ufficiale in gara".

Visto che la questione era stata chiarita una settimana prima del GP, qual è l'obiettivo di queste quattro squadre?

"Prima di tutto credo che volessero intimidirci ed evitare che noi utilizzassimo una parte giudicata regolamentare dal direttore tecnico, impedendoci di usare questa appendice. Le altre case si sono trovate costrette ad andare avanti in una situazione che, onestamente, se fossi in loro troverei imbarazzante".

A questo punto cosa vi aspettate dalla Corte d’Appello della FIM?

"Noi siamo assolutamente tranquilli perché il nostro sistema serve a raffreddare la gomma posteriore, abbiamo delle evidenze sperimentali che lo dimostrano. Siamo tranquilli e ci aspettiamo che la Corte d’Appello ci dia ragione su tutto".

Nel caso contrario, c’è la possibilità di ricorrere al CAS (Corte Arbitrale dello Sport), ma si alzerebbe ulteriormente il livello dello scontro… Avete pensato di poter arrivare a quel punto?

"Onestamente non abbiamo ancora pensato a cosa possa succedere se la Federazione non dovesse essere favorevole nei nostri confronti. Anche perché abbiamo così tante evidenze che giustificano il nostro comportamento che non siamo per niente preoccupati. Abbiamo l'approvazione del direttore tecnico, che vale come ammissione di regolarità completa. Abbiamo delle misure sperimentali che evidenziano come il sistema raffreddi effettivamente la gomma posteriore. Non altera il comportamento delle sospensioni, quindi i carichi generati dal sistema sono trascurabili nell'insieme dei carichi totali. Insomma, abbiamo così tanti motivi per ritenere che l'appello si risolva a nostro favore che non stiamo pensando a come procedere se così non fosse".

Riguardo alla Honda, da quando siete in MotoGP avete sempre collaborato proficuamente, ti sei dato una ragione per spiegare questo cambio?

"È qualcosa che ci ha sorpreso, per le modalità che i nostri competitors hanno utilizzato per impedirci di fare il nostro lavoro, ovvero cercare di contrastare la potenza di Honda e la forza di Marquez. Questo ci sembra assolutamente ingiusto e completamente anti-sportivo".

Anche una caduta di stile, rispetto a come si sono comportati in questi anni?

"È un cambio che definirei epocale per la MotoGP, ancor più del passaggio dal due tempi al quattro tempi".

Riguardo alle altre case: Suzuki, KTM e Aprilia. Perché pensi lo abbiano fatto?

"Onestamente me lo spiego poco, soprattutto nel caso di KTM e Aprilia, perché se fossi in loro penserei a qualcos'altro in questo momento: a cercare di sviluppare la moto. Diverso l'approccio che possono avere Suzuki e Honda, che effettivamente possono trarre un vantaggio concreto da una eventuale squalifica di Ducati e Dovizioso alla prima gara".

E la Yamaha? Ha scelto di stare fuori da questa ‘alleanza’', questo ti ha sorpreso?

"No. Io la ritengo una scelta normale. Se fossi stato nella posizione di Yamaha o Honda avrei agito esattamente come ha fatto Yamaha: avrei cercato un chiarimento all'interno delle sedi opportune. Perché Honda, Ducati e Yamaha devono essere considerati come i soci fondatori della MotoGP, sono le case che storicamente hanno sempre partecipato alla MotoGP e quindi devono avere una visione molto più sportiva del sistema. Inoltre Yamaha aveva utilizzato un sistema analogo al nostro l'anno scorso, e nessuno dei competitors aveva fatto nessun reclamo né richiesto nessun chiarimento. E questo è qualcosa di strano. Quindi che Ducati sia sotto pressione da parte degli avversari per tutte le soluzioni tecniche innovative che porta è un'evidenza. Ma ribadisco: Ducati porta soluzioni sicuramente innovative ma che sono all'interno del regolamento.
Devo dire che questa cosa ha aiutato a ricompattare ulteriormente Ducati. Noi pensiamo solo a dare ai piloti la moto migliore possibile. Dobbiamo sempre ragionare così, senza farci intimorire da quello che fanno i nostri competitor.

Non c'è rischio che Ducati pensi che non sia più lo sport che faccia per lei, se lo scontro diventasse ancora più acceso?

"Io spero che questo sia solo un episodio che porti a un ragionamento complessivo da parti di tutti, teso a fare del bene a questo sport. Comportamenti come quello di Doha fanno male allo sport, tolgono credibilità alla federazione e al campionato. E questo è un male, per tutte le persone che vivono per questo sport, che credono in questo sport, e che gioiscono davanti alla televisione ogni volta che Dovizioso fa qualcosa di bello come quello che fatto a Doha".

La programmazione

Lo speciale "Dall'Igna, adesso parlo io" verrà riproposto, sempre su Sky Sport MotoGP, anche domani alle 13.45, sabato 16 marzo alle 11 e alle 18, domenica 17 marzo alle 9.30, prima del via del secondo round del Mondiale Superbike in Thailandia.

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