Superbike, il bilancio dopo Jerez: Razgatlioglu allunga nel mondiale

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Edoardo Vercellesi

Edoardo Vercellesi

La doppia vittoria di Razgatlioglu e le difficoltà di Rea sbilanciano la corsa al titolo verso il turco. Ducati felice a metà, sorridono Bautista e Locatelli. Chi sale e chi scende dopo Jerez, decimo appuntamento stagionale del mondiale Superbike

Il trittico iberico della Superbike volge al termine, con il giro di boa di Jerez ormai in archivio. In un weekend adombrato dalla tragica scomparsa di Dean Berta Vinales, che obbliga a mettere tutto in prospettiva, nella classe maggiore si è visto un Toprak Razgatlioglu praticamente imbattibile. Al contrario, per Jonathan Rea il momento si conferma difficile e attualmente tra i due ballano venti punti in classifica a favore del pilota Yamaha, con tre round ancora da disputare. Il mondiale rischia di cambiare casa e trasferirsi in Turchia? Diamo uno sguardo alle risposte emerse sul tracciato andaluso.

UP

Toprak Razgatlioglu – In questo momento sembra impossibile fermarlo. Agguanta la pole recuperando oltre due decimi nel solo ultimo settore ad Alex Lowes, lascia sfogare Rea per poi piegarlo in Gara 1, comanda sostanzialmente l’intera Gara 2 rispondendo a Scott Redding appena prova il sorpasso. Il tutto non impressionando nelle libere, dalle quali erano emersi altri favoriti. Per farla breve: senza quel problema elettrico in Gara 1 a Barcellona (e l’incolpevole zero di Assen), forse staremmo parlando di un mondiale già chiuso. Un plauso va anche a Yamaha, che è cresciuta notevolmente fino a mettere il nativo di Sakarya nelle condizioni di vincere.

 

Scott Redding – Arriva al weekend forte degli ottimi risultati di Barcellona, ma sempre un po' sfiduciato. Eppure, dopo un lavoro certosino nelle prove viene fuori benissimo: in Gara 1 impiega qualche giro di troppo a carburare, ma si stabilizza sul passo dei primi e chiude terzo; in Gara 2 mette pressione a Razgatlioglu e trova il sorpasso nelle ultime fasi, ma il turco risponde e lo relega in seconda posizione. Il bottino di due podi lo soddisfa, ma ancora più importanti sono le sensazioni e il ritmo espresso.

Alvaro Bautista e Andrea Locatelli – Sarebbe sbagliato non citare entrambi, padroni della lotta alle spalle dei primissimi. Lo spagnolo va forte fin dal venerdì e ritrova il podio, con una terza posizione in Gara 2 più significativa di quella in Superpole Race a Barcellona; bene anche in Gara 1 dove chiude quinto. Locatelli torna nel range che gli compete e archivia due quarti posti, posizione alla quale sembra abbonato e che torna a occupare anche in classifica (a pari punti con Michael Rinaldi).

DOWN

Jonathan Rea – Dopo la brutta Gara 2 in Catalunya trova un’altra controprestazione in questo weekend. Nelle libere sembra il più in palla insieme a Rinaldi, ma in Gara 1 Razgatlioglu trova la velocità per passarlo e vincere. Preoccupante il mini-crollo di Gara 2 che lo fa retrocedere fino al quinto posto. I tanti problemi di messa a punto e di feeling incontrati in questa seconda parte di stagione sono inediti: mai si è visto un Rea così spesso giù dal podio. Portimao deve essere per lui la pista del riscatto, perché il numero uno sulla carena è a forte rischio.

Michael Ruben Rinaldi – Il potenziale sembra elevatissimo fin dal venerdì, ma le gare si dimostrano più complesse del previsto. Domenica mattina cade nelle prime fasi mentre in Gara 2 parte forte e presto cala, non andando oltre la settima posizione. Peccato, perché il rendimento di Redding e i segnali dati nelle libere e nel warm-up lasciavano presagire un possibile bis di Barcellona.

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