WTCC e TCR, possibile fusione?

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Sempre più accreditata l’ipotesi di una fusione tra le due categorie turismo dell’automobilismo sportivo WTCC e TCR a partire dalla stagione 2018. Ma quali sono le differenze tra i due campionati? Perché un accordo avrebbe senso? Su quali basi? Per rispondere a queste domande ci siamo fatti aiutare da Michela Cerruti, talent Sky e pilota sviluppo Alfa Romeo nel TCR

Per il WTCC situazione complicata, TCR invece in ascesa

Il FIA World Touring Car Championship (WTCC) ha ormai oltre 10 anni di storia alle spalle e sta vivendo oggettivamente una situazione di difficoltà a causa dell’incremento dei costi, diventati proibitivi per case e team. Gli organizzatori hanno dovuto superare problemi non banali per raggiungere il numero minimo di 16 vetture in una griglia che vede solo le presenze ufficiali di Volvo e Honda, dopo che Lada e la dominatrice Citroen hanno detto basta (restano con team privati).

WTCC 2017 (fiawtcc.com)

Il TCR è una serie improntata sul Customer Racing. Nasce tre anni fa su iniziativa dell’organizzatore Marcello Lotti, che decide di dar vita ad un campionato alternativo al WTCC che pure aveva contribuito (e non poco) a creare. L’idea è semplice: riportare le competizioni a ruote coperte alle origini, puntando su costi contenuti, evitando esasperazioni tecniche e quindi garantendo griglie di partenza affollate con più marchi presenti.

La cosa ha funzionato e il TCR gode di buona salute, così come i vari campionati locali. Nell'International Series le case presenti (che vendono le vetture a team rigorosamente privati) sono numerose ed in costante aumento: VW, Audi, Seat, Honda, Kia, Subaru, Opel, Alfa Romeo, Hyundai, etc.

L’esistenza poi di serie nazionali parallele a quella mondiale, più prestigiosa, fa sì che si possa generare un florido mercato dell’usato che contribuisce alla solidità economica del sistema, dato che le squadre a fine stagione posso rivendere le vetture, rientrando in parte dell’investimento fatto.

TCR Dubai 2017 (http://tcr-series.com)

WTCC e TCR: motori e aerodinamica diversi. E i costi…

La formula "low cost" delle vetture TCR prevede che queste derivino strettamente dalla relativa versione stradale. La carrozzeria appartiene quasi interamente alla vettura di serie, fatta eccezione per i passaruota allargati e i particolari aerodinamici specialmente nella parte frontale, oltre che per lo splitter anteriore e l' alettone posteriore. Da questo punto di vista le vetture WTCC sono molto più sofisticate e sviluppate, avendo un'aerodinamica molto più raffinata con fondo piatto, splitter e alettone molto più grande ed efficiente.

Il motore delle vetture TCR deve essere massimo 2.0 litri turbo ed è fondamentalmente un propulsore stradale modificato nell'elettronica. Nel WTCC si montano invece unità racing da 1.6 litri turbo benzina di derivazione stradale oppure costruite appositamente per le competizioni (il noto Global Engine che viene impiegato anche nel WRC).

A livello di sospensioni nel TCR queste sono quasi totalmente stradali, mentre quelle delle vetture WTCC vengono ricostruite da zero.

Tutto questo si traduce in livelli di costo molto diversi. Una vettura TCR si aggira intorno ai 130mila euro, una WTCC al top circa dieci volte tanto, a fronte di un gap in pista di 5/6 secondi al giro, importante per carità, ma non indicativo dello spettacolo.

Il progetto FIA WTCR

La nuova serie a cui gli organizzatori dei campionati e la FIA stanno pensando potrebbe chiamarsi WTCR. Il regolamento tecnico sarà ereditato dal TCR e la partecipazione aperta ai team privati che acquisteranno le vetture prodotte direttamente dai grandi costruttori. Il WTCC porterà invece in dote squadre e piloti di livello mondiale per le ruote coperte.
Dovrebbero quindi esserci tutti i presupposti per garantire spettacolo in pista e solidità economica grazie a costi ragionevolmente contenuti e alla copertura media di Eurosport. 

(foto http://tcr-series.com e http://fiawtcc.com)

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