MotoGP, GP Austria. Quando la gioia cancella tutto

MotoGp
Guido Meda

Guido Meda

La gara MotoGP del RedBull Ring è di quelle che riconciliano con il motociclismo. Succede di tutto, è il trionfo del divertimento che spazza le polemiche di cui questo sport non ha bisogno

GP AUSTRIA, GLI HIGHLIGHTS DELLA GARA

Meno male che si è vista una gara così, come un regalo di Natale, quando a Natale manca ancora un tot. La corsa è stata un delirio, un terno al lotto tra chi aveva tutto da perdere e chi da perdere non aveva niente, tipo Binder che -rischiando - ha vinto.

 

Una gara che ci ha ricordato la grandezza di Bagnaia secondo, anche nel Mondiale; che ci ha riconsegnato Marquez come fosse integro, anche se è cascato alla fine mentre lottava con Pecco per vincere. Una gara che dice che come frena Quartararo non frena nessuno ed è così che ha messo una pezza al potere del supermotore Ducati. Una gara che ha consegnato a Luca Marini, quinto,  il suo miglior risultato mentre è stritolato dai paragoni con Martin, peraltro di nuovo sul podio. Una gara che ci ha dato Valentino Rossi, omaggiato da chiunque qui in vista del ritiro, che ha scelto di rischiare con le gomme slick sull’acqua, come farebbe un ventenne, e poi ha chiuso ottavo dopo essere stato persino terzo.

 

Il tutto in un weekend cominciato come fosse guerra; con la frattura tra Vinales e Yamaha, in cui hanno tutti ragione e non ce l’ha nessuno, con lo sponsor Petronas che minaccia di fuggire, con padri di piloti chiusi fuori dal paddock. Tutta roba che ci induce alla chiacchiera, quella drammatica, mentre questo sport produce e merita solo felicità. Come la gara, per l’appunto, ci ha ricordato.

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