MotoGP, Danilo Petrucci: "Mi manca la mia Ducati. Il rinnovo? Ne parleremo in estate"

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Antonio Boselli

Antonio Boselli

Il pilota della Ducati è nella sua Terni in questi giorni in cui tutti devono restare in casa per fronteggiare l'emergenza coronmavirus: "Mi manca tutto della mia moto, di solito tutto quello che si fa è in sua funzione. Sarebbe bello ricominciare dal Mugello e a porte aperte". Sul futuro: "Del contratto parleremo a luglio o agosto"

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Danilo Petrucci ha preferito tornare a Terni per passare questo periodo così particolare per lui e per tutti gli italiani. Il pilota della Ducati è a casa dei suoi genitori e con suo fratello e sta continuando a prepararsi per l’inizio della stagione, ma la grande incertezza che regna nel mondo oggi rende le cose complicate.

 

Ciao Danilo, come stai? Dove sei e come stai passando questo momento così particolare?

"Sto bene, sono a Terni a casa dei miei genitori, purtroppo siamo tutti bloccati. Sto per andare ad allenarmi, ho allestito una piccola palestra, poi vado a fare giri in bici però non è come ci aspettavamo, oggi dovevamo volare in Tailandia".

 

Ecco, come ci si prepara perché non si sa neanche quando inizia il Mondiale, vi siete fatti un’idea in Ducati?

"Essendo un virus globale, le informazioni sono le stesse per tutti. Non sappiamo se si comincerà ad Jerez, forse a porte chiuse come dicono alcuni. C’è chi dice che si potrebbe addirittura cominciare dal Mugello a giugno perché anche la Formula1 inizierà a giugno. Ecco, diciamo che oltre ad allenarmi e a stare con i miei familiari, leggo tante notizie e mi tengo informato, ma le informazioni sono uguali per tutti".

 

Come hai preso la notizia della cancellazione della gara in Qatar e di tutta questa situazione?

"È stato molto deludente, per un bel po’ non mi scorderò la telefonata di Davide Tardozzi, team manager Ducati, in cui mi ha detto che non si correva in Qatar e che la Tailandia veniva posticipata perché all’inizio pensi che non sia possibile che una gara venga cancellata, poi mi è scesa la tensione perché eravamo preparati. La cosa più brutta è che non sappiamo quando potremo ricominciare, quindi anche per la preparazione, mi continuo ad allenare però è chiaro che intensificheremo la preparazione mano a mano si potrà riprendere. Ora mi sto allenando in bici, su vari percorsi di montagna perché come atleti professionisti ci è concesso".

 

L’idea di avere un calendario compresso nel finale, ti preoccupa o può essere un valore aggiunto per te?

"Non so a livello fisico come sarà avere tante gare alla fine, questa è una cosa nuova per tutti. Cominciassimo da Jerez, le piste in sequenza mi piacciono, sono sempre andato bene anche a Le Mans e al Mugello, Barcellona, Assen. E’ chiaro che non faremo la pausa estiva, bisognerà vedere dei climi mai visti come in Argentina, USA e Valencia ma nessuno sa come potremo reagire".

 

Tu sei in una posizione particolare perché devi rinnovare il contratto con Ducati o sposare un nuovo progetto.

"Non abbiamo parlato di contratto con Ducati, sicuramente lo avremmo fatto se il campionato fosse iniziato. Tutto si rimanderà a luglio e agosto, nella fase centrale del campionato per vedere meglio i valori in campo. E’ chiaro che vorrei continuare a correre con Ducati, sono con loro dal 2015 e ho sempre desiderato di essere nel posto che ricopro ora. So che ci sono tanti piloti forti che voglio la mia moto, ma l’obiettivo è di rimanere qua per tanti anni. Il rinnovo è in mano mia, dipende tutto dai miei risultati, ma se non sarò bravo abbastanza, mi dovrò guardare intorno ma mi dispiacerebbe. Non ci ho ancora pensato, è un’ipotesi che non ho metabolizzato, vorrei prima cominciare a correre, pensare prima alle gare, quello che poi viene viene".

Certo che se il Mondiale cominciasse al Mugello, e questo ci riporta indietro alla tua splendida vittoria di un anno fa

"Tornare a correre dalla gara del Mugello? Non sarebbe male, ma mi piacerebbe cominciare prima da Jerez, perché aspettare altri due mesi e oltre senza moto sarebbe dura. Se ricominciassimo al Mugello sarebbe bello e lo sarebbe ancora di più con i tifosi, a porte aperte dopo quetso difficile periodo".

Cosa ti manca della tua Ducati?

"Manca fare un giro, alla fine tutto quello che fai nella giornata lo fai per lei. Dall'allenamento alla fisiorerapia, poi tutti gli altri impegni. E adesso che non c'è, ti alzi la mattina e ti vai ad allenare. Però non c'è quella verve e quella cosa che ti fa dire dentro 'domenica c'è la gara'. Parlo della preoccupazione, della tensione e dello spirito della vigilia. Questa è la pressione e, anche se nessuno vuole starci dentro, è quella che ti fa sentire un po' più vivo. E quando manca quella, non ti senti proprio te stesso. Mi manca molto".

 

C’è qualcosa di positivo che trovi in questo momento?

Sto tanto con i miei familiari, purtroppo non vedo gli amici però ho la possibilità di allenarmi fuori, in montagna, sui sentieri, in solitudine però è molto bello riscoprire la natura senza avere la fretta di tornare a casa per partire il giorno dopo in aereo, ecco trovare del tempo per sé stessi".

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