La MotoGP dopo il GP di Doha: la rivoluzione e i francesi

MotoGp

Michele Merlino

Nella MotoGP, dopo la seconda gara consecutiva corsa in Qatar, continua l’alternanza di vincitori, e la Francia registra una doppietta storica

LO SPECIALE MOTOGP - LE PAGELLE DEL GP DOHA

Da dove cominciare? Il GP di Doha è stato talmente denso di eventi unici, che è difficile compilare un elenco. Forse il dato più eclatante è la prima doppietta francese in top-class con Quartararo e Zarco. In precedenza la Francia solo in un’occasione era riuscita a piazzare due piloti sul podio, nel GP casalingo di Reims del 1954, con Pierre Monneret vincitore e Jacques Collot in terza posizione. Per la Francia c’è un’altra prima assoluta: non era mai accaduto che due piloti, in questo caso Zarco e Quartararo, occupassero le prime due posizioni del mondiale. Anzi, tre prime assolute: non avevano mai vinto a Losail, tracciato in cui avevano trionfato solo spagnoli (7 volte), italiani (6) e l’australiano Stoner (4).
 

Non è da meno, ovviamente, il nuovo record per la gara più serrata della storia: solo 5”382 hanno separato il vincitore dal decimo al traguardo (Aleix Espargarò) e soli 8”928 il vincitore ed il 15° (Miguel Oliveira). Nelle 910 gare disputate in precedenza dal 1949, i record precedenti erano stati registrati a Brno 2018 con 8”326 tra primo e decimo e Losail 2019 con 15”093 tra primo e 15°.

La Yamaha vince le prime due gare di campionato, non è una novità: ci erano riusciti di recente, nel 2017, ma è solo la terza volta nella storia in cui i piloti vincenti nelle prime due gare sono due (Vinales e Quartararo) dopo il 1975 con Giacomo Agostini e Hideo Kanaya e nel 2010 con Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Sul lato delle pole registriamo una novità assoluta: per la prima volta nella storia la Ducati mette a segno le prime due pole di una stagione.

La rivoluzione continua

L’inizio di 2021 continua sul filone tracciato nel 2020, un campionato con 9 vincitori diversi in cui il campione del mondo ha vinto una sola gara…e da allora è ancora in attesa di risalire sul podio. È sempre tempo di alternanza: siamo a sette poleman diversi nelle ultime sette gare, evento che non si verificava da Pacifico 2002-Spagna 2003. All’epoca furono: Katoh, Barros, McWilliams, Biaggi, Rossi, Gibernau, Capirossi. In queste ultime 7 gare sono stati, a partire da Motorland/1, 2020: Quartararo, Nakagami, Pol Espargaro, Morbidelli, Oliveira, Bagnaia, Martin.

Gli ultimi tre della lista sono alla loro prima pole, evento che non si verificava da 15 anni, 2006, quando i 3 nuovi poleman in gare consecutive furono Stoner, Vermeulen e Pedrosa in Qatar, Turchia e Cina. In gara non abbiamo avuto un nuovo vincitore, ma sono 14 gare che un pilota non riesce a vincere due gare consecutive, ed anche questa è una sequenza che non si verificava da quasi un ventennio: Motegi 2002 – Brno 2003.

Martin

Jorge Martin ha conquistato la sua prima pole al sabato, alla sua seconda gara in top-class. Prima di lui gli ultimi due rookie a conquistare la pole alla 2^ gara erano stati Marc Marquez nel 2013 e Casey Stoner nel 2006, 8 mondiali in due. Quelli che l’hanno fatto all’esordio sono stati: Tadayuki Okada a Shah Alam 1996; Max Biaggi, Suzuka 1998; Jorge Lorenzo, Qatar 2008. Nomi importanti per Jorge Martin, che alla domenica ha messo a segno il suo primo podio, e anche qui, il confronto con il passato richiama nomi importanti. Andando a ritroso nel tempo, gli ultimi a podio in una delle prime due gare disputate in top-class sono stati:
 

·       Jorge Martin, 3° alla seconda gara nel 2021

·       Marc Marquez, 3° alla prima nel 2013

·       Jorge Lorenzo, 2° alla prima nel 2008

·       Dani Pedrosa, 2° alla prima nel 2006

·       Tohru Ukawa, 3° alla seconda gara nel 2001

·       Max Biaggi e Noriyuki Haga furono il vincitore ed il 3° classificato alla loro prima gara, Suzuka 1998.

Rossi vittima del record

Leggere la classifica senza comprenderne il contesto, è impietoso: Rossi 16°, la sua peggior prestazione al traguardo dell’intera carriera. Non è la prima volta che finisce 16° o peggio, ma i precedenti hanno tutti delle attenuanti. In Francia nel 2009 fu 16° sul bagnato dopo una caduta e un ride through; in Argentina nel 2018 fu 19° dopo essere stato buttato a terra da Marc Marquez; in Malesia nel 2018 fu 18° dopo una caduta a tre giri dalla fine mentre era in testa.
 

16° quindi… ma nella gara più serrata della top-class. Valentino a quattro giri dalla fine era a soli 9”531 dalla testa della corsa, tuttavia occupando solo la 18^ posizione! Un ulteriore dato che sottolinea come il GP di Doha sia stato incredibile per lo spazio ridottissimo tra un pilota e l’altro.
 

Il 21° posto in qualifica segna una pietra miliare dolorosa per Vale: nelle sue 416 qualifiche in tutte le classi non si era mai classificato così in basso. Peggiora un 18° posto ottenuto in 4 occasioni, l’ultima a Valencia/2 l’anno scorso.

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