Giacomo Agostini: "Vorrei fare una gara con Valentino Rossi quando avrà anche lui 80 anni"

lo speciale

In occasione degli 80 anni di Giacomo Agostini, Sky ha prodotto lo speciale "Ago, 80 voglia di correre": una lunga intervista in cui il pilota di moto più vincente della storia parla della sua vita dentro e fuori la pista. Con un sogno ancora da realizzare: "Vorrei che il tempo si fermasse, aspettare che Valentino Rossi arrivi a 80 anni, per poi fare una gara insieme". Di seguito alcuni estratti dello speciale, che sarà disponibile anche On Demand

AGOSTINI: LA CARRIERA - I TITOLI - LE CURIOSITA'

Dire che compi 40 volte 20 anni potrebbe essere una maniera carina per dire che è il tuo 80° compleanno?

"Speriamo che non conoscano bene la matematica…".

 

A proposito di numeri, tu sei il numero uno al mondo…

"Ecco perché ho sempre voluto il numero uno, non solo perché mi spettava. Il numero uno solitamente si prende quando vinci il titolo, io ero un pilota italiano che correva su moto italiana (la MV Agusta, ndr), quindi portavo nel mondo un’eccellenza come la tecnologia del nostro Paese. Volevo rappresentare l’Italia anche con il mio casco, che infatti era rosso, bianco e verde con la nostra bandiera".

 

Ti ricordi il tuo primo titolo mondiale?

"Era il 1966 a Monza, davanti al mio pubblico, c’erano 120mila persone. Abbiamo festeggiato tutto il giorno, ero felice. L’indomani mattina mi sono svegliato, ho preso i giornali, ho iniziato a leggere e mi sono reso conto soltanto in quel momento che ero io il campione del mondo. Mi sono scese anche delle lacrime: fino a qualche tempo prima sognavo semplicemente di fare una gara, poi sono riuscito a diventare addirittura campione del mondo".

Come ti è venuto in mente di scegliere il motociclismo come sport? Ti è capitato per caso? Come mai non sei diventato un ciclista oppure un calciatore?

"Io sin da piccolino volevo correre in moto, infatti anche i miei genitori si chiedevano da dove arrivasse questa mia passione, perché nessuno in famiglia era motociclista, non avevano nessuna officina meccanica, ai miei fratelli non interessavano i motori. E invece io volevo solo correre in moto. È stata una grande passione, un grande amore".

 

Nella seconda parte della tua vita sei diventato marito e papà...

"Mentre facevo quel mestiere pericoloso, non volevo avere responsabilità. Poi in Spagna ho incontrato la mia futura moglie Maria, lì è nato l’amore. All’inizio non volevo figli, lei fortunatamente mi ha convinto a cambiare idea e adesso abbiamo due figli: Vittoria e Pier Giacomo".

Che papà sei?

"Io alla mia famiglia do tutto, però voglio che mi ascoltino, perché l’esperienza è importante. Ascoltate le persone con esperienza e poi decidete, magari provando a sbagliare meno di me".

 

È vero che ti hanno suggerito il nome di tua figlia Vittoria?

"Sì è vero, non riuscivamo a decidere un nome, pensavamo di chiamarla Violante, ma poi il mio amico Nico Cereghini mi ha detto ‘Dopo tutte le vittorie che hai conquistato, questa è sicuramente un’altra Vittoria’. Io gli ho dato ragione e l’ho chiamata Vittoria".

C’è qualcos’altro che ti piacerebbe fare nella vita?

"Sai una cosa bella quale sarebbe? Che il tempo per me si fermasse, aspettare che anche Valentino Rossi arrivi a 80 anni, per poi fare una gara insieme. Io con la MV Agusta, lui con la Yamaha. Porteremmo 300mila persone in pista, pensa che bello…".