Motomondiale, l'Argentina "loca" di Moto2 e Moto3: l'analisi sulla gara di Rio Hondo

MotoGp

Rosario Triolo

In pista possono succedere tante cose, ma a Termas de Río Hondo, dove si è svolto il secondo Gran Premio della stagione, la locura sudamericana è stata trasmessa ai piloti in modi strani e curiosi, tutti da ricordare

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Fratelli irresponsabili

Nelle gare di Moto2 e Moto3, per esempio, i fratelli Binder non hanno risparmiato guida aggressiva e carenate a vita persa a chiunque capitasse nelle loro zone. Darryn, il più giovane, è stato definito "kamikaze" da Dalla Porta, che nell’ultimo giro ha perso il podio dopo uno dei tanti contatti di gara del sudafricano, poi finito secondo. È andata peggio a Brad, che dopo qualche sorpasso oltre il limite su Luca Marini e Marcel Schrötter è stato punito per guida irresponsabile perdendo la quinta posizione conquistata al traguardo a favore del tedesco e retrocedendo in sesta.

I dolori dei giovani rookies

Bulega e Di Giannantonio, rivali da sempre, sono stati uniti nei dolori (fisici) durante il Gp di Moto2: il pilota dello Sky Racing Team VR46 ha dovuto abbandonare la corsa mentre occupava la posizione di miglior rookie per un forte dolore al braccio destro che lo ha accompagnato per tutto il weekend. Dovrà operarsi di sindrome compartimentale per essere in forma per Austin. Un crampo alla gamba sinistra, indispensabile per utilizzare il cambio, ha invece costretto al ritiro Fabio Di Giannantonio. Il dispendio fisico della Moto2 è superiore alla Moto3, e anche a questo dovranno abituarsi gli italiani provenienti dalla categoria più piccola. Una difficoltà in più che sembra non avere Enea Bastianini, per la seconda volta in due gare "bestia" rookie all'arrivo.

Cavi, Freni, Bulloni e "blip": Moto2 inaffidabile!

La Moto2, cambiata con l’introduzione dei motori Triumph e dell’elettronica, ha conosciuto in Argentina i primi difetti tipici delle cose nuove. Sam Lowes ha dovuto sostituire il cambio tra venerdì e sabato, per esempio. Baldassarri, il vincitore e leader del Mondiale a punteggio pieno, ha sperimentato due problemi diversi: prima il malfunzionamento del "blip", il meccanismo che permette di non usare la frizione in scalata, poi uno spegnimento improvviso della sua moto per un problema elettrico, che per poco non gli causava un tamponamento da parte di Schrötter. Per fortuna tutto nelle prove. Infatti è andata peggio a Xavi Vierge, che dopo la pole position non ha potuto neanche partire per un analogo problema elettrico, causato da un cavo che ha provocato un cortocircuito dopo il quale è stato costretto a rinunciare alla gara nel giro di ricognizione. Premio sfortuna, però, a Simone Corsi. Dopo difficili sessioni di prove libere a causa di malfunzionamenti ai freni, risolti anche da lui in prima persona con chiavi e bulloni in mano, il pilota romano era riuscito a entrare nel Q2 e a fare una bella gara da top 10, fino a un imprevisto ritiro a pochi chilometri dal traguardo. Si è svitato il bullone del pignone… per lo meno non lo aveva montato lui!

Messaggi vocali al Boss E ringraziamenti da top rider

A un certo punto, in una delle free practice di Moto3, Arón Canet ha mandato un messaggio vocale con whatsapp. Comportamento poco professionale? Macché! Stava rispondendo al suo capo! Che, per inciso, è Max Biaggi, il team owner per il quale corre lo spagnolo con la sua Ktm. Cosa si saranno detti? Probabilmente il sei volte Campione del Mondo di motociclismo gli avrà dato qualche consiglio per correggere qualcosa, dopo averlo visto dal divano in tv. Alla fine della gara, invece, Tony Arbolino, al primo podio in carriera, ha voluto fare un ringraziamento speciale: dedicato a Jorge. Sì, proprio quel Jorge: Lorenzo, che ha aiutato Tony offrendogli la possibilità di allenarsi nella sua palestra di Lugano con il suo stesso preparatore fisico, Iván López.

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