MotoGP Aragon, Dall'Igna (Ducati): "Che emozione l'ultima curva di Bagnaia"

DUCATI

Giornata memorabile nelle qualifiche di Aragon per la Ducati, che piazza la doppietta, il record della pista e la 50^pole nella storia della scuderia. "È stato meraviglioso - ammette il direttore generale corse Gigi Dall'Igna - il risultato di un grande lavoro di squadra. Sapevo che Pecco avrebbe fatto un bel tempo". La gara della MotoGP domenica alle 14 live su Sky

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"Non rinuncerò mai a un cavallo nella mia vita". Parola di Gigi Dall'Igna. Una battuta - 'suggerita' dal nostro Mauro Sanchini nel corso di Paddock Live Show - che rende l'idea della coerenza del direttore generale corse della Ducati, capace ugualmente di trovare il giusto compromesso con l'evoluzione, inevitabile, della MotoGP. Un lavoro che ha portato la scuderia di Borgo Panigale a un risultato straordinario nelle qualifiche del GP di Aragon: la pole di Pecco Bagnaia, la 50^ nella storia della 'Rossa'; ma anche il record della pista con 1:46.322 (che apparteneva dal 2015 a Marc Marquez) e il secondo posto di Jack Miller per una doppietta da sogno. "Non ho mai rinunciato alla potenza del motore e non credo che lo farò mai - conferma Dall'Igna - ma ci sono tanti sistemi per migliorare la guidabilità. Come sempre, è un mix che ti fa compiere dei passi avanti importanti. Abbiamo lavorato su tutte le aree, rendendo migliore l'erogazione, sia con il motore che con l'elettronica, una cosa che l'anno scorso soffrivamo abbastanza, soprattutto alla prima apertura di gas nei curvoni veloci. E anche sul lato ciclistica, abbiamo capito un po' meglio le gomme, ritoccando quello che non andava. Nella MotoGP di oggi la differenza la fanno i dettagli". 

"Si respira un'aria diversa nel team"

Dall'Igna ha vissuto gli ultimi metri di Bagnaia praticamente in apnea. "Incrociavo le dita, le gambe, tutto quello che potevo incrociare perché entrasse bene in quell'ultima curva - racconta al microfono di Antonio Boselli - sapevo che avrebbe potuto fare un bel tempo. È stato meraviglioso". Una Ducati più agile nei cambi di direzione - come fa notare ancora Sanchini - ma quanto ha contato il contributo dei piloti in questo exploit? "Hanno giocato un ruolo determinante negli ultimi sviluppi - aggiunge il manager - e non solo i giovanissimi: Pecco e Martin, ma anche Zarco e Miller ci hanno fornito le sensazioni giuste per capire i punti in cui dovevamo apportare delle modifiche. Bisogna dire che quest'anno si respira un'aria completamente diversa nel team e questo aiuta tutti i tecnici e gli addetti ai lavori a essere motivati e cercare di fare sempre meglio". In chiusura, un 'pensiero' ai rivali. "I più temibili in gara? Ho visto un Marquez in piena forma, sarà un osso duro. Ma ci metto anche Mir e Quartararo, perché ci sono davanti in classifica e credo che vadano considerati".  

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