Valentino Rossi, grazie perché...

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Guido Meda

Guido Meda

©Getty

La gratitudine che merita Valentino è speciale: non si limita alle ore di imprese sportive con cui ha saputo intrattenerci per 25 anni, va oltre. Bisogna dirgli grazie prima di tutto per il suo modo di stare al mondo, con cui ha saputo ispirare una tifoseria sconfinata

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Valentino Rossi merita qualcosa di più di uno quei grazie un po' retorici che buttiamo lì tutti quando un grande campione si ritira. Merita perlomeno che il grazie sia motivato e che vada al di là di semplici ore di svago sportivo fornite, alla grande, per venticinque anni. È più il suo modo di stare al mondo che non il suo modo di correre ad ispirare gratitudine. E ad aver ispirato persino gli eccessi di una tifoseria sconfinata che le moto non avevano mai conosciuto.

La strada

Senza saperlo, Rossi ha indicato una strada, offrendosi come rarissimo caso di campione talentuoso e senza nodi, senza macigni, zone oscure, problematiche ingombranti, tare del passato. Se ci sono non emergono, anzi, se ci sono le spazza. Intorno a se ha messo gente così, come lui - come accadeva del resto anche a Simoncelli - per  generare un clima morbido nel quale stare. Gli italiani e il mondo in Rossi hanno sempre visto questo: siparietti e allegria in uno sport pericoloso, leggerezza e spirito in un ambito epico di cavalieri senza paura, dove la paura in realtà esiste. Ha vissuto rivalità schiette e le ha spinte al limite, per far valere la legge del più forte anche nella testa. Senza però portare a casa i rancori del lavoro. Perchè casa è sacra, gli amici sono sacri. Allora vivere bene si può! Allora non tirarsi dietro i problemi si può! Allora guardarlo muoversi così è stato divertente più del normale.

Lo sforzo

Non è stato banale durare ventisei anni, declino compreso. Ha comportato uno sforzo sempre costante e per questo esemplare; quello sforzo che ti mette a posto con la coscienza e che fa sembrare una vittoria anche la sconfitta. Non smette di essere pilota, cambia solo modalità di esserlo. Per questo pensiamo che non soffrirà il ritiro come gli altri. Sereno. Sempre. Valentino Rossi.

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