Energica Eva EsseEsse9, la classica del futuro

Motori
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Con il debutto di EICMA 2017 la line-up Energica si completa con la Eva EsseEsse9: la denominazione della Via Emilia, Strada Statale 9, che attraversa la Motor Valley

Energica Eva EsseEsse9 è un terzo modello – quarto, se si considera la Ego45, versione de luxe della supersportiva Ego – che porta la Casa modenese a sconfinare nel segmento delle classiche. Un paradosso, se volete, considerando la sostanza tecnica futuristica che traspare dalle linee retrò della naked elettrica Energica, ma il risultato è ben riuscito, soprattutto dopo l’addolcimento rispetto alle linee riuscite, ma estreme, del primo concept. E poi, se vi piaceva la prima proposta, quella svelata a Verona ad inizio anno, potete sempre puntare sulla Special.
Le differenze nelle sovrastrutture sono evidenti, a partire dal faro tondo full-LED con DRL e una bellissima corona ricavata dal pieno e dai supporti sella ottenuti con lo stesso processo. Tutte le sovrastrutture sono di ottima qualità, e le plastiche sono eccellenti alla vista e al tatto.
La base tecnica rimane invariata rispetto ad Eva: il motore, anzi, la Power Unit, è un trifase sincrono a magneti permanenti raffreddato a olio capace di 180Nm di coppia che si traducono in 109 CV di potenza per prestazioni più che interessanti: la velocità massima è autolimitata a 200km/h, ma l’accelerazione non ha complessi d’inferiorità rispetto a motori endotermici di grossa cilindrata.

Batterie e ciclistica

Il pacco batterie ai polimeri di litio è contenuto in un guscio ermetico certificato IP68 con raffreddamento forzato e durata stimata in 1200 ricariche; la VCU (Vehicle Control Unit), è sviluppata internamente per il software, che propone quattro riding mode (Sport, Urban, Rain ed Eco) che definiscono potenza del motore e risposta all’acceleratore. Quattro possibilità anche per il freno motore – con funzione rigenerativa – e assistente di parcheggio che limita la velocità a marcia avanti o in retromarcia. L’autonomia è dichiarata in circa 200km teorici, naturalmente fortemente variabili sulla base della guida e del riding mode utilizzato.
Il cruscotto è un’unità TFT a colori integrato via Bluetooth con gli smartphone attraverso l’app MyEnergica, che gestisce l’elettronica della moto offrendo anche funzionalità di contorno come la localizzazione e la prenotazione delle colonnine di ricarica, FastCharge (al momento tecnologia esclusiva Energica per le due ruote) – che permettono la ricarica fino all’80% in 30 minuti.
La ciclistica resta basata  su un telaio a traliccio in acciaio con forcellone in alluminio dotato di capriata inferiore di rinforzo e sospensioni Marzocchi (forcella con steli da 43mm completamente regolabile) e Bitubo (mono-ammortizzatore regolabile nel precarico e nell’estensione) sostituibili "ex fabrica" con unità Öhlins optional. Impianto frenante Brembo, con un doppio disco da 330mm e pinze radiali M4.34 all’avantreno. L’ABS è un Bosch a due canali.

In sella

La posizione in sella è più comoda e naturale rispetto ad EVA, grazie allo spostamento all’indietro del pilota e ad una triangolazione pedane/sella/manubrio più rialzata. Il risultato è una guida decisamente più intuitiva, con un sottosterzo sostanzialmente ridimensionato rispetto agli altri modelli di casa Energica. Il motore è molto naturale nell’utilizzo e capace di una spinta (variabile nell’intensità e nella progressività sulla base del Riding Mode) sempre regolare e corposa. Più dolce e controllabile su Eco e Rain, più corposa e versatile in Urban, davvero grintosa in Sport. Fortunatamente il reparto freni è ampiamente all’altezza della situazione.
Il motore è sempre meraviglioso, con un bel sibilo da turbina che accompagna le accelerazioni più marcate; peraltro, l’assenza di rumore e vibrazioni migliorano sensibilmente il feedback da parte di gomme e sospensioni facilitando e rendendo più efficace la guida. Inoltre, con lo spostamento del pilota indietro grazie alla nuova posizione, il baricentro di Eva si avvicina in maniera sostanziale al centro della moto armonizzando la guida e rendendola più naturale ed efficace al netto, naturalmente, della massa rilevante di cui va tenuto conto alle basse velocità.

In conclusione

Il risultato dell’operazione nostalgia di Energica è quello del modello più riuscito sul piano della guida stradale, sportiva o disimpegnata, di tutta la gamma. Fermo restando un motore d’eccellenza assoluta fra le proposte elettriche, in grado di mettere in difficoltà più di un propulsore endotermico per prestazioni e gusto, la configurazione ciclistica è davvero azzeccata, con una caratterizzazione decisamente più accessibile ed efficace.
Anche il prezzo, pur in linea con la collocazione premium del prodotto e del relativo livello di finitura, è diventato più accessibile, perché si parte da 21.600 euro (più IVA) per la versione standard. Serve qualcosa di più per la Special, e soprattutto, la quotazione può lievitare in maniera significativa attingendo al ricchissimo catalogo degli optional. Ma non è forse così per tutti i mezzi di lusso?

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