Superbike, il bilancio di Magny Cours: Razgatlioglu vola, Rea resiste, Redding scivola

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Edoardo Vercellesi

Nel round francese prosegue la fuga di Razgatlioglu e Rea, mentre Redding incontra un weekend amaro. Ancora bene Locatelli. Chi sale e chi scende dopo l'ottavo appuntamento stagionale?

La classica tappa di Magny-Cours del mondiale Superbike ha regalato tre corse emozionanti per motivi diversi: nelle due gare lunghe Toprak Razgatlioglu ha impressionato con il suo ritmo stellare, ma sia in Superpole Race che in Gara 2 ha dovuto fare i conti con un Jonathan Rea aggressivo come mai prima. Il turco guadagna la testa della classifica in solitaria, mentre Scott Redding perde terreno a causa di un sabato difficile, raddrizzato parzialmente domenica. Non passa inosservato il podio di Andrea Locatelli, terzo in Gara 1 e quarto nelle restanti: preciso come un metronomo, da Assen non ha più mollato la top-5. Diamo uno sguardo ai valori in campo visti sul tracciato di Nevers.

UP

Pata Yamaha with Brixx – La penalizzazione tardiva comminata a Razgatlioglu nella Sprint non macchia la sua prestazione complessiva, che gli regala la leadership in classifica e lo qualifica forse come il rivale più tosto mai affrontato da Rea. Imbattibile sul passo gara fin dalla FP2 di venerdì, compie due autentici capolavori di ritmo nelle gare principali e conferma la sua propensione al duello in Superpole Race. Magny-Cours è sempre stata dolce per Toprak, che con questa R1 sembra poter fare tutto ciò che vuole. La crescita di squadra è testimoniata dal quarto round consecutivo di Andrea Locatelli come quarta forza del mondiale, posizione confermata dal sorpasso su Alex Lowes nella generale.

Michael Van Der Mark – Spavento di Gara 2 a parte, l’olandese conferma l’ottimo feeling con questa pista grazie al quinto posto di Gara 1, ottenuto lasciandosi alle spalle un gruppo di piloti in lotta. Domenica risulta meno brillante (sesto e ottavo), ma sul suo weekend pende l’handicap di una FP2 terminata anzitempo e una FP3 saltata per un problema tecnico: non il migliore degli avvii, considerando la FP1 “inutile” causa pioggia e la mancanza di esperienza sul tracciato francese con la BMW.

MICHAEL VAN DER MARK (Superbike)

Alvaro Bautista – Il suo bottino vede due sesti posti nelle gare lunghe e un settimo nella Superpole Race, ma più dei risultati sono interessanti i commenti positivi del sabato. Alvaro trova finalmente un buon feeling con la CBR e i passi avanti sono confermati dalle buone prestazioni di Leon Haslam, sesto in qualifica. Su una pista che lo aveva visto faticare negli anni passati, il bilancio è moderatamente soddisfacente.

DOWN

Scott Redding – Il suo weekend parte molto bene, con delle buone prove libere e addirittura il miglior tempo in FP3, poi si spegne: in Superpole non riesce a sfruttare la gomma da tempo e non migliora il crono siglato pochi minuti prima, in Gara 1 resta invischiato nel gruppo che si gioca l’ottava posizione e cade chiudendo dodicesimo. La mancanza di grip sia sul davanti che al posteriore sembra irrisolvibile, ma domenica con un colpo di reni Redding fa quinto in SP Race e addirittura terzo in Gara 2. La strada è ancora lunga, ma Magny-Cours rischia di ridimensionare quel sogno di mondiale che aveva ripreso vita da Assen.

SCOTT REDDING (Superbike)

Alex Lowes – Finalmente torna veloce e per tutto il fine settimana è la terza forza in campo. Purtroppo, però, riesce a concretizzare solo in Superpole Race, mentre in Gara 1 scivola a pochi giri dal termine e in Gara 2 cade nelle prime fasi. Tre potenziali podi si riducono a uno solo, peraltro quello meno pesante in termini di punti: Locatelli ne approfitta e guadagna la quarta posizione nel mondiale. Fa comunque piacere rivedere Lowes nella sua forma migliore, dopo che per tutta la stagione ha sofferto i postumi dell’infortunio alla spalla patito in inverno.

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