Iannone e la squalifica per doping: "Si può fare ricorso al tribunale svizzero"

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Il pilota di Vasto ha ricevuto il Tapiro d'Oro da Valerio Staffelli dopo la squalifica per quattro anni per doping: "È una sentenza pesante - ha dichiarato Iannone -. Ce l’avevano con me? No, non credo… Penso però che ci siano cose che vadano oltre le sentenze purtroppo. Il ricorso si può fare al tribunale svizzero, però vediamo, prima bisogna capire… Cercherò di essere utile al mondo della MotoGP"

IANNONE E LA SQUALIFICA: LE TAPPE DELLA VICENDA

La sentenza del Tas è stata un colpo durissimo alla carriera di Iannone, squalificato per doping per 4 anni a partire dal 17 dicembre 2019. La pena iniziale di 18 mesi in primo grado è stata inasprita, come richiesto dall'Agenzia mondiale antidoping. Andrea non potrà tornare in pista prima del dicembre 2023, quando avrà 34 anni. Il pilota di Vasto, che oggi vive a Lugano, è stato raggiunto in Svizzera da Valerio Staffelli, inviato di 'Striscia la notizia' che gli ha consegnato il Tapiro d'Oro. Iannone ha accettato il dono ed è tornato a parlare della sentenza: "È una squalifica pesante, abbiamo cercato di fare tutto il possibile per far andare questa vicenda in modo diverso. Ce l’avevano con me? No, non credo… Penso però che ci siano cose che vadano oltre le sentenze purtroppo. Il ricorso si può fare al tribunale svizzero, però vediamo, prima bisogna capire… Questa sentenza mi ha strappato il cuore, ma il cuore è un muscolo, quindi poi recupera, si riprende. Mi mancheranno i box, però cercherò di capire cosa si può fare per essere utile al mondo della MotoGP".

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