MotoGP, la pagella di Morbidelli per il Mondiale 2020: maturo e intelligente

Petronas
Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

Ha fatto fatica, ha lottato, ha dovuto cambiare stile ed abitudini e confrontarsi con avversari più veloci, ma ce l'ha fatta: da quarto su 4 piloti Yamaha, Morbidelli è risultato il migliore del 2020. Tra i protagonisti del Motomondiale, ha superato le mazzate di inizio stagione date dal compagno di squadra Quartararo e ha chiuso ad appena 13 punti dal campione del mondo Mir

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Il Campione del Mondo 2020 avrebbe potuto (forse addirittura dovuto) essere lui, diciamolo chiaro e subito. Il motivo è semplice: una sfortuna assoluta. Dei 3 zeri accumulati in tutta la stagione (14 gare) nessuno è infatti venuto soltanto da un suo errore, ma per colpa del motore (Jerez 2), di Zarco che lo ha centrato in Austria e di essere coinvolto nell'incidente di Rossi a Le Mans uscendo dalla situazione tra gli ultimi e poi una caduta a 8 giri dalla fine mentre tentava di recuperare. Insomma visto che i punti di distacco a fine stagione tra il Morbido e Mir sono soltanto 13, bè sarebbe bastato che Yamaha non facesse quel disastro con le valvole a Jerez. Il tamponamento folle di Zarco in Austria ha invece messo fine ad una gara che Mir stava dominando, quindi la sfortuna ha colpito anche il Campione, che però ha potuto correre la seconda gara e Morbidelli no.

Un'amicizia che Vale

L'intervista

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A parte i casi delle corse, che capitano e sempre capiteranno a favore o contro ogni pilota, il motivo vero di tanta stima nei confronti del "Duro" Morbido è stata la sua capacità di migliorare, di non lasciarsi rompere psicologicamente dall’inizio folgorante del suo compagno Quartararo, né dal fatto di avere una moto meno aggiornata. Da quarto su 4 piloti Yamaha, alla fine è risultato il primo, il migliore, il più vincente insieme a Quartararo (3 successi ciascuno sui 7 totali di Yamaha). L'ha aiutato sicuramente il rapporto di amicizia vera con Valentino Rossi che lo aveva accolto quando Franco perse il papà e che lo ha aiutato al massimo delle sue possibilità per diventare da pilota di SuperSport nel giro della Superbike a campione della Moto2. Nel Morbido di oggi ci sono centinaia di giorni passati al Ranch con la VR 46 Accademy ad allenarsi e imparare. Nella guida e nell'anima, nella testa.

Il risultato è questo pilota cattivo e tostissimo in pista, ma dolce, sensibile, educato, divertente nella vita. Il suo essere per metà (quella della mamma) brasiliano ha reso possibile un misto unico, un pilota assolutamente razionale e metodico, preciso, attento a tutti gli aspetti tecnici e un pilota che quando guida non se ne rende conto, viaggia in un'altra dimensione, uno stato mistico, magico come faceva Ayrton Senna. Il che la dice lunghissima sulle sue qualità uniche e spiega come sia riuscito a superare le mazzate che il compagno di squadra Quartararo gli aveva dato all'inizio di stagione, ad essere capace di rendere per tutto il campionato al massimo delle sue possibilità, imparando nel frattempo a farlo con maggior naturalezza.

La crescita

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Arrivare ai vertici per Morbidelli non è stato facile: l’esordio nel 2013 in Moto2, poi tutte le stagioni fino al 2017 quando stravince con 8 vittorie, un secondo e 3 terzi posti. Ma per arrivare ha fatto fatica, ha dovuto lottare, impegnarsi, cambiare stile ed abitudini e confrontarsi con avversari più veloci, ma ce l'ha fattaIn MotoGP ha esordito con una Honda clienti dello stesso team che lo aveva portato al titolo in Moto2, il Marc VDS. Quella Honda era difficile da guidare e poco competitiva. Nel 2019 il Morbido passa alla Yamaha dove si affina, si migliora, finendo decimo in campionato anche se senza podi conquistati. Comunque impara, si rafforza il suo legame con l'ex capotecnico di Lorenzo Ramon Forcada, un "vecchio" marpione delle piste, uno che devi capire perché ti capisca e tu possa andarci d'accordo, perché possa crescere. Morbidelli che è intelligente l'ha capito e i risultati si sono visti. D'altronde Franco ha vinto 11 GP, 8 in Moto2, 3 in MotoGP, ha ottenuto in tutto 26 podi (21 in Moto2) e 8 pole (6 in Moto2). Naturalmente è stato Campione del Mondo Moto2 nel 2017 e ha iniziato un percorso che secondo me lo porterà lontano. Anche se ha 26 anni fa parte della nuova generazione di piloti sensibili a ciò che succede fuori dal piccolo mondo delle corse e difatti a Misano ha corso con un casco contro il razzismo.

Insomma ne abbiamo uno buono davvero, vedrete.

PRO

  • Velocità sia sul giro secco, sia sul passo gara
  • Efficacia eleganza e bellezza dello stile
  • Capacità di eliminare la tensione facendosela scorrere addosso come fosse pioggia
  • Ottimo rapporto con la squadra
  • Voglia e capacità di migliorare
  • Il suo mondo è la sua forza
  • Quei capelli riccioli che escono dal casco è ricordano il Sic
  • Nessuna remora a mostrare le proprie emozioni il che emoziona anche chi guarda

CONTRO

  • La sfortuna
  • Nient’altro da segnalare a parte gli obiettivi sempre più importanti che si deve porre, ma questo potrebbe essere un vantaggio

Insomma anche lui, il Morbido più duro che c'è ***** 5 stars.

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