MotoGP, GP Aragon: ti sPecco in due. Le pagelle di Paolo Beltramo

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Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

©Getty

Duello fantastico tra il pilota italiano della Ducati e Marc Marquez in Aragona: 10 a loro e alla Ducati. La gara degli altri la vince Joan Mir. Non è stata giornata per la Yamaha

GLI HIGHLIGHTS DI ARAGON - VIDEO. IL DUELLO TRA BAGNAIA E MARQUEZ

La zona è stata quella giusta, quella semidesertica e piena di canyon che ha regalato i propri bellissimi sfondi, tramonti, fiumi a molti film western. L’Aragona è infatti una regione semidesertica della Spagna che si estende verso il centro alle spalle della Catalunya, solitamente meta di camminatori, fuoristradisti, ciclisti, appassionati delle discese in canoa. Poi hanno deciso di metterci questo Circuito-Cattedrale, bello, moderno, difficile, spettacolare, già sede di gare fantastiche. Fino a questa volta, poi è arrivata questa vittoria di Bagnaia con la Ducati su Marquez e la sensazione è cambiata: quella di adesso è che si sia fatto un pezzo di storia importante per noi e che Aragona d’ora in poi sia un po’ meno western e più race.

Ti sPecco in due

Francesco Bagnaia con nientepopodimeno di Marc Marquez sulla pista dove lo spagnolo aveva vinto cinque volte e che ha una maggioranza di curve a sinistra rispetto a quelle a destra. Il pilota Rosso-Ducati è scattato in testa dalla fantastica pole, ma dopo una curva e mezzo dietro aveva già Marquez che guidava quasi come prima dell’incidente, senza mollare un metro, tenendo ritmo e scia dell’italiano che non ha mai commesso un errore, un’imprecisione, non ha mai sofferto quel continuo digrignare di denti affamati, quella terribile voglia di vincere, quella sete di sangue sportivo, quel killer instinct che lo seguiva senza tregua, senza sosta, senza un attimo di respiro. Poi alla fine, negli ultimi quattro giri la Bestia ci ha provato, lo ha fatto per ben 7 volte ma è sempre stato ricacciato dietro, al suo posto, in gabbia da un Bagnaia semplicemente divino, perfetto, che utilizzava la sua frenata fantastica, la sua capacità di curvare fluido, l’accelerazione ducatista per incrociare sempre Marc e rimetterlo dietro. È stata una gara fantastica, con un Bagnaia che ha messo in mostra tutte le sue doti con maggiore maturità, più sicurezza, determinazione, calma, efficienza. A lui 10, alla Ducati 10 per aver costruito una moto che a volte se guidata così è semplicemente imbattibile. Aveva bisogno di vincere anche in MotoGP Pecco, gli era andata male troppe volte. Ora c’è, lo sa meglio lui, lo sanno gli altri che dovranno correrci contro e temerlo di più.

 

A MM93 darei pure 10 perché se segui per 20 giri il Pecco di Aragon capisci che non ce n’è, eppure alla fine ci provi perché è questo che ti ha reso quello che eri. E devi riprovarci quando puoi per ritornare il pilota di prima dell’incidente. La strada è quella giusta, la voglia pure, forse ancora non la pazienza, ma di quella, forse, uno come lui è meglio non ne abbia troppa. Alla fine, comunque, Marc era sfinito, si vedeva che ancora manca qualcosa per riaverlo uguale a prima, io credo che sarà pronto, sarà di nuovo se stesso nel 2022, complice anche la Honda.

La gara degli altri

La vince Joan Mir, 9, bravo a salire sul podio dopo una qualifica come sempre non eccezionale. Con la Suzuki fa fatica a risalire e non può riuscire a vincere. Sanno dove lavorare, lui è forte e deciso, oramai ha stroncato il compagno Rins (qui 12°) e perciò la casa seguirà le sue indicazioni per lo sviluppo. Vedremo, ma è un peccato vedere un Campione del Mondo messo così.

Continuità

Aleix Espargaro e Aprilia 8. Dopo il podio di Silverstone il quarto qui, una costanza che né il pilota, né la casa avevano dimostrato prima di questa stagione. Chiaro che dopo il gusto del podio fare quarto è un po’ deludente, ma di quella delusione da bene abituati che serve per spingerti più su. Ci si aspettava qualcosa di meglio invece da parte dell’esordiente Vinales, ma è finito 18° a quasi 30” da Pecco. Ci aspettavamo, pur considerando tutte le difficoltà del caso, qualcosina di meglio.

Ducati di mezzo

Questa volta sono stati Jack Miller (5°) ed Enea Bastianini (6°) i migliori Ducatisti dopo Bagnaia. E il giudizio è molto diverso. Miller è stato preso nel team Ufficiale e confermato per fare quello che sta facendo Bagnaia, cioè essere, perlomeno sulla carta, il più forte antagonista di Quartararo e invece è altalenante come sempre. Bastianini, invece ha ottenuto il suo miglior risultato della sua prima stagione in MotoGP arrivando a meno di due secondi da Miller. 9 per il “Bestia” che guida una moto meno aggiornata e migliora con costanza, 5 per Miller, tanto simpatico, quanto inconcludente.

Il giorno della difesa

Quartararo (Ng) fa quel che può con una gomma posteriore che non rendeva. Può ritenersi soddisfatto che a parte Bagnaia e un po’ Mir, nessuno abbia davvero approfittato della sua difficoltà. Zarco è finito addirittura 17° pure lui con problemi.

Non era giornata Yamaha

A parte Quartararo ottavo, Crutchlow è finito 16°, Dixon non classificato a un giro e Rossi 19°, penultimo. A Misano tornerà Morbidelli, arriverà Dovizioso, miglioreranno il Quarta e Vale perché così non è una gara, è un incubo: 3

Moto sempre più2

Oramai con lo zero di Bezzecchi e la vittoria di Fernandez davanti al compagno Gardner rendono la Moto2 un duello. Favorito Gardner che ha 39 punti di vantaggio, ma uno come il Rookie fenomeno Fernandez capace di 5 vittorie, due secondi e un terzo posto può riuscire a fare il miracolo. Dopo Misano i due proveranno la MotoGP durante i test previsti.

Doppietta italica

Dopo il successo di Fenati ecco quello di Foggia che si avvicina ai primi due, Acosta e Garcia entrambi senza punti qui, ma insomma 58 punti di distacco sono tanti, ma chissà che questo primo 0 di Pedrito non scombussoli un po’ le sue certezze, le sue insolite solidità da esordiente?

Domenica Misano 1

Festa gialla, festa Rossa e festa tricolore per un motociclismo italiano che ha raggiunto, grazie a Bagnaia, la sua 250° vittoria in Top-Class. E che promette bene anche nelle altre categorie. Dal deserto di Aragona all’estuario della valle dei motori. Bello.

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