Cose tra uomini

MotoGp
Guido Meda

Guido Meda

©Getty

Finalmente Dovi gonfia il petto, è tronfio,  abbandona la sua sobrietà, in nome di una ragione da affermare. Riflessioni e motivi sulla fine di una cosa tra Uomini

LE PAROLE DI DOVIZIOSO

Litigare si può. A volte si deve. E’ liberatorio, resetta, rilancia. Ci hanno provato anche Dovizioso e la Ducati che avevano buonissimi motivi per mantenere in quota il rapporto. Non è bastato e i motivi si sono visti bene nelle movenze di Dovizioso in sella dopo il traguardo, sul podio al posto del primo. Per la prima volta, finalmente, un po’ presuntuoso, egoriferito, tronfio e distante dalla suo tipico understatement. E’ andata storta per  due fattori coincidenti. Il primo: la difficile relazione personale tra lui e Gigi Dall’Igna (due geni razionali ciascuno a modo suo e pertanto naturalmente predisposti a scansarsi). Il secondo: l’eterno conflitto filosofico tra l’uomo che vuole vincere e l’azienda che deve vincere, per mantenere - è legittimo - alto il proprio buon nome, vendere le moto, tenere duro in un momento difficile per tutti. Non sono affatto tempo perso quegli anni vissuti insieme come alternativa vera alla Honda e a Marquez, non sarà magari tempo perso quello che verrà quando Dovizioso, forse, si sistemerà altrove , quando Ducati , forse, troverà la maniera di sostituirlo con una formula altrettanto efficace che ora è difficile da immaginare. 

Una trattativa che non c'è stata

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È stato tempo perso invece l’ultimo periodo di una trattativa che per davvero non c’è stata, con la Ducati - almeno questa è l’immagine che ci è arrivata e questa rimarrà finchè non ne sapremo di più - presa a muoversi su ogni pilota papapbile tranne che su Dovizioso; magari per comunicargli in tempo che era semplicemente finita, senza dover aspettare chissà quale altro risultato, senza tenerlo appeso ad un’offerta che pare non essere mai arrivata. Anche la Yamaha avrebbe potuto portare Rossi a fine carriera; non è stato bello scaricarlo, ma se non altro gliel’hanno detto per tempo e gli hanno prospettato un’alternativa. Se è vero che matrimoni e divorzi si fanno in due, allora forse Ducati e Dovizioso avrebbero dovuto cominciare prima a farsi vicendevolmente i complimenti, questo sì. Magari si inizia per finta e poi ci si crede per davvero. Avrebbe aiutato. Stoner se la prende con gli ingegneri, ma non può essere quello il tema. In Ducati gli ingengeri sono persone umanamente straordinarie, capacissime e fondamentali alla causa; non sarà un caso se ogni idea della Ducati finisce per essere copiata da tutti! Non si tratta qui nemmeno di scegliere quindi se abbia ragione Dovizioso o la Ducati. Si tratta di sottolineare che il fattore umano conta, sempre, più di tutto ed è capace di produrre decimi di vantaggio tanto quanto l’ingengeria. Fermo restando che per battere Marquez,  a chiunque servirebbe avere con sè semplicemente... Marquez. 

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