Iannone e la squalifica per doping: i possibili scenari dopo l'udienza al Tas di Losanna

doping

Si è tenuta al TAS di Losanna l'udienza di Iannone sul presunto caso di doping, che ha portato ai 18 mesi di sospensione. Giornata divisa in tre fasi: il dibattimento sulla carne contaminata, l’esame del capello, il colloquio con il pilota Aprilia. Le ipotesi sulla sentenza variano da una totale assoluzione alla conferma dei 18 mesi, fino all’estensione della squalifica a 4 anni come richiesto dalla Wada

IANNONE, LE DICHIARAZIONI PRIMA DELL'UDIENZA

Si è conclusa dopo circa 12 ore l'udienza presso il Tribunale arbitrario dello Sport di Losanna sul presunto caso di doping di Andrea Iannone. Ricordiamo che nella prima sentenza, il pilota italiano è stato condannato a 18 mesi di sospensione (che scadrà il 16 giugno 2021), sebbene la Federazione nel dispositivo avesse confermato che la presenza della sostanza dopante, il drostanolone, fosse dovuta a una contaminazione alimentare, ovvero della carne mangiata dal pilota italiano alla vigilia del Gran Premio della Malesia dello scorso novembre.

Udienza divisa in tre fasi

approfondimento

Iannone: "Sereno e motivato, l'Aprilia mi aspetta"

Il collegio arbitrale al Tas era presieduto dal francese Hamid Gharavi, la difesa era rappresentata da Franco Frattini, mentre l’accusa era costituita dall’inglese Michael Belloff. L’udienza si è articolata in tre fasi distinte: la mattina il dibattimento si è concentrato sulla carne contaminata, nel pomeriggio sull'esame del capello e sul colloquio con Andrea Iannone. La giornata si è chiusa con le dichiarazioni finali, dopo le quali gli arbitri si sono riunite in camera di consiglio.

I possibili scenari

Difficilmente la sentenza arriverà prima di settimana prossima, questi sono i possibili scenari:

Iannone, gli scenari

La difesa di Iannone

approfondimento

Rivola: "Sarebbe stupido non provarci per Dovi"

Andrea Iannone era assistito dall’avvocato Antonio De Rensis, che ha puntato a dimostrare che la quantità della sostanza dopante trovata nelle urine di Iannone il 3 novembre 2019 (1,150 milligrammi/ml) fosse talmente irrisoria da risultare incompatibile con un suo uso prolungato. Anzi, confermerebbe l’assunzione estemporanea tipica da contaminazione alimentare. Per corroborare la propria tesi, la difesa ha prodotto anche l’esame del capello di Iannone, che escludeva un uso prolungato della sostanza. La Wada ovviamente ha cercato di confutare la tesi difensiva, consapevole che se Iannone risultasse innocente, dovrebbe modificare il protocollo antidoping previsto in questi casi.

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche